Quando il più famoso investitore della storia sceglie il suo successore, la tentazione è pensare che l’eletto sia un personaggio affermato. E invece Warren Buffett ha ingaggiato Todd Combs, un semisconosciuto gestore di hedge funds, per affidargli una cospicua parte del patrimonio della Berkshire Hathaway
Fino a lunedì 25 ottobre, quasi nessuno aveva mai sentito parlare di Todd Combs. Da qualche giorno il nome di questo semisconosciuto gestore di hedge funds ha invaso la finanza Usa. Il motivo della sua fama si deve all’incarico ricevuto da Warren Buffett per gestire una parte significativa del portafoglio di investimento del Berkshire Hathaway. Dopo quaranta anni trascorsi alla guida della sua società e dopo varcato la soglia degli ottanta anni, Buffett sta pensando come distribuire i tre incarichi (presidente esecutivo, amministratore delegato e direttore degli investimenti) da lui ricoperti.
L’ingaggio di Combs ha sorpreso il mercato con una classica mossa alla Buffett: ha guardato in una direzione non perseguita da altri. Ma cosa ha di speciale Combs? L’industria finanziaria e la stampa si sono subito messe a scavare nel suo passato. E’ tanto sconosciuto che dopo la sua nomina è stato difficile trovare una sua foto . Dopo aver conseguito un MBA presso la Columbia University ha lavorato per il legislatore bancario della Florida, per una piccola società assicurativa (Progressive) e durante gli ultimi cinque anni ha gestito un piccolo fondo speculativo per Castle Point Capital.
Buffett ha dichiarato che Combs incarna al 100% la sua cultura. Gli esperti credono che il famoso filantropo abbia dato molta importanza alla capacità di limitare le perdite quando i mercati entrano in una fase ribassista. Buffett non ha cercato una stella mediatica, ma ha scelto una persona con un basso profilo che sia dotata della capacità di preservare il capitale attraverso una buona gestione del rischio.
In un anno difficile come il 2008, Combs è stato capace di reggere all’urto della crisi ed evitare il tracollo sperimentato da molti suoi colleghi alla guida di hedge funds. In quell’esercizio, il peggiore per i mercati dai tempi della Grande Recessione, il suo fondo ha perso solo il 5,7% rispetto ad una perdita media della categoria del 19% (fonte Hedge Fund Research). E lo ha fatto anticipando lo scoppio della bolla speculativa sul settore immobiliare Usa: dal 2007 aveva in portafoglio posizioni corte (che permettono di avvantaggiarsi del calo del prezzo di un titolo) su Fannie Ma e e Freddie Mac, le due finanziarie specializzate nel segmento ipotecario che hanno messo alle corde il mercato e che hanno evitato il default solo grazie all’intervento del Governo.
Insieme allo stile di gestione value e ad un’attenta gestione dei rischi, Combs divide con Buffett la passione per i titoli finanziari. Al 30 settembre 2010, le principali posizioni detenute da Castle Point Capital erano: Bancorp, Mastercard e Western Union. Bancorp è il titolo che occupa la terza posizione nel portafoglio di Berkshire.
Nonostante ciò, il cammino di Combs appare irto di difficoltà. La prima sfida è superare il confronto permanente con Buffett, un genio difficilmente sostituibile. Inoltre dovrà adeguare il suo stile di gestione –decisamente attivo- alla cultura del lungo termine prediletta da Buffett. Combs ha ottenuto i suoi risultati con un numero sensibilmente più elevato di operazioni di acquisto e vendita rispetto a quelle registrate da Buffett, il quale ha sempre affermato che il suo orizzonte temporale ideale è ‘per sempre’ e che ospita da decenni in portafoglio i titoli Coca-Cola e American Express.
La terza sfida per il nuovo gestore sarà l’adeguamento alle dimensioni: passerà dalla gestione di 400 mln di Usd a quella di un portafoglio di 100.000 mln. I movimenti di questo elefante sono sempre più complessi a causa delle sue dimensioni crescenti.
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