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Hedge fund



Eurekahedge, commento mensile sugli hedge fund

25 Mar 2008

a cura di Stefania Delucchi

I fondi hedge in fase di ripresa a febbraio, con la maggior parte delle strategie che riguadagnano il terreno perduto a gennaio (prima parte)

Introduzione

Dopo un inizio d’anno turbolento, gli hedge fund si sono ripresi a febbraio con la maggior parte delle strategie che hanno riguadagnato la maggior parte del terreno perduto a gennaio. L’indice composite Eurekahedge Hedge Fund è salito di un ottimo 2,9% con tutti i paesi che nel mese hanno registrato rendimenti positivi. Questo si è verificato malgrado i timori di un rallentamento dell’economia globale (e i timori di recessione negli Stati Uniti) che hanno pesato sulla maggior parte dei mercati regionali.
Per quanto riguarda i mandati regionali (vedi il grafico che segue), i rendimenti migliori sono stati quelli dei mercati emergenti (perché l’andamento rialzista nei mercati delle materie prime ha favorito i prezzi delle azioni in America Latina, Est Europa e parte dell’Asia emergente). I mandati di Nord America e Asia erano entrambi in rialzo dell’1,7%; i primi grazie perlopiù alla performance dei CTA regionali mentre i secondi per i significativi rendimenti delle azioni in alcuni paesi). I gestori europei e giapponesi hanno realizzato 1,4% e 1,2% rispettivamente.


fonte: Eurekahedge



Mercati globali

I mercati azionari globali si sono stabilizzati considerevolmente dopo i recenti tagli aggressivi dei tassi operati dalla Fed. Difatti, malgrado i timori di recessione dell’economia americana, molti mercati azionari hanno realizzato guadagni per quasi tutto il mese di febbraio. I dati negativi, come il rapido calo tanto della fiducia al consumo quanto dei prezzi del residenziale uniti a un ulteriore aumento dell’inflazione core negli Stati Uniti sono stati tra i fattori che hanno causato il ribasso delle azioni verso fine mese.
L’indice MSCI World ha perso lo 0,7% nel mese, con la maggior parte dei mercati (in particolare quelli maturi) che hanno chiuso in modo piatto e negativo. Lo S&P 500 ha perso il 3,5% mente l’indice FTSE e il Nikkei erano entrambi piatti (0,08%). L’indice cinese Shanghai Composite e il BSE Sensex indiano erano in ribasso dello 0,8% e 0,4% rispettivamente, mentre altri mercati emergenti come Brasile (6,7%), Russia (8,9%), Taiwan (11,9%) e Korea (5,4%), tra gli altri, hanno registrato guadagni consistenti. Gli strumenti fixed income sono stati iinfluenzati negativamente dall’aumento dell’inflazione superiore alle attese, nel mese.
Comunque il ribasso delle azioni verso fine mese hanno aiutato le obbligazioni a compensare le perdite intra-month. I rendimenti del T-note decennale USA e il T-bill a 90 giorni hanno chiuso il mese in ribasso di 11 e 9 punti base rispettivamente mentre il rendimento del T-note biennale ha chiuso il mese in ribasso, a 1,62%. I mercati delle valute e delle commodity hanno continuato a seguire il loro trend recente; i primi hanno visto l’ulteriore calo del dollaro contro le principali valute (2,1% e 2,4% contro l’euro e lo yen rispettivamente) mentre i secondi hanno visto il greggio e i metalli preziosi toccare record massimi durante il mese.


fonte: Eurekahedge










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