Continua il feeling dei sottoscrittori europei con i prodotti focalizzati sui mercati emergenti. In sensibile crescita la raccolta dei fondi azionari internazionali. Per i bond fund, l’attenzione si sposta dai corporate alle categorie a maggior rischio
Nel terzo trimestre del 2009 i fondi comuni di investimento commercializzati sui principali mercati europei hanno raccolto 84.220 milioni di euro (i dati sono stati elaborati da JP Morgan AM e Lipper). I fondi specializzati sui listini azionari hanno assorbito 36.525 mln netti, corrispondenti a più del 40% del totale. Non vi è dubbio che l’investimento in azioni si sta trasformando nell’alternativa preferita dagli investitori dopo il boom dei fondi focalizzati sui bond societari. All’interno della vasta gamma di prodotti azionari, la sotto-categoria ‘azionari internazionali’ è stata la preferita dai sottoscrittori con ben 7.400 mln captati tra giugno e settembre.
Un ottimo risultato è stato registrato anche dai fondi che investono in azioni europee, con 4.974 mln, una cifra che non ha nulla a che vedere con i meno di 450 mln raccolti dalla categoria nel trimestre precedente. Tuttavia, può darsi che il dato che riflette meglio il sentiment dei risparmiatori sia l’incremento continuo del fascino esercitato sui sottoscrittori dai fondi che investono nei paesi emergenti, che non hanno mai smesso di calamitare l’attenzione e la raccolta a partire dall’inizio dell’anno.
Gli strumenti del risparmio gestito specializzati sui mercati emergenti hanno ricevuto ben 4.473 mln di euro nel terzo trimestre, che portano il totale da inizio anno a 11.000 mln e trasformano la categoria nella seconda della classifica per ammontare raccolto (dietro solo agli azionari globali). Secondo gli analisti di JP Morgan AM, questo risultato confermerebbe le attese riposte dagli investitori in un ulteriore crescita dei mercati emergenti.
La principale società di gestione a livello europeo nel segmento azionario è stata Deutsche Bank con una raccolta superiore ai 3.000 mln di euro. Il fondo più venduto del trimestre ha anch’esso origini tedesche: il Deka Euro Stocks, con flussi netti superiori agli 800 mln di euro. Nessuno dei fondi azionari venduti nei paesi del Vecchio Continente è riuscito ad attirare sottoscrizioni nette superiori ai mille mln di euro nel periodo preso in considerazione.
L’aumento dell’interesse per i mercati azionari non ha fatto dimenticare ai sottoscrittori i fondi dedicati al mercato dei titoli a reddito fisso. I prodotti obbligazionari hanno captato 34.572 mln di euro nel trimestre. Nella scelta di un fondo obbligazionario, gli europei si sono orientati verso i corporate bond fund (capaci di raccogliere 10.474 mln di euro). Tuttavia, nel periodo analizzato si è verificata una riduzione dell’appeal dei fondi obbligazionari corporate investment grade ed un aumento dell’interesse per i fondi appartenenti alle categorie a maggior rischio: high yield bond ed emerging market bond. La casa di gestione leader in Europa per il collocamento di questi prodotti è stata la britannica Schroders con una raccolta netta di 3.715 mln di euro. L’Alliance Bernstein Global High Yiel di Axa è stato il fondo obbligazionario che ha ricevuto il maggior flusso di investimenti con 1.450 mln di euro.
Sensibilmente distanziata dalle prime categorie si presenta quella dei fondi bilanciati (con una raccolta complessiva a livello continentale di 11.108 mln di euro). Più della metà di tale somma è stata destinata ai fondi bilanciati prudenti. Il dato sorprendente è che più della metà di quest’ultimo ammontare sia stato destinato ad un unico fondo: il Carmignac Patrimoine con ben 3.300 mln di euro. Il fondo –che ha permesso a Carmignac di primeggiare nella classifica delle società di gestione operative nel segmento dei prodotti bilanciati- è risultato il secondo più venduto in Europa. Il primo posto della classifica se lo è aggiudicato il JPM US Dollar Liquity Fund (con sottoscrizioni nette per quasi 4.800 mln di euro). Il risultato ottenuto da questo prodotto ha permesso alla casa di investimenti JP Morgan AM di posizionarsi al primo posto nella classifica della raccolta netta dei fondi liquidità. Il dato non deve tuttavia ingannare, dato che la categoria dei fondi liquidità e quella dei prodotti monetari ( con fuoriuscite nette pari rispettivamente a 2.205 mln e 3.290 mln) sono state le più penalizzate dal ritorno dell’appetito per il rischio tra gli investitori.
In generale, l’evoluzione della raccolta netta in tutte le categorie riflette il buon sentiment degli investitori. Le rivalutazioni dei principali indici azionari, unite al denaro fresco destinato ai mercati azionari, hanno provocato un’impennata del patrimonio gestito (in crescita di oltre 400.000 mln rispetto al trimestre precedente).
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