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La parola al gestore



Continuiamo ad essere sovrapesati sui servizi finanziari

08 Feb 2010


Questo settore è stato caratterizzato da forti turbolenze negli ultimi mesi e riteniamo che vi sia ancora un potenziale di crescita. Fidelity International, outlook finanziario 2010

AZIONARIO EUROPA

Alexander Scurlock, gestore di portafoglio

Guardando il 2010 si rileva ancora un certo nervosismo fra gli investitori e spesso mi viene chiesto se andremo incontro a un doppio minimo e quali sembianze assumerà la ripresa. In questa fase, non vi sono ragioni per ritenere probabile un secondo picco negativo. Le iniziative messe in atto dai governi sono state senza precedenti e hanno generato un'inversione di tendenza della situazione economica. Inoltre, i casi di doppio minimo sono rari. Per quanto riguarda le caratteristiche della ripresa, molto dipenderà da fattori nazionali. In Europa, alcuni Paesi usciranno dalla recessione in tempi più rapidi e in una posizione più solida di altri.

Sebbene non ami fare previsioni di tipo top-down, ritengo che l'inflazione rappresenterà un rischio maggiore di quanto non si creda attualmente e reputo quindi che la politica monetaria si farà più restrittiva nel corso del prossimo anno. Prevedo che entrambe le estremità della curva dei rendimenti subiranno la stessa sorte e che le Banche centrali non si limiteranno solo a intervenire sui tassi di interesse per tenere l'inflazione sotto controllo. È molto probabile che un eventuale ritorno dell'inflazione si eserciti sui prezzi dei singoli asset piuttosto che configurarsi come inflazione core. Questo dovrebbe sostenere i titoli azionari poiché gli investitori abbandonerebbero i titoli di Stato (a breve scadenza) per convergere su asset che possono offrire un maggiore rendimento reale.
Tuttavia la preoccupazione principale delle banche centrali e in particolare della Federal Reserve negli Stati Uniti, è la stabilizzazione dei prezzi nel settore immobiliare piuttosto che l'inflazione. Se riescono a normalizzare i mercati immobiliari, tutto il resto verrà di conseguenza. Gli immobili residenziali rappresentano ancora il segmento più ampio della ricchezza dei consumatori e, se i prezzi delle abitazioni aumentano, si genera un circolo virtuoso di aumento della fiducia e della spesa.

Continuo a essere sovrappesato sui servizi finanziari. Questo settore è stato caratterizzato da notevoli turbolenze negli ultimi 12-18 mesi e, nonostante abbia generato buoni rendimenti, ritengo che vi sia ancora un importante potenziale di crescita su determinati titoli. Tuttavia, a differenza del 2009, la selezione dei titoli assumerà un'importanza ancora maggiore. Se consideriamo lo scenario mondiale prima e dopo la crisi soffermandoci sui settori che hanno subito i danni maggiori, i quattro comparti che ne hanno risentito di più sono state le compagnie aeree, i produttori di cemento, le case automobilistiche e le banche. Ciononostante solo gli istituti bancari hanno evidenziato miglioramenti strutturali. Le compagnie aeree o le case automobilistiche hanno subito una riduzione contenuta della capacità produttiva, grazie agli incentivi statali, mentre il settore del cemento è stato supportato da nuovi finanziamenti. Le banche sono le uniche ad avere registrato una contrazione della propria produttività e, come risultato, i margini sono migliorati. Molti degli istituti bancari più solidi hanno acquistato asset di qualità a prezzi convenienti e ritengo che ciò porterà a sovraperformance sostenute nel lungo periodo.

Thomas Fraenkel-Thonet, gestore di portafoglio

Con i prodotti monetari in standby, molti investitori hanno cercato di recuperare performance acquistando nel corso dell'ultimo anno titoli di società più rischiose e indebitate. A mio parere molti di questi titoli più rischiosi finiranno per deludere, come è naturale che sia, in una congiuntura economica altalenante. Il mercato, tuttavia, li sta trattando a valutazioni interessanti e resto quindi relativamente ottimista riguardo ai rendimenti azionari nel loro complesso.