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Normativa



Una guida per capire la nuova contabilità europea

13 Dec 2004

Quasi settemila imprese quotate sui listini del Vecchio Continente saranno obbligate a presentare i propri risultati contabili nel rispetto delle Norme Internazionali per la Contabilità a partire dall’esercizio in corso. Anche se la nuova normativa è entrata in vigore il primo gennaio, soltanto dodici società hanno iniziato a commentare l’impatto imputabile al cambiamento. In seguito ai risultati raccolti sul campo, la banca d’affari Morgan Stanley ha sottolineato che le variazioni avranno un impatto particolarmente intenso sui fondi pensione aziendali e sui meccanismi di compensazione relativi ai titoli azionari. La banca ha proposto cinque consigli chiave che dovranno essere attentamente presi in considerazione dagli investitori per non perdersi nei meandri della nuova normativa.

In primo luogo, cercare di guardare al di là delle grandi cifre. Secondo gli analisti di Morgan Stanley, l’impatto delle nuove norme sul capitale e gli utili delle aziende non porterà dei cambiamenti significativi. Chiedere alle corporate dei chiarimenti in merito a variabili di minor conto quali il margine lordo, il margine operativo o l’esposizione verso i derivati, potrebbe fornire indicazioni più interessanti. Un altro gruppo di esperti evidenziano che la nuova normativa permette di contabilizzare tra i benefici le plusvalenze ottenute dagli investimenti in strumenti finanziari come le azioni. Quest’ultima variabile viene considerata molto importante a causa dell’impatto che potrebbe avere sul livello degli introiti aziendali.

In secondo luogo, studiare il numero di correzioni apportate ai conti. L’analisi di alcuni aggiustamenti particolari può tornare utile nell’ambito della valutazione delle decisioni tattiche intraprese per minimizzare l’impatto della nuova normativa. A tal proposito, l’ammortamento dei beni intangibili può costituire un buon esempio. Morgan Stanley sottolinea che mentre alcuni aggiustamenti avranno un effetto effimero, altri potrebbero avere conseguenze meno prevedibili e aumentare la volatilità dei risultati futuri.

Terza varabile: la nuova normativa prevede varie opzioni da poter utilizzare nell’anno di transizione per contabilizzare i finanziamenti e le coperture finanziarie ottenute. Sarebbe interessante capire qual è l’impatto sugli introiti ascrivibile all’uso di tali opzioni da parte di quelle corporate che decideranno di servirsene. Quarta variabile: cercare le tendenze del futuro. Le società che decideranno di abbracciare integralmente la nuova normativa potrebbero rendere più facile la valutazione delle prospettive future. Il probabile costo immediato di tale scelta includerà un peggioramento dei conti finanziari nel breve periodo. Quinta variabile: la strategia. L’impatto delle nuove norme determinerà un cambiamento delle strategie adottate da alcune imprese in ragione della necessità di minimizzare gli impatti negativi previsti per il futuro.

Con l’adozione delle nuove norme i bond convertibili dovranno essere divisi in due parti e contabilizzati da un lato come debito e dall’altro come un derivato. In tutti i casi, la loro classificazione avverrà al passivo. Gli esperti prevedono che alcuni bond convertibili vengano modificati nella struttura per evitare di essere contabilizzati al prezzo di mercato. Le opzioni sulle azioni non dovranno essere contabilizzate come spese per tutte quelle aggiudicate entro il 7 novembre del 2002 e non ancora acquisite entro il 2005. Le imprese potranno limitare i costi sia attraverso un allungamento della scadenza delle opzioni, sia limitando le operazioni di compensazione.




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