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Asset allocation



Strategia di investimento di Threadneedle

19 Feb 2010

Il team resta positivo sulle azioni, riduce la sottoponderazione degli Usa e mantiene quella sul Giappone. Sul versante dei governement bond, la Grecia sta facendo da cavia. La stretta cinese produrrà effetti negativi sui titoli di rischio solo nel breve termine

Considerati gli attuali livelli dei prezzi, il nostro approccio complessivo agli investimenti è leggermente cambiato. Restiamo positivi sulle azioni, credendo che una tiepida ripresa dell'attività economica, un rimbalzo degli utili e continui aumenti della produttività consentano di realizzare ulteriori guadagni. Avendo guidato il mercato nel 2009, molte società cicliche e fortemente indebitate sono ora quotate a prezzi ottimali. Continuiamo a ritenere che nei prossimi mesi si registrerà un passaggio del testimone a società con una reale crescita a lungo termine, le cui valutazioni sembrano interessanti.

Di conseguenza, un fattore determinante della performance di quest'anno sarà probabilmente costituito dalla selezione dei titoli, con ripercussioni sulle nostre previsioni settoriali globali, dove le posizioni sono relativamente cambiate rispetto agli standard storici. In gennaio le assicurazioni sono state riviste al ribasso toccando il livello neutro. Il tema della reflazione degli asset, che ha influito sulla nostra selezione dei titoli in questo settore, risulta alquanto maturato, pertanto le nostre partecipazioni sono ora focalizzate su situazioni speciali, sulla crescita asiatica e su singoli titoli per i quali i timori dei mercati relativamente alla qualità degli strumenti ci appaiono esagerati.

Avendo riscontrato poche opportunità nei principali mercati, in termini di valutazioni, anche le nostre previsioni geografiche sono state moderate negli ultimi mesi. Continuiamo a preferire i mercati emergenti, sia direttamente che tramite società quotate nel mondo sviluppato che siano esposte alla domanda dei mercati emergenti. Per quanto riguarda le altre aree, la nostra precedente sottoponderazione negli Stati Uniti è stata neutralizzata e la nostra preferenza per l'Europa rispetto agli Stati Uniti e al Regno Unito è marginale. Manteniamo la sottoesposizione in Giappone, dove comunque abbiamo ridotto le posizioni poiché la possibilità di riforme governative e la debolezza dello yen dovrebbero consentire un recupero a breve termine.

Nel reddito fisso, la fine dell'allentamento quantitativo e l'esigenza di continui elevati livelli di emissioni suggerisce un equilibro fra domanda e offerta in via di peggioramento per i titoli di Stato. Il contesto macroeconomico, in continue difficoltà, sta iniziando a mettere a prova la pazienza degli investitori nei mercati dei titoli di Stato più deboli, i cui deficit fiscali hanno raggiunto livelli preoccupanti.

Nel caso dell'eurozona, dove la disciplina della moneta unica spinge i governi ad appianare i deficit tagliando le spese e aumentando le imposte, stanno emergendo anche le pressioni politiche e attualmente la Grecia sta facendo da cavia. All'epoca della stesura di queste note, il rischio di contagio era evidente. L'argomento della valutazione a favore del credito è molto meno convincente di un anno fa, ma continuiamo a credere che gli spread si contrarranno con la riduzione dei tassi d'insolvenza. Le caratteristiche di maggior rendimento e minore duration delle obbligazioni ad alto rendimento ne consentono una certa impermeabilità rispetto ai crescenti rendimenti dei titoli di Stato.




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