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Lipper



L’investitore torna a fidarsi?

28 Jul 2009

A cura di Rocki Gialanella

Il mercato europeo del risparmio gestito torna a correre dopo anni di perdite

I dati pubblicati da Lipper nell’ultimo report dedicato all’andamento registrato dal mercato del risparmio gestito europeo nel mese di maggio, hanno evidenziato che i sottoscrittori stanno tornando a ridare fiducia ai fondi comuni di investimento e che le scelte inglobano un ventaglio più ampio di categorie, estendendo il loro raggio d’azione anche ai prodotti azionari ed a quelli specializzati sui corporate bond.

Il report di Lipper conferma che i flussi in entrata hanno toccato i 32.000 mln di euro a maggio, interessando quasi tutte le categorie di fondi (tra le poche escluse troviamo i monetari dinamici). Si tratta di dati non visti fin dall’inizio della crisi dei subprime (due anni addietro). In aprile si erano già manifestati i primi segnali di ripresa –con sottoscrizioni nette per 2.700 mln di euro- ma è stato maggio il mese della svolta vera.

Trattasi di una specie di rimbalzo passeggero dopo la pesante punizione subita dall’industria durante la fase iniziale della crisi o dell’inizio di una ripresa più duratura? E’ sicuramente troppo presto per dirlo ma si possono già prendere in considerazione alcune peculiarità che emergono da un’analisi dettagliata delle cifre.

La prima considerazione fa riferimento alle categorie di fondi che hanno guidato le sottoscrizioni. A guidare la classifica sono stati i prodotti specializzati sui corporate bond ad alta qualità creditizia, che hanno beneficiato di flussi in entrata per 7.200 mln di euro. Questa è una quantità mai registrata nelle serie storiche che fanno riferimento agli ultimi sette anni. In verità, non bisogna sorprendersi più di tanto per il risultato conseguito dalla categoria, dato che il mercato ha vissuto un periodo di particolare interesse per le quotazioni –estremamente sacrificate- raggiunte dagli investment grade corporate bond.

La seconda posizione in classifica è occupata dai fondi dedicati ai listini azionari dei paesi emergenti con sottoscrizioni nette per 2.500 mln di euro. I fondi azionari hanno ottenuto il miglior risultato da tre anni a questa parte. La particolarità del risultato risiede nel fatto che a guidare la classifica siano i fondi azionari paesi emergenti e non quelli che puntano sulle Borse dei paesi industrializzati.

Una seconda caratteristica è che il motore delle sottoscrizioni sono stati i fondi internazionali paneuropei. Questi strumenti hanno una maggiore penetrazione nel segmento del private banking e delle società di consulenza indipendenti (che potrebbero aver svolto un ruolo guida nel recupero messo a segno dall’industria).

Per una volta - è quest'indicazione non deve essere sottovalutata- non sono stati i grandi gruppi storici internazionali a guidare le vendite ma le società di gestione organizzate sul modello delle boutique. La francese Carmignac, la belga KBC e Bluebay, sono le tre società che hanno saputo captare più risorse.

Per quanto riguarda il lancio di nuovi strumenti, c’è da sottolineare che l’incremento del numero di fondi ha riguardato solo il gruppo degli Etf. Le fusioni e le liquidazioni hanno invece ridotto il numero di fondi comuni tradizionali e di hedge fund.

Infine, un avviso ai naviganti. L’ingresso in massa degli investitori retail in alcuni mercati prelude quasi sempre all’arrivo di sganci di vendita. Le scelte degli investitori retail hanno da sempre indicato momenti di inversioni del trend. Quando escono è sintomo di minimi in avvicinamento, quando entrano di ribassi in vista.