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Il caso



La scommessa di Warren Buffett

10 Jun 2008

A cura di Rocki Gialanella
rockigialanella@fondionline.it

La sfida lanciata agli hedge fund dall’Oracolo di Omaha è stat raccolta dai gestori della Protegè. Vediamo in cosa consiste

Avreste il coraggio di scommettere qualcosa, qualsiasi cosa, contro l’oracolo di Omaha, al secolo Warren Buffett? Stando a quanto riportato da CNN Financial, la Protegè Partners (una società di gestione specializzata in fondi ad alto rischio) ha accettato la seguente sfida del magnate statunitense: in un arco temporale di dieci anni, compreso tra il 1° gennaio 2008 e il 31 dicembre 2017, l’indice azionario Standard and Poor’s 500 riuscirà ad ottenere una performance superiore a quella realizzata da un portafoglio di fondi di fondi hedge (il cui rendimento venga calcolato includendo il complesso delle spese e delle commissioni).

Buffett ha lanciato questa sfida nel 2006, durante la riunione annuale degli azionisti della Berkshire Hathaway, ma fino all’anno scorso nessuno aveva risposto all’invito. Nel 2007 il guanto lanciato dall’Oracolo viene raccolto dalla Protegè. Ecco le condizioni stabilite per la sfida: la Protegè selezionerà un portafoglio di cinque fondi a gestione alternativa la cui performance dovrà essere superiore a quella di un fondo indice della società di gestione Vanguard legato all’evoluzione dell’indice Standard and Poor’s 500.

La scommessa è stata formalizzata servendosi di una fondazione denominata ‘The Long Now Foundation’, specificamente dedicata alla ‘promozione delle idee nel lungo termine e alla tutela e diffusione della responsabilità’. Questa fondazione accetta scommesse su ipotetici scenari futuri che abbiano una ricaduta potenzialmente significatica in campo sociale e scientifico. Buffett e la Protegè hanno messo sul piatto mezzo milione di Dollari ciascuno. Il denaro è stato depositato nelle casse della Fondazione. Il vincitore sceglierà quale sarà la destinazione della vincita.

Questa competizione fa tornare in auge un dibattito tanto antico quanto lo è la finanza moderna. E’ meglio affidare il proprio denaro alla gestione attiva o a quella passiva? Negli ultimi anni Warren Buffett ha espresso valutazioni molto critiche nei confronti delle commissioni incassate dagli hedge fund, gli strumenti della gestione attiva per eccellenza, perché sostiene che tra commissioni di gestione, di uscita e spese di altro genere, si perda una buona fetta delle performance potenzialmente conseguibili.

‘Ci sono molte persone intelligenti alla guida degli hedge fund’, afferma il magnate,’ma in molti casi gli sforzi compiuti in ambito gestionale vengono neutralizzati dal peso eccessivo dei costi caricati sulle spalle degli investitori’. Per tale ragione, Buffett si dice sicuro che sia più conveniente puntare su un fondo indice che presenti commissioni di gestione molto più basse.

Logicamente, i money manager della Protegè non sono d’accordo con Buffett, e argomentano che i migliori gestori di hedge fund sono in grado di battere la Borsa, anche in presenza di costi di gestione sensibilmente più elevati rispetto a quelli dei fondi a gestione passiva. Ovviamente, è opportuno selezionarli con cura. ‘Fortunatamente, scommettiamo contro la performance conseguita dallo Standard and Poor’s 500 e non contro quella che realizzerà nei prossimi anni Warren Buffett’, ha commentato Tech Seides, uno degli azionisti della Protegè.