Fund Selector |

Confronta Fondi |

Portafoglio |

ETF |

Cambi e tassi |

Promotori e Consulenti |

Home |

Asset allocation



L'asset allocation di Carmignac Gestion

28 May 2010

Valute, tassi, azioni e materie prime nella view mensile messa a punto dai gestori della casa di investimenti transalpina

Le valute

L’euro ha ripreso la tendenza al ribasso durante il mese di aprile. L’aggravarsi della crisi greca e i difficili negoziati necessari per mettere in piedi un piano credibile di salvataggio del paese hanno intensificato la sfiducia degli investitori nei confronti della moneta unica. Nel corso del mese l’euro ha ceduto l'1,7% sul dollaro e l’1,3% sullo yen. Come scrivevamo nelle relazioni trimestrali di fine marzo, la nostra gestione ha risolutamente scelto di perseguire il tema del deprezzamento della moneta unica nel contesto attuale. Come illustrato nell’editoriale della presente lettera, questa tendenza dovrebbe proseguire in un primo tempo verso i minimi toccati tra fine 2008 e inizio 2009, ovvero 1,25. I nostri fondi di gestione globale hanno un’esposizione limitata o nulla all’euro. Gli attivi sono invece esposti al dollaro e alle divise dei paesi emergenti, in particolare asiatici, la cui rivalutazione seguirà quella inevitabile della moneta cinese. Per quanto riguarda invece i fondi azionari europei, necessariamente esposti all’euro, i rispettivi portafogli privilegiano le società che traggono una quota consistente del proprio fatturato dalla crescita dei paesi extra Euro.

I tassi

Ad aprile la curva dei tassi statunitensi si è appiattita. Lontani dall’essere toccati dalla crisi europea, i tassi statunitensi hanno beneficiato dei dati positivi sull’andamento dell’inflazione, che non evidenziano alcun segnale di accelerazione significativa dei prezzi, mentre al contempo i mercati sono stati rassicurati dall’intenzione espressa dal Presidente della Fed Bernanke di mantenere i tassi a livelli estremamente bassi per un periodo prolungato. Di conseguenza il tasso a due anni ha ceduto 6 pb toccando lo 0,96%, mentre il decennale ha perso 17 pb scendendo al 3,65%. Per quanto riguarda Carmignac Patrimoine, i nostri investimenti in America del Nord sono stati integrati dall’inserimento in portafoglio delle posizioni in Bombardier e Delta Airlines nel segmento high yield. Nella zona Euro i rendimenti dei titoli di Stato tedeschi sono scesi nel corso del mese per l’effetto fuga verso la qualità e grazie alle prospettive di una crescita stabilmente penalizzata per tutta l’area economica europea. I tassi a due anni sono scesi di 17 pb allo 0,77% e quelli a 10 anni hanno perso 7 pb attestandosi al 3,02%. Ci stiamo avvicinando ai minimi storici toccati durante la fase peggiore della crisi, verso gli inizi del 2009, il che fa temere che l’area economica possa attraversare un periodo di deflazione dovuto alle misure forzate di austerità fiscale che tutti gli Stati membri dovranno adottare. I nostri portafogli non detengono titoli sovrani europei, a parte i Bund tedeschi e qualche titolo di Stato francese a brevissima scadenza.

Al di fuori del settore finanziario, in particolar modo delle emissioni subordinate e di Tier 1, la sfera del credito non ha risentito significativamente dell'effetto contagio. I nostri investimenti nel settore sono stati attentamente studiati (UBS, Soc Gén, BNP) e riteniamo molto contenuto il rischio di default di questi istituti, soprattutto visto che la decisione della BCE di accettare come collaterale titoli greci con qualsiasi rating permette agli istituti finanziari di trasferire integralmente tale rischio alla Banca centrale.

Abbiamo aumentato il peso delle obbligazioni dei paesi emergenti nel portafoglio di Carmignac Patrimoine inserendo ad esempio titoli di Stato indonesiani, emissioni dell’acciaieria russa Evraz e della banca brasiliana Itau-Unibanco. A fine mese la sensibilità di Carmignac Patrimoine, Sécurité e Global Bond era rispettivamente pari a 3,5, 2,4 e 4,5.

