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Il mercato della settimana



Rendimenti non assoluti

12 Oct 2010

A cura di Rocki Gialanella

Le performance realizzate nel breve e medio termine suscitano alcune perplessità sui risultati raggiunti dalla categoria dei fondi absolute return. Lo scenario cambia in meglio nel lungo termine

Negli ultimi due anni lo sviluppo dei fondi denominati ‘absolute return’ ha rappresentato uno dei trend più interessanti tra quelli individuabili all’interno dell’industria europea del risparmio gestito. L’idea guida alla base di quest’iniziativa è l’offerta di uno strumento di investimento simile ad un hedge fund.

La similitudine tra le due categorie di prodotti trova fondamento nell’adozione di strategie e strumenti vicini a quelli utilizzati dai fondi a gestione alternativa, ma in un contesto normativo ben definito. L’obiettivo consiste nell’offrire agli investitori rendimenti in linea con quelli ottenuti dai fondi hedge, ma con la sicurezza normativa tipica dei fondi che rispettano la normativa UCIT.

La prima questione che il potenziale investitore si pone è se nella realtà i risultati offerti dai fondi hedge siano desiderabili (i dubbi sono giustificati dai tanti attacchi ricevuti dai fondi hedge negli ultimi anni, sia in termini di strategie che di risultati). In primis, è possibile fare una distinzione tra il lungo termine e il breve e medio termine.

Ad una prima analisi, nel lungo termine, i risultati realizzati dagli hedge fund, messi a confronto con gli strumenti generati e commercializzati dall’industria tradizionale del risparmio gestito, risultano chiaramente superiori. L’unico fattore che può suscitare dubbi è l’affidabilità degli indici che riflettono il comportamento dei fondi a gestione alternativa. L’industria degli hedge è conosciuta per la sua opacità e per l’elevato tasso di mortalità, fatti che implicano un necessario aggiustamento dei dati per il ‘rischio di sopravvivenza’. Occorrerebbe inoltre interrogarsi su quale sia la percentuale di fondi hedge che smettono di fornire qualsiasi tipo di comunicazione già prima di passare alla fase di liquidazione, magari in coincidenza dell’inizio del processo di deterioramento dei risultati.

Nel breve e medio termine i risultati ottenuti dai fondi hedge sono stati significativamente insoddisfacenti. Se prendiamo in considerazione l’ultimo anno o l’ultimo triennio, questi fondi non solo sono stati a malapena in grado di coprire l’inflazione in termini aggregati, ma presentano un buon numero di strategie in territorio negativo.

Per quanto riguarda i fondi ‘absolute return’ conformi alla normativa europea, la teoria ci indurrebbe a pensare che se questa categoria di prodotti debba fare i conti con dei limiti operativi imposti dalla normativa europea, l’obiettivo di centrare risultati similari a quelli degli hedge fund non sarà facile da centrare. Anche nei casi in cui i gestori alla guida dei fondi absolute return provengano dal mondo dei fondi a gestione alternativa, non mancheranno gli ostacoli imposti dalla normativa vigente e la conseguente minore flessibilità gestionale.

Probabilmente è ancora troppo presto per effettuare una valutazione dei risultati relativi centrati da questi prodotti. Ma non è solo una questione di tempi, è necessario non affidarsi a comparazioni semplicistiche che non tengano conto dell’omogeneità delle strategie e dei rischi di tipo valutario etc. Per rendersi conto delle difficoltà insiste nel processo di valutazione, basti pensare che hanno funzionato bene strategie ancorate al reddito fisso, ai mercati emergenti e alle materie prime (allo stesso modo di quanto visto nel mondo degli hedge) ed hanno avuto comportamenti poco soddisfacenti strategie in teoria facili come quelle long/short o global macro (con risultati modesti, come quelli registrati tra gli hedge fund che perseguono tali strategie).




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