Le prospettive macro-economiche guideranno il comportamento delle distinte assets class
L’inizio dell’anno è il momento appropriato per analizzare prospettive e tracciare per grandi linee quella che può essere una strategia desiderabile per i portafogli di investimento nel 2009. La strategia annuale di un portafoglio di investimento deve essere caratterizzata in larga parte dalle prospettive macro-economiche, visto che queste ultime contribuiscono a delineare una parte dell’evoluzione degli assets in cui è possibile investire. Ancor prima dell’analisi macro dovremmo aver definito un portafoglio modello caratterizzato dalla presenza di assets ben correlate al nostro profilo di rischio e all’orizzonte di investimento.
Una potenziale linea di condotta nella costruzione del portafoglio è offerta dalle indicazioni contenute negli out look messi a punto dai team delle società di gestione. Un’inchiesta realizzata da Lipper tra le principali società di gestione europee indica che quasi un terzo del patrimonio gestito dovrebbe essere destinato alla liquidità, un altro terzo ai listini azionari e il restante 33% al segmento obbligazionario. La liquidità continuerebbe ad essere l’assets con il maggior sovra-peso, confermando la presenza di una situazione anomala rispetto a quella degli ultimi anni (periodo in cui il peso della liquidità non aveva superato il 10%). Il peso attuale non è altro che una risposta difensiva alla straordinaria volatilità dei listini, ma può altresì rappresentare una buona posizione di partenza per farsi trovare pronti a sfruttare le opportunità che si materializzeranno nel corso dell’anno.
Detto questo, il passo successivo è la formulazione di un’ipotesi basata sull’analisi macro con l’obiettivo di sovra ponderare o sotto ponderare determinate asset class. La questione chiave riguarda la durata e la profondità della crisi. Analizzando le previsioni formulate da istituzioni pubbliche e private (realizzate sulla base della valutazione dell’efficacia dei provvedimenti decisi dalle Banche Centrali e dai Governi di mezzo mondo), saremmo portati a credere che la ripresa dell’economia globale non dovrebbe tardare.
Questo non vuol dire che entreremo in un nuovo ciclo espansivo di crescita intensa e continuativa. Tuttavia, l’ipotesi di una rapida fuoriuscita dalla recessione avrebbe dei riflessi molto positivi per i mercati azionari, che in passato hanno beneficiato di intensi rialzi proprio in prossimità della fine di periodi recessivi. La sovra ponderazione delle azioni che ne deriverebbe, dovrebbe sempre tener conto che l’eventuale balzo in avanti dei listini maturerebbe all’interno di un contesto permeato da un livello di volatilità elevato, tale da non farsi troppe illusioni sulla capacità di tenuta del trend rialzista.
Un’altra asset class dalle prospettive interessanti è costituita dai titoli governativi dell’area euro, che si sono ben comportati nell’ultima parte del 2008 e potrebbero continuare a farlo anche nel 2009.
Infine, sarà bene non dimenticare il Dollaro. Con i tassi di interesse Usa vicini allo zero, resta soltanto una chance di cambiamento: un rialzo del costo del denaro. E’ probabile che il fattore chiave per la politica monetaria sarà rappresentata dalla velocità di uscita dalla recessione. In tal caso, il recente apprezzamento dell’Euro potrebbe rappresentare una buona opportunità di ingresso.
Esistono assets class più rischiose per il nostro portafoglio, non tanto per il calibro dei potenziali movimenti ma per la maggiore difficoltà nel formulare previsioni sul loro comportamento. Una di queste potrebbero essere i fondi che seguono il settore delle materie prime: una caduta addizionale del prezzo del petrolio fino ai 25-30 Usd al barile, potrebbe rappresentare un buon livello di ingresso. Un’altra asset class rischiosa e potenzialmente appetibile (dopo aver incassato perdite vicine al 30% nel 2008) è costituita dai fondi specializzati negli High Yield Bond.
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