Gli esperti di Saxo Bank hanno stilato una lista di accadimenti che potrebbero segnare il volto dei mercati finanziari nel 2010
1) I differenziali dei Bund tedeschi cadranno fino al 2,25%. Nel momento in cui gli investitori non accetteranno più di buon grado lo scenario di crescita ipotizzato e scontato dai mercati azionari, le spinte deflazioniste ed una politica monetaria troppo espansiva ridurranno il differenziale rispetto ai titoli tedeschi e a quelli di altri government bond. Il Bund tedesco potrebbe salire da quota 122,6 fino a 133,3 entro la fine del 2010 a causa di un esasperato flight to quality.
2) Il VIX calerà fino a quota 14. I mercati registrano lo stesso sentiment verso la propensione al rischio sperimentato nel biennio 2005-2006. Anche se l’indice di volatilità VIX ha intrapreso un sentiero discendente fin dall’ottobre del 2008, lo scenario in via di formazione potrebbe pilotare l’indicatore dai 22 punti verso quota 14 nel momento in cui la forchetta delle oscillazioni si restringa e la volatilità implicita nelle opzioni sperimenti una riduzione.
3) Lo Yuan cinese si svaluterà intorno al 5% rispetto al Dollaro statunitense. Gli sforzi delle autorità cinesi per frenare la crescita del credito ed evitare l’impennata dei volumi dei prestiti inesigibili, sommata alla creazione di varie tipologie di bolle speculative derivanti dalla forza della crescita cinese potrebbero, in ultima istanza, portare allo scoperto le deficienze del modello di crescita cinese. L’intensa capacità di risparmio e la congiuntura economica potrebbero essere un fattore determinante nel processo di svalutazione dello Yuan rispetto al Dollaro.
4) L’oro scenderà fino a quota 870 Usd nel 2010 per poi impennarsi fino ai 1.500 Usd nel 2014. Il rafforzamento generale dell’Usd potrebbe segnare la fine dell’attuale fase speculativa sul metallo giallo. Anche se siamo convinti delle potenzialità rialziste dell’oro nel medio-lungo termine, una correzione significativa che piloti il prezzo al di sotto dei 900 Usd potrebbe spiazzare gli speculatori e posizionare il metallo nel trend rialzista di lungo termine.
5) Il cross tra il Dollaro e lo Yen toccherà quota 110. Anche se il trend ribassista dell’Usd è riconducibile a politiche monetarie e fiscali irresponsabili, crediamo che il biglietto verde possa recuperare il terreno perso nel 2010. Allo stesso tempo, lo Yen non riflette fedelmente la realtà economica nipponica, che lotta contro un debito troppo elevato ed un rapido processo di invecchiamento della popolazione.
6) La nascita di un potenziale terzo partito negli Stati Uniti a causa del malcontento diffuso tra l’opinione pubblica. Il malcontento per l’operato degli attuali responsabili politici si sta avvicinando ai livelli del 1994 e del 2006 a causa dei piani di salvataggio delle banche e delle difficoltà sul mercato del lavoro. Una scommessa su un cambiamento reale della struttura socio-economica del paese potrebbe trasformarsi in un elemento decisivo per i risultati delle elezioni del 2010.
7) Il Fondo di Riserva per la Sicurezza Sociale negli Usa potrebbe dichiarare bancarotta. Non si tratta di una previsione ma di una certezza attuariale e matematica. Sembra proprio che il 2010 sarà il primo anno in cui gli esborsi del Fondo dovranno essere finanziati attingendo alle risorse del Fondo Generale del Governo federale. Una parte della spesa sarà finanziata con l’adozione di imposte più elevate e con un aumento del numero di emissioni governative.
8) Il prezzo dello zucchero perderà circa un terzo del suo valore. Nonostante il recente aumento dei prezzi provocato dalla siccità in India e dalle forti piogge che hanno devastato vaste aree del Brasile, la curva dei future indica un trend ribassista significativo. Inoltre, l’elevato prezzo dell’etanolo (direttamente correlato con la domanda di zucchero) ha portato tanto il Brasile che gli Usa a ridurre (del 5%) il contenuto di etanolo nella benzina, provocando un calo della domanda di zucchero.
9) L’indice giapponese delle società a piccola capitalizzazione (small caps) crescerà del 50%. I risultati conseguiti dalle small caps nipponiche non sono stati buoni, anche se dall’analisi dei valori fondamentali è possibile ipotizzare che l’indice sia sottovalutato rispetto a quello dei titoli ad elevata capitalizzazione. Con un ratio price/book value di appena 0,77 e tenendo conto che solo il 12% dell’indice è costituito da titoli finanziari, si può dedurre che le quotazioni siano davvero interessanti. Se il Pil nipponico registrerà valori positivi nel 2010, l’indice TSE potrebbe centrare ottimi risultati.
10) La bilancia commerciale degli Stati Uniti passerà in territorio positivo per la prima volta in 34 anni. L’ultima volta che la bilancia commerciale a stelle e strisce è stata positiva correva l’anno 1975, in seguito ad una profonda correzione del Dollaro e alla crisi del petrolio. L’USD è sufficientemente debole per supportare l’export statunitense e castigare le importazioni. La bilancia commerciale ha già sperimentato un moderato miglioramento, anche se un cambiamento di direzione richiede tempo.
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