L’UE e le autorità Usa contro l’opacità del mercato dei derivati
21 Oct 2009
A cura di Rocki Gialanella
Bruxelles ha messo a punto il piano per regolamentare il mercato dei derivati, seguendo i passi giù compiuti dalle autorità Usa. E intanto le lobby premono per diluire al massimo le iniziative legislative
Secondo una comunicazione approvata ieri dall’organismo comunitario, la Commissione europea approverà a metà 2010 il progetto per regolamentare a livello comunitario l’attività delle entità che svolgono la funzione di ‘controparte’ per i contratti derivati (futures, opzioni, swaps). La nuova struttura normativa consentirà ai contratti di poter contare su una garanzia e su prezzi e valutazioni più trasparenti.
I derivati potranno continuare a funzionare regolarmente nei mercati over the counter, vale a dire a partire da contratti bilaterali. Tuttavia, per coloro che operano in questi mercati il progetto comunitario prevede un aumento delle garanzie offerte in termini sia di capitale disponibile sia di disponibilità di collaterali.
Bruxelles vuole che le nuove esigenze richieste per poter operare siano sufficientemente elevate e che la maggior parte dei nuovi contratti siano sottoposti alla liquidazione centralizzata. Nel passato recente, il mercato over the counter è stato utilizzato dagli operatori per nascondere agli occhi degli organismi dediti all’attività di supervisione e agli azionisti, buona parte del rischio finanziario assunto dalle entità finanziarie.
In ogni caso, Bruxelles chiederà che le posizioni e transazioni a margine dei canali centralizzati vengano registrate in maniera puntuale affinché i legislatori possano disporre di una visione globale dei mercati dei derivati. L’iniziativa comunitaria, illustrata da Charlie McCreevy , il commissario europeo al Mercato interno, si è sviluppata dopo che l’amministrazione statunitense ha mosso i primi passi nella stessa direzione, all’interno di un più ampio processo legislativo.
Il committee della Camera dei Rappresentanti che si occupa specificamente dei temi finanziari ha già approvato un progetto di legge che stabilisce l’obbligo per una buona fetta dei derivati negoziati al margine dei mercati over the counter, di essere canalizzati attraverso camere di compensazione.
Attualmente, l’85% del mercato mondiale dei derivati (che muove più di 700 Usd billions) si svolge nell’ambito di operazioni di tipo bilaterale, al margine di qualsiasi tipo di controllo. Fino al default di Bearn Stearns, al collasso di Lehman Brothers e di AIG, si supponeva che il mercato dei derivati comportasse limitati rischi sistemici. McCreevy ha precisato che l’introduzione delle nuove norme si rende necessaria perché i contribuenti non possono più farsi carico dei rischi assunti dal settore finanziario.
Negli Usa, la Securities and Exchange Commission e la Commissione per il Mercato dei Futures, sono dedite alla supervisione del mercato dei derivati. L’approvazione del nuovo progetto di legge nasconde diverse insidie e il Tesoro Usa è già intervenuto per cercare di impedirlo. Intanto, sulle due sponde settentrionali dell’Atlantico, sia a Washington che a Bruxelles, le iniziative legislative sono oggetto di un’intensa campagna di opposizione condotta dalle lobby interessate al mantenimento dello status quo. Negli Stati Uniti, le società non finanziarie sono già riuscite ad ottenere una concessione: i derivati che utilizzano per le rispettive operazioni resteranno fuori dall’ambito della legislazione.
Fino a questo momento, l’UE è riuscita a non far passare questa linea di condotta. ‘Anche se fanno ricorso ai derivati in minor misura, la storia dimostra che a volte tendono ad accumulare posizioni di considerevole dimensione’, ha precisato la Commissione. E in quanto all’impatto economico della nuova legislazione, Bruxelles ricorda che sarà minimo se messo a confronto col danno causato dall’attuale crisi (quantificato in una caduta dell’1,8% del potenziale di crescita).
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