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Asset allocation



Double dip o seconda chance?

27 Oct 2010

I greci avranno anche innescato la crisi del debito europeo. Però, sono riusciti a tagliare il loro deficit di bilancio quasi della metà nei primi sei mesi del 2010, mentre il crollo economico - nonostante qualche duro provvedimento di austerity - non si è verificato. È un altro Paese invece a dominare i titoli di prima pagina: l’Irlanda. Il suo prodotto interno lordo (PIL) si è contratto dell’1,2% nel secondo trimestre mentre le stime degli analisti finanziari avevano previsto una crescita dello 0,4%. Inoltre, il Ministro dell’Impresa, Commercio e Innovazione irlandese, Batt O’Keeffe, ha espresso la sua preoccupazione sullo stato delle finanze nazionali - e così facendo ha aumentato le pressioni che hanno temporaneamente portato il premio per il rischio sulle obbligazioni irlandesi a livelli record.

Come è successo con la Grecia un paio di mesi fa, DWS considera esagerate le reazioni dei mercati e di conseguenza sta acquistando obbligazioni irlandesi per spingere i rendimenti. Al contrario la corsa ai titoli di Stato americani e tedeschi sembra un po’ eccessiva. L’idea alla base di questa corsa è la diffusa avversione al rischio. La forza economica aumenta il momentum dei Bund tedeschi. Il PIL della Germania è balzato in avanti del 2,2% nel secondo trimestre 2010. In termini annualizzati - così come vengono normalmente definiti dagli statistici americani - questo dato si traduce in un aumento del 9%. L’industria delle esportazioni locali sta vivendo un boom, il che permette alle aziende di approfittare della recente flessione dell’Euro. Anche altri, come l’Italia o la Francia, un tempo denigrati come “old economy”, si trovano sotto ai riflettori.

Mercati obbligazionari

· DWS Investments, considerando esagerate le reazioni dei mercati, sta acquistando obbligazioni irlandesi per spingere i rendimenti;
· la forza economica della Germania aumenta il momentum dei Bund tedeschi. Il PIL del­la Germania è balzato del 2,2% nel secondo trimestre – pari al 9% in termini annualizzati – grazie al boom delle esportazioni lo­cali. Anche altri Paesi come l’Italia o la Francia sono sotto i riflettori;
· il mi­glior profilo rischio/rendimento è offerto dalle obbligazioni corporate dei mercati emer­genti, soprattutto se quotate in valuta loca­le, tenendo conto oltretutto che il tasso di fallimento di questi Paesi è più basso di quello delle obbligazioni societarie di USA e Europa;
· la Cina ha comprato 300 miliardi di dollari di obbligazioni giapponesi, una somma equivalente al 20% delle riserve in valuta del Giappone. Così facendo, da una parte la Cina consegue una maggiore diversificazio­ne e dall’altra aumenta il suo peso politico.

Mercati azionari

· l’intera regione asiatica è pronta a sorpassare le nazioni industrializzate: nel 2010 è prevista una crescita media dell’8,2% delle 44 economie in via di sviluppo in Asia, cioè lo 0,7% in più rispetto alle previsioni di aprile;
· la crescita dei mercati emergenti rende interessanti i titoli delle aziende esportatrici dei Paesi industrializ­zati, generose di dividendi grazie ai benefici della ripresa;
· DWS è molto seletti­va per quanto riguarda le azioni USA: la situa­zione generale di alta disoccupazione, mercato immobiliare cupo e consumi appannati non cambierà tanto in fretta;
· le società small-cap recentemente sono riuscite a correre più delle omolo­ghe blue chip, maggiormente legate alla congiuntura - in Europa come nel Nord America.




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