Fondi di fondi, quando la selezione offre valore aggiunto
24 Jun 2009
A cura di Rocki Gialanella
Nonostante la presenza di commissioni generalmente più elevate, i tanto criticati fondi di fondi non offrono in maniera sistematica performance peggiori dei competitors tradizionali
I detrattori dei fondi di fondi concentrano le loro critiche su due elementi: sostengono che questi strumenti presentano costi di gestione più elevati rispetto ai fondi tradizionali e che abbiano ottenuto performance peggiori rispetto ai competitor che investono direttamente sui mercati (senza passare per l’acquisto di quote di altri fondi).
Sul primo punto non ci sono margini di discussione, dato che i fondi di fondi devono sopportare uno svantaggio di partenza legato alla presenza di una doppia commissione: quella versata direttamente dai sottoscrittori delle quote e quella pagata ai gestori dei fondi ospitati all’interno del portafoglio. Una delle compensazioni a questo doppio carico commissionale è offerta dagli elevati volumi con cui operano questi strumenti (dato che consente ai gestori di spuntare dei ribassi altrimenti impossibili). Questi sconti sulle commissioni dovrebbero essere automaticamente traslati al fondo e pertanto ai sottoscrittori dello stesso, apportando una sensibile riduzione del peso esercitato dalla doppia commissione di gestione.
Purtroppo, le cattive pratiche sono ancora abituali all’interno dell’industria del risparmio gestito e queste riduzioni delle commissioni possono anche essere incassate dalle società senza produrre alcun beneficio sull’investitore finale. La normativa dovrebbe essere molto chiara e stringente su questo punto e gli organismi preposti all’attività di vigilanza più efficaci e pungenti.
Il mancato passaggio ai sottoscrittori dei vantaggi ottenuti dalla riduzione delle commissioni non è l’unica influenza negativa sul comportamento del fondo. Altri svantaggi possono derivare dal processo di selezione dei fondi: può accadere che il gestore prescelto non sia quello che si pensa sia il migliore, ma quello che offre la maggiore riduzione sui costi. In questo modo, il processo di selezione subisce un condizionamento negativo, tale da produrre conseguenze frenanti sulla performance dello strumento.
Il peso delle commissioni e le anomalie nel processo di selezione dei fondi dovrebbe far affondare il comportamento dei fondi di fondi a livello aggregato. Tuttavia, una breve analisi delle performance non supporta quest’ipotesi e lascia ampi margini ai dubbi e alle incertezze. In primo luogo, prendiamo in considerazione differenti categorie di fondi azionari che investono su macroaree (una di quelle in cui la selezione per paesi e settori può creare valore).
Nel caso dei fondi azionari specializzati sui mercati dell’Eurozona, si nota che la performance media ottenuta dai fondi di fondi su un arco temporale di 1 e 5 anni, è leggermente superiore a quella dei fondi tradizionali. Nello specifico, rispettivamente -31,42% e -0,68% contro -33,14% e -1,36%. Nel caso dei fondi azionari internazionali globali, i fondi di fondi battono quelli tradizionali sui cinque anni (-8,18% contro -9,24%). I fondi azionari ‘tradizionali’ fanno meglio dei fondi di fondi sui dodici mesi (-27,49% contro -28,88%).
Nella categoria dei fondi ‘azionari Europa’ la situazione si inverte, con quelli tradizionali che battono di poco i fondi di fondi sui dodici mesi e i secondi che fanno leggermente meglio dei primi sui sessanta mesi. La categoria ‘azionari Usa’ fa registrare una leggere predominanza dei fondi tradizionali sia sui dodici mesi che sui cinque anni. Spostando l’attenzione sui fondi obbligazionari, si nota che i fondi tradizionali fanno meglio dei fondi di fondi in entrambi i casi, anche se la differenza in termini di performance media cumulata sui cinque anni non raggiunge il 3%.
In conclusione, dati alla mano, non si può affermare che i fondi di fondi abbiano seguito un comportamento peggiore di quello messo a segno dai fondi che investono direttamente sui mercati. Questo potrebbe voler dire che la selezione qualitativa di fondi apporta un valore tale da compensare i maggiori costi derivanti dal pagamento di commissioni di gestione più elevate. L’adozione di meccanismi più trasparenti nella trasmissione degli sconti ottenuti sulle commissioni ai sottoscrittori e l’ulteriore miglioramento dei processi di selezione, potrebbero rilanciare lo strumento fondi di fondi.
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