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Normativa



Le agenzie di rating dovranno rendere noti i grandi clienti

12 Nov 2008

A cura di Rocki Gialanella

Stando al progetto di regolamentazione messo a punto dalla Commissione Europea, le agenzie di rating dovranno comunicare alle autorità i clienti più importanti per poter consentire l’individuazione di potenziali conflitti di interesse

Il progetto di regolamentazione che sarà reso noto oggi a Bruxelles, aspira a controllare l’attività delle agenzie specializzate nella valutazione del merito creditizio delle imprese e degli Stati, entità che, a detta di alcuni esperti, hanno contribuito alla propagazione dell’attuale crisi finanziaria.

Risale a ieri l’ultimo attacco scoccato dalle autorità contro l’operato delle agenzie: durante il Forum Economico Internazionale tenutosi a Bruxelles, Hans Werner Sinn, presidente dell’Istituto tedesco IFO, ha accusato le agenzie di aver mantenuto un comportamento poco professionale.

‘Come potevano abbassare il rating di Lehman Brothers in presenza di elevate commissioni incassate dalla banca Usa? Era più semplice rivedere al ribasso l’affidabilità creditizia di una piccola banca europea’, ha tuonato Sinn, sottolinenando l’esigenza di dar vita ad un agenzia pubblica europea che metta a confronto le sue valutazioni con quelle emanate dalle entità private.

Fino a questo momento, Bruxelles aveva optato per il rispetto dei codici di condotta volontari. Ma la tempesta finanziaria e la legislazione approvata lo scorso anno dalle autorità statunitensi, hanno convinto il Commissario Europeo del Mercato Interno, Charlie McCreevy, sulla opportunità di intervenire in un mercato dominato da tre grandi agenzie internazionali: Standard & Poor's, Moody's e Fitch. Nonostante ciò, il testo risulta ammorbidito rispetto alla versione messa a punto a luglio.

Il regolamento, che necessita ancora dell’approvazione dei paesi dell’Unione Europea e del Parlamento Europeo, stabilisce la creazione di un registro obbligatorio per le agenzie a livello comunitario ( che dovrebbe essere messo a punto dal CESR) e l’adozione di un sistema di vigilanza a livello nazionale.

Le agenzie saranno tenute a pubblicare informazioni dettagliate sulla metodologia seguita e sull’attività svolta per assicurare che i processi interni siano sufficientemente trasparenti. Alcune di queste informazioni saranno pubbliche, come quella relativa alla definizione dei servizi supplementari offerti o i cambiamenti intervenuti nella metodologia. Altre info, considerate più sensibili, saranno a disposizione soltanto delle autorità competenti. All’interno del materiale sensibile dovrà figurare la lista annuale dei venti principali clienti di ogni agenzia (obbligo che già esiste negli Stati Uniti). Sempre nell’ambito dei dati sensibili, dovrà essere comunicata un’altra lista in cui vengono evidenziati i nomi dei clienti le cui commissioni sono lievitate, nel corso dell’anno, molto al di sopra dell’incremento di fatturazione registrato dall’agenzia.

La nuova normativa proibirà alle agenzie di offrire servizi di consulenza alle compagnie clienti. In tutti i casi, dovrà essere rivelato il nome e le commissioni incassate dai clienti da cui dipende più del 5% del proprio fatturato. Il regolamento esige anche la differenziazione tra la valutazione dei prodotti finanziari tradizionali e quelli strutturati. E fissa norme rigide per l’emanazione di rating non sollecitati.




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