L’esercizio si è chiuso con performance molto soddisfacenti per i fondi obbligazionari azionari paesi emergenti. Deludono i fondi obbligazionari area euro e quelli focalizzati sulle Borse dei paesi periferici dell'eurozona
L’inizio del nuovo anno rappresenta una buona occasione per passare in rassegna quanto accaduto in termini di performance realizzate dalle distinte