I fondi degli altri |
Una nuova giovinezza per i fondi SRI statunitensi |
I fondi socialmente responsabili, quei prodotti che enfatizzano l’investimento su titoli di aziende che soddisfano predeterminati requisiti etici, stanno conoscendo, negli Stati Uniti, un vero e proprio boom. Il patrimonio gestito dagli Socially Responsible Investments mutual fund ha raggiunto, a fine gennaio, i 12,5 miliardi di dollari, giungendo a pesare per lo 0,46 sul totale degli asset in dote ai prodotti domestici esposti sull’asset class equity. Il risultato è ancora più rimarchevole in quanto è stato fatto segnare in un anno nel quale lo stock di denaro amministrato dagli investitori istituzionali Usa nei fondi azionari è diminuito del 22, passando dai 3.418 miliardi di dollari di dicembre 2002 ai 2.667 miliardi di fine anno. Allargando l’arco temporale di analisi, osserviamo come i fondi SRI abbiano evidenziato una crescita realmente esponenziale nell’ultimo decennio, decuplicando il patrimonio del 1990, ammontante ad appena 1,15 miliardi di dollari. Durante il 2002, la categoria ha conosciuto la maggiore raccolta netta di ogni tempo, grazie ad un flusso di denaro in entrata pari a 1,5 miliardi di dollari. La raccolta netta positiva dei fondi SRI va in netta controtendenza rispetto al flusso in uscita, circa 27,1 miliardi, dagli stock mutual fund statunitensi. Quali sono le cause cha hanno determinato una simile attenzione verso la tipologia di prodotti in questione? La risposta, a livello generale, deve rinvenirsi in una visione, da parte degli investitori, maggiormente critica e consapevole circa la non sostenibilità della crescita economica imperniata sull’imitazione dei modelli di sviluppo del passato, che ponevano scarsa attenzione alla creazione di esternalità. Oggi, rispetto agli anni scorsi, è largamente diffuso un atteggiamento cosciente e una chiara presa di posizione, tra gli investitori, sulle tematiche che abbracciano l’inquinamento ambientale, lo sfruttamento nel mercato del lavoro e la salvaguardia dei diritti dell’uomo. Contestualmente a tale maturazione, ha preso progressivamente campo la prassi di investire in prodotti del risparmio gestito che presentano una politica gestionale volta a non ledere i principi di responsabilità sociale che ogni impresa dovrebbe seguire nel perseguire l’obiettivo di sviluppo. In particolare, negli Usa, il trauma dell’11 settembre ha avuto poi l’effetto di ampliare l’offerta dei fondi SRI, oggi sono 78 i prodotti presenti sul mercato, e ne ha segmentato le singole caratteristiche, introducendone di nuove. Rispetto al decennio scorso, sono comparsi fondi SRI incentrati sulla selezione di titoli che debbano soddisfare criteri religiosi o rispettare sempre maggiori stringenti standard ambientali o, ancora, preservare i diritti delle minoranze etniche. Nell’ultimo periodo sono altresì fioriti fondi che intendono replicare l’andamento di indici etici domestici o internazionali creati ad hoc, come il Dow Jones Sustainability Index o il Dow Jones Islamic Market. Quest’ultimo indice è stato recentemente elaborato dalla Dow Jones con la finalità di dotare il crescente numero di fondi ‘islamici’ che investono in attività rispettose dello Shariah di un appropriato benchmark. Inoltre, le tensioni sul versante politico internazionale e i venti di guerra che spirano dall’area Medio Orientale, stanno giocando un ruolo non indifferente nell’indirizzare gli investimenti di coloro che non ritengono la guerra all’Iraq come la migliore delle soluzioni possibili. Il settore degli armamenti, in toto, e quello petrolifero, in parte, sono comparti che non vengono inclusi tra quelli nei quali i fondi SRI possono investire. Il vincolo risulta essere congeniale a tutti coloro che intendono, anche tramite l’investimento in azioni, boicottare la linea di condotta seguita dall’amministrazione Bush. L’attuale periodo sembra quindi possedere tutti i presupposti per donare ai fondi SRI una seconda giovinezza. Fondi stessi che, nel corso del tempo, hanno raggiunto un crescente grado di sofisticazione, modificando il primitivo concetto di investimento socialmente responsabile. La prima generazione di fondi SRI operava, infatti, uno screening di carattere esclusivamente negativo riguardante gli aspetti etici / ambientali, mentre la seconda considerava anche gli aspetti positivi, premiando quelle società che non si limitavano solo ‘al non fare’. Si è poi giunti ad una terza generazione che plasmava i due criteri insieme, per arrivare alla quarta, composta da prodotti che, oltre a tener conto di tutti gli aspetti menzionati, definiscono una selezione molto più attenta grazie ad una valutazione delle aziende non solo tramite la compilazione dei questionari, ma anche con la visita direttamente allinterno delle società. Ma tanta eticità e responsabilità nell’investimento si traduce anche nell’ottenimento di buone performance? Comparando l’andamento dell’indice Dow Jones Sustainability World Index con quello del DJ Total Merket Index durante l’ultimo quinquennio, notiamo come, per tre anni su cinque, l’indice Sustainability sia riuscito a sovra performare il normale indice Dow Jones. L’etica nell’investimento corre di pari passo con l’etica del rendimento, quindi.
* al 31 / 01 / 03; dati espressi in dollari US | ||||||||||||||||||||||||||||