Dopo i contraccolpi derivanti dalla crisi su questo settore ciclico, la ripresa dei listini ha favorito soprattutto il comparto dei beni di lusso
L’arrivo della crisi economica, il conseguente aumento del tasso di disoccupazione e le incertezze sulla redditi a disposizione dei nuclei familiari, hanno fatto sentire le conseguenze sul settore dei beni di consumo. La rapida decelerazione dell'economia globale ha prodotto effetti negativi sul settore dei beni di consumo fino a tutto il periodo delle festività natalizie del 2008, proseguendo poi per tutto il mese di gennaio 2009. A fine febbraio l'Indice sulla fiducia dei consumatori del Conference Board degli Stati Uniti ha toccato il livello minimo assoluto, indicando la misura della caduta dei consumi. Sul consumo hanno pesato in misura significativa fattori quali l'aumento della disoccupazione, la riduzione di valore delle abitazioni e dei portafogli di investimenti nonché la diffusa incertezza.
Il settore rientra tra quelli ciclici con un elevata dipendenza dall’andamento del contesto socio-economico. Sono considerate società operanti nel settore dei beni di consumo primari quelle che si occupano della produzione, vendita e distribuzione di: alimentari, bevande, inclusi gli alcolici; tabacco, prodotti per il sostentamento personale e familiare genericamente intesi, nonché di tutti i servizi di commercializzazione al dettaglio dei prodotti citati.
In tutto il mondo la spesa al consumo dovrebbe restare debole nel breve termine a causa di fattori quali minore disponibilità del credito, aumento dei tassi di risparmio, accelerazione della disoccupazione e prospettiva generalmente prudente dei consumatori. Nonostante ciò, a partire dallo scorso mese di marzo le vendite same-store (nei negozi aperti da almeno un anno) di febbraio tra alcuni venditori al dettaglio di beni generalmente voluttuari sono migliorate rispetto ai mesi precedenti.
Negli Stati Uniti la normativa fiscale più progressista, che sembra essere l'approccio adottato dall'amministrazione del Presidente Barak Obama con il suo recente progetto preliminare di bilancio, avrà probabilmente un impatto sul settore; dovrebbe infatti rivelarsi positiva per i consumatori ad alto reddito e negativa per quelli a reddito medio-basso, avvantaggiando in tal modo i dettaglianti nella fascia più bassa del mercato che generalmente vendono più generi di prima necessità.
L’industria del risparmio gestito ha dedicato un numero crescente di prodotti focalizzati sui titoli consumer goods. A livello geografico sono stati presi in considerazione tutti i mercati sviluppati e/o emergenti o specifiche aree e paesi. Le performance realizzate sui dodici e trentasei mesi sono state pesantemente condizionate dal deterioramento del contesto economico. L’analisi delle performance conseguite nel medio termine (6 mesi) mostra che soltanto un prodotto è riuscito a chiudere in territorio positivo (il Food and Beverages Fund di Ing investment Sicav). La situazione migliora leggermente se si osservano i rendimenti ad 1 anno, con Fortis e Ing che riescono ad ottenere risultati positivi.
L’analisi delle performance Ytd mostra uno scenario completamente diverso. Nei primi tre trimestri del 2009, sulla scia del buon recupero archiviato dalle Borse internazionali, i fondi appartenenti alla categoria. Tuttavia, il recupero messo a segno dalla categoria a partire dall’inizio dell’anno non ha seguito le medesime modalità nei distinti segmenti di attività che compongono il settore dei beni di consumo.
La classifica delle performance year to date viene capeggiata dal Prestige & Luxe Fund di Ing Invest Sicav con un progresso superiore al 50%. Il comparto dei produttori di beni di lusso ha dimostrato di saper cogliere al meglio le prime indicazioni di ripresa economica. Al contrario, i prodotti specializzati nel comparto Food and Beverages si sono mossi con maggiore prudenza, anche se va ricordato che nei periodi più difficili hanno dimostrato di reggere meglio agli scossoni imputabili alla crisi. A metà strada tra il lusso e i food and beverages si posizionano i fondi specializzati in altri segmenti del settore.
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