Asset allocation |
La diversificazione come principio base |
Rendimento e rischio Ogni strumento finanziario è caratterizzato da una coppia di indicatori che ne definiscono in pieno le caratteristiche: il rendimento e il rischio. Il rendimento è da intendersi come la performance complessiva che un investitore che acquista il titolo può ragionevolmente attendersi dallinvestimento. Il rischio è dato dalla futura variabilità di questa performance, dalla potenziale ampiezza delle sue oscillazioni. Può essere misurato in vari modi. Ai nostri fini ne sono sufficienti due "misure" che sono fra loro equivalenti: lampiezza delle possibili oscillazioni della performance; la probabilità che linvestimento offra una performance complessiva negativa misurata su un orizzonte temporale prescelto (solitamente un anno). Il criterio di scelta dellinvestimento Ogni strumento finanziario è quindi descrivibile utilizzando solo una combinazione dei due indicatori base: rendimento e rischio. Noti questi due valori ogni investitore sarà in grado di effettuare le proprie scelte. Infatti, a parità di rischio, ogni investitore sceglierà gli investimenti che presentano il maggior rendimento atteso. Procedura di selezione dellinvestimento La procedura di selezione dellinvestimento segue quindi i seguenti passaggi: in primo luogo linvestitore identifica il proprio orizzonte temporale; sulla base di questultimo, linvestitore identifica il rendimento atteso e il rischio dei vari strumenti finanziari; a questo punto selezionerà gli investimenti che hanno una rischiosità tollerabile (che sono cioè compatibili con la sua specifica propensione al rischio). Fra questi sceglierà quello che offre il rendimento atteso più elevato. La frontiera efficiente Luniverso degli strumenti finanziari è di tale ampiezza che esiste una gamma amplissima di titoli, ciascuno caratterizzato da una propria combinazione di rischio e rendimento atteso. Se per ogni possibile grado di rischio si sceglie linvestimento che offre il maggior rendimento si potrà selezionare un gruppo di investimenti "dominanti". Questi costituiscono la cosiddetta frontiera efficiente. Ogni investitore sceglierà quindi, una volta identificato il grado di rischio che ritiene tollerabile, linvestimento che si trova sulla frontiera efficiente, cioè quello che rende di più. In cosa consiste la diversificazione di portafoglio Ma la teoria finanziaria, che spesso viene aiutata dalla statistica, è in grado di migliorare ancor di più questo già ampio panorama di possibili investimenti. Infatti, uno dei capisaldi della moderna teoria di portafoglio ci afferma che la diversificazione del portafoglio, cioè la distribuzione del portafoglio in diverse asset classes, porta un beneficio poiché, a parità di rendimento, ne riduce la rischiosità. Questo significa che, combinando diversi titoli fra loro, è possibile ottenere un portafoglio che presenta, nel suo complesso, un profilo rischio-rendimento più favorevole. La diversificazione del portafoglio è quindi una regola basilare che consente di accrescere le possibili opportunità di investimento che sono offerte dai mercati finanziari. Un esempio di diversificazione Per rendere il concetto più chiaro possiamo fare un esempio concreto. Supponiamo di misurare il rischio di un investimento come probabilità di esporre linvestitore ad una perdita (una performance complessiva negativa) su un orizzonte temporale di un anno. Ebbene a parità di tale probabilità linvestitore sceglierà linvestimento che offre il rendimento atteso più elevato. Supponiamo che linvestitore in questione sia disposto ad accettare una probabilità relativamente bassa di perdere su di un anno, diciamo il 10. Spulciando lelenco dei titoli disponibili sul mercato si potranno trovare una serie di titoli (poche azioni di grandi aziende, i BTP di media durata) che hanno una probabilità di perdita ad un anno del 10. Fra questi sarà possibile stilare una graduatoria in ordine di rendimento e scegliere quindi il titolo che ha il rendimento atteso più elevato: supponiamo sia un BTP e 7 anni. Ebbene, utilizzando invece di singoli titoli unadeguata combinazione di titoli differenti si potrà giungere ad un portafoglio fatto di più titoli che, a parità di probabilità di perdita pari al 10, offre un rendimento atteso più elevato rispetto al singolo "miglior titolo" identificato prima. E in questo caso linvestitore accorto cosa fa? Non ci pensa due volte e, invece di acquistare un BTP a 7 anni, si costruisce un portafoglio fatto di titoli diversi fra loro, e di liquidità, che avrà una probabilità di perdita pari al 10 ma un rendimento atteso superiore rispetto a quello del BTP. Come funziona la diversificazione In base a quale "trucco" funziona la diversificazione? In realtà non si tratta di un trucco ma di statistica, e precisamente di correlazione. La correlazione fra due titoli (o fra due variabili qualsiasi) è una misura statistica del legame che collega il loro comportamento. Se quando il titolo A sale di prezzo del 5 anche il titolo B sale di prezzo del 5 e lo stesso accade quando il titolo A scende di prezzo del 10, allora questi due titoli sono fra loro legati da una correlazione positiva molto elevata (il valore massimo è 1). Invece, se non esiste il minimo legame tra landamento dei due titoli ci si trova di fronte ad una correlazione pari a 0. Infine, se ogniqualvolta il titolo A sale di prezzo del 5 il titolo B scende di prezzo del 5 e viceversa, in tal caso la correlazione è massimamente negativa (cioè pari a -1). Nel caso di correlazione pari a 1, la rischiosità del portafoglio sarà pari a quella dei singoli titoli; se la correlazione è minore di uno la rischiosità del portafoglio sarà inferiore a quella del titolo maggiormente rischioso fino ad arrivare a zero per un tasso di correlazione pari a -1. Quanto minore è il grado di correlazione fra i comportamenti di due titoli, quindi, tanto maggiore è la riduzione in rischiosità che si ottiene combinandoli fra loro. Di solito (a meno di un caso molto raro che è quello della perfetta correlazione positiva) la rischiosità di un portafoglio composto di due titoli è inferiore alla somma delle rischiosità dei due titoli presi singolarmente. Diversificare, quindi, come si vede, permette di modulare la rischiosità del portafoglio in base alle proprie esigenze. Il portafoglio ottimizzato: ampliare gli orizzonti dellinvestitore La diversificazione obbliga linvestitore ad allargare il proprio orizzonte di investimento. Infatti, non sarà più costretto a considerare solamente i titoli con una data probabilità massima di perdita, inferiore rispetto a quella che egli stesso ritiene tollerabile, ma considererà anche titoli più rischiosi. Questi, infatti, possono essere inseriti in portafogli in cui la maggior rischiosità viene "diluita" grazie alla maggior tranquillità di altre porzioni del portafoglio. Il procedimento che porta allidentificazione del portafoglio ideale, è certamente complicato dal punto di vista dei calcoli, ma concettualmente non è per nulla diverso da quanto è stato fin qui descritto. Questo procedimento di scelta del portafoglio migliore, dato il vincolo espresso dalla probabilità di perdita tollerabile, si chiama processo di ottimizzazione. |