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Il mercato della settimana



I corporate bond frenano i fondi liquidità area euro

13 Oct 2008

A cura di Rocki Gialanella

La presenza di titoli societari, derivati e swap nei portafogli di alcuni fondi ha penalizzato le performance della categoria

In un momento in cui i risparmiatori reclamano la maggiore sicurezza possibile, solo un numero limitato di fondi appartenenti alla categoria ‘liquidità area euro’ presenta un portafoglio investito per oltre il 90% in titoli di stato a breve scadenza. Questi prodotti dell’industria del risparmio gestito sono stati oggetto di polemiche durante gli ultimi mesi, a causa dei problemi che hanno avuto a dispetto della formula (strumenti rifugio per eccellenza) utilizzata per commercializzarli presso i sottoscrittori.

La radice del problema va ricercata nel fatto che molti di questi fondi, pur di posizionarsi nella parte alta della classifica delle performance, fanno ricorso a titoli di debito che inglobano un livello di rischio sensibilmente superiore alla media degli strumenti che coprono la restante quota dei rispettivi patrimoni. In alcuni casi, l’esposizione di questi fondi ai corporate bond ha pilotato le performance year to date in territorio negativo. Il segmento delle obbligazioni societarie sta vivendo un momento molto delicato. Il calo delle quotazioni ha coinvolto in modo particolare i titoli di debito emessi dai colossi del comparto automobilistico.

I fondi di liquidità investono tutto il proprio portafoglio in obbligazioni e in liquidità. Gli strumenti finanziari detenuti in portafoglio devono avere un rating non inferiore a A2 (Moody’s), A (S&P) oppure rating equivalente assegnato da altra agenzia indipendente. La duration del portafoglio deve essere inferiore a 6 mesi. Infine non è ammessa la copertura del rischio di cambio (e anche questo è un fattore che può incidere non poco sui rendimenti) . I fondi liquidità area euro rappresentano una fetta importante (il 19,2%) dell’ammontare totale destinato dagli investitori italiani ai prodotti del risparmio gestito. A settembre, la raccolta netta registrata dai fondi liquidità area euro ha registrato un calo di 1.141 mln di euro, portando il patrimonio gestito a 91.723 milioni di euro.

La discussione sui limiti posti all’investimento di questi prodotti in strumenti non del tutto esenti da rischio, sta coinvolgendo i legislatori di tutti gli Stati europei. Tuttavia, i singoli legislatori possono imporre limiti precisi soltanto ai fondi domiciliati nel proprio paese, mentre la soluzione del problema richiederebbe un intervento concertato a livello continentale che tenga conto della commercializzazione nei singoli stati anche di fondi registrati in seguito all’adempimento dei requisiti della normativa UCIT III. In altre parole, un intervento del legislatore italiano avrebbe effetti solo su un numero limitato di fondi inclusi nella categoria.

Un rapido sguardo alle performance. In testa al gruppo dei primi troviamo lo Short Term Euro Di UBS (Lux) con un rendimento Ytd del 3,65%, seguito dal Money Plus di DWS Institutional Sicav (+3,42%) e dal Money Market Euro di Sgam Funds Sicav (+3,32%).. In coda alla classifica delle performance si posiziona l’Euro Liquidity Enhanced Yield di JPMorgan Fleming Liquidity Funds Sicav che accumula una perdita Ytd dell’11,41%, seguito dal Currency Alpha Plus Absolute Return di World Express Funds Sicav (-7,9%) e dall’Euro Turbo Income di Pictet Funds (-5,65%). A dispetto delle forti perdite accumulate da alcuni fondi, va precisato che la stragrande maggioranza dei fondi liquidità area euro commercializzati in Italia presenta un rendimento Ytd positivo ma inferiore a quello offerto dall’investimento diretto in titoli di stato a breve scadenza. E non mancano gli esempi di fondi che hanno optato per un portafoglio in grado di garantire il perseguimento della mission principale della categoria. 'I portafogli di Arca Breve Termine e Arca Tesoreria sono investiti esclusivamente in titoli governativi, suddivisi tra titoli a tasso fisso e a tasso variabile. In questo periodo di turbolenza e alta volatilità dei mercati finanziari hanno svolto pienamente la loro funzione di garanzia del capitale, registrando nel corso dell’anno un incremento costante della quota', ha affermato Marina Leone, gestore del fondo Arca BT-Tesoreria.

L’investitore che opti per una selezione dei fondi derivante dal confronto diretto con i rendimenti dei titoli di stato, farà bene a tener conto che le performance dei fondi fanno riferimento sempre ad un periodo ormai passato e i rendimenti effettivi netti dei titoli di stato si riferiscono ai ritorni attesi per il futuro. La disomogeneità tra i fondi liquidità area euro non si limita ai rendimenti, visto che anche in materia di commissioni annue di gestione la differenza tra il meno oneroso e il più gravoso è significativa. E lo è ancor più se si tiene conto dell’incidenza di tali commissioni sulle potenziali performance messe a segno da strumenti che dovrebbero garantire all’investitore un aggancio ai rendimenti obbligazionari di breve termine. In molti casi, l’incidenza delle commissioni di gestione annue ha pesato in modo eccessivo sulle performance.




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