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Siamo all’inizio di un nuovo lungo ciclo di prosperità? |
09 Feb 2010 |  | A partire dall’invenzione del motore a vapore fino ad arrivare all’avvento di internet, negli ultimi 200
anni l’economia mondiale ha attraversato cinque grandi cicli economici caratterizzati da un lungo
periodo di prosperità, generalmente terminato con una grave crisi.
Secondo Tomaso Giorgetti - Responsabile della branch italiana di Allianz Global Investors Europe -, la
recente crisi finanziaria potrebbe quindi aver segnato la fine del quinto e la nascita del sesto ciclo di
prosperità.
In questo scenario, saranno dunque la globalizzazione e i cambiamenti demografici i mega-trend che
guideranno il lato della domanda, mentre l’innovazione tecnologica legata alle biotecnologie, le nuove
fonti energetiche più rispettose dell’ambiente e la sempre maggiore importanza alla salute e al
benessere, giocheranno un ruolo decisivo dal lato dell’offerta.
I cicli di Kondratieff
L’analisi dei cicli economici di lungo termine è alla base della teoria dell’economista russo Nikolai
Kondratieff che ha osservato le fluttuazioni economiche di lungo termine, classificandole in cicli dai 40
ai 60 anni, chiamati appunto i cicli di Kondratieff.
Secondo questa teoria, ciascuno di questi cicli inizia con una dirompente innovazione tecnologica che
traina il conseguente prolungato ciclo di prosperità economica.
Infatti, a partire dalla rivoluzione industriale del diciottesimo secolo, l’economia mondiale è passata
attraverso cinque differenti cicli, l’ultimo dei quali connesso alla diffusione informatica e all’avvento di
internet.
Le crisi accelerano i cambiamenti strutturali nell’economia
Kondratieff ha identificato quattro caratteristiche comuni a tutti i precedenti cicli economici che,
attraverso un’attenta analisi, possono essere applicate anche all’attuale crisi economica e finanziaria:
1. L’innovazione derivante dall’utilizzo del computer è arrivata ad un livello di maturità e l’utilizzo di
internet ha già raggiunto una considerevole penetrazione.
2. Fino all’esplosione della crisi del 2007, l’economia mondiale è stata contraddistinta da uno
sbilanciamento del settore finanziario rispetto all’economia reale.
3. Il risultato è stato che da una crisi finanziaria si è passati ad una crisi economica su scala globale,
così come non accadeva dagli anni Trenta.
4. La crisi ha provocato una più attenta e articolata regolamentazione dei sistemi finanziari a livello
globale che hanno posto le basi per impostare un sistema economico più solido e responsabile.La globalizzazione e i cambiamenti demografici sono i protagonisti di questo nuovo ciclo.
I due candidati ad avere un ruolo da protagonisti nel sesto ciclo Kondratieff, che andranno a modificare
sostanzialmente il lato della domanda, sono la globalizzazione e i cambiamenti demografici.
Infatti, anche se le implicazioni di questi due fattori si sono già fatte sentire negli ultimi anni, le
conseguenze di vasta portata si vedranno solo nel decennio che sta iniziando.
Grazie ai benefici della globalizzazione il commercio mondiale si è quadruplicato dal 1987 ad oggi
contro un prodotto interno lordo che nello stesso periodo è cresciuto di sole due volte.
Il cambiamento demografico assume due aspetti contrapposti: la popolazione globale nel 2050
dovrebbe crescere del 40% fino a 9 miliardi di persone ma, mentre nei Paesi industrializzati si ridurrà e
invecchierà, nei mercati emergenti - al contrario - la popolazione continuerà a crescere e a rimanere
relativamente giovane.
La base del nuovo ciclo è ormai impostata
Mentre nel precedente ciclo di Kondratieff l’affermarsi della tecnologia informatica ha portato ad un
notevole aumento della produttività, la chiave per sostenere il prossimo ciclo economico sarà
rappresentata da una nuova attenzione da parte dei consumatori nei confronti dell’ambiente, della
biotecnologia e della salute, vista non più come condizione ma come una risorsa.
Sebbene questa fase transitoria potrà perdurare ancora per qualche tempo e l’assegnazione dei ruoli
non sia ancora stata dettagliatamente definita, la base per il sesto ciclo di Kondratieff sembra essere
definita.
La bolla legata ai titoli tecnologici ed i recenti sconvolgimenti dei mercati, avvenuti in rapida
successione, potrebbero dunque aver segnato l’inizio di un nuovo ciclo economico. “Per gli investitori
di lungo termine potrebbe perciò valere la pena “saltare sul carro” del sesto ciclo di Kondratieff, afferma
Tomaso Giorgetti - Responsabile della branch italiana di Allianz Global Investors Europe -
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