Le azioni

I listini europei hanno sensibilmente sottoperformato il resto delle Borse mondiali durante il mese di aprile, conseguenza logica del deterioramento subito dal contesto economico e dell'avversione al rischio della zona Euro. L’indice EuroStoxx ha perso il 2,8% su base mensile contro il rialzo del 3,3% fatto segnare in euro dall’S&P 500, mentre i listini dei paesi emergenti e dell’Asia, Giappone escluso, hanno registrato rispettivamente rialzi del 2,7% e del 4%. La prima cosa da sottolineare è l’ottima tenuta dai nostri fondi azionari europei Carmignac Grande Europe, che nel periodo in esame ha ceduto solo lo 0,15%, e Carmignac Euro-Entrepreneurs, cresciuto dell‘1,5%.

Da notare anche il fatto che le piazze emergenti hanno recuperato interamente il ritardo rispetto ai mercati sviluppati,e questi rialzi hanno permesso a Carmignac Emergents di registrare un ottimo apprezzamento del 3,6%, che porta la performance da inizio anno a quasi l'11% contro una crescita inferiore al 6% registrata dai mercati azionari mondiali e il ribasso del 2% delle borse europee.

Gli ultimi sviluppi congiunturali oscurano un quadro economico obiettivamente in via di miglioramento e le cui prospettive sembrano positive. Per quanto riguarda le imprese, non solo i risultati del primo trimestre sono stati eccellenti, superiori alle attese, ma la crescita dei volumi d’affari ha addirittura superato le previsioni più rosee. Per tale motivo, riteniamo lecito sperare che, una volta rimossi i dubbi di breve termine che alimentano l’avversione al rischio, i mercati riprenderanno la corsa al rialzo. Questa tesi trova conferma nel fatto che i mercati del credito continuano ad espandersi, coerentemente con l’ottimo stato di salute delle imprese. Notiamo infine che secondo i dati Feri FMI, da gennaio 2009 i flussi di investimenti nei fondi obbligazionari hanno toccato quota 300 miliardi di dollari, mentre nello stesso periodo, nonostante lo spettacolare rialzo, gli afflussi di capitale ai fondi azionari sono stati pari a … zero!

Le materie prime

Durante il mese, nonostante la performance globalmente positiva, il settore delle materie prime ha risentito dei timori di un inasprimento delle politiche monetarie nei paesi emergenti, dell'esplosione della piattaforma petrolifera gestita da Transocean per conto di BP e dell’annuncio di una nuova tassa sulle società di estrazione mineraria da parte del governo australiano.

Il primo punto non ci preoccupa eccessivamente. I prezzi del minerale di ferro e del carbone hanno mostrato notevole stabilità, le acciaierie globali come Mittal stanno considerando la possibilità di riaprire i centri di produzione più costosi, dato che sembra sottolineare un miglioramento delle prospettive mondiali del settore. Le azioni del rame quotate sull’LME hanno accusato una flessione dopo vari mesi di rialzo. Per finire, le valutazioni dei titoli continuano ad essere particolarmente ragionevoli.

Non possiamo che rammaricarci della marea nera che sta per devastare le coste meridionali degli Stati Uniti. La reazione dei mercati a questa catastrofe è stata brutale e non ci ha permesso di reagire. In questa fase ci pare che le valutazioni scontino in larga misura lo scenario peggiore per l’intero settore, ovvero un rapporto o il divieto di trivellazione nella zona oppure autorizzazioni subordinate a condizioni molto restrittive.

L’ultimo punto è invece il più preoccupante. Per il momento siamo ancora lontani dalla promulgazione di una legge in tal senso, ma l’idea ventilata dal governo australiano di tassare i profitti che superano il margine di rendimento dei titoli di Stato avrebbe due conseguenze: rimandare o addirittura far cancellare i progetti di sviluppo e fungere da esempio per altri governi desiderosi di approfittare della manna rappresentata dal settore minerario, diretto beneficiario della crescita delle grandi economie emergenti. L’orientamento prudenziale a breve termine sui titoli del segmento ci ha indotto a ridurre l’allocazione nel corso del mese.

Abbiamo reinvestito la liquidità ricavata da questi disinvestimenti nel settore aurifero, che continua a beneficiare dello stato di bene-rifugio a fronte del generale scetticismo circa la solvibilità di alcuni Stati europei.




Fondionline S.r.l. P. IVA 04783660964 TEL: 02.320625567 Servizio, informativa sui fondi e piattaforma tecnologica Analysis S.p.A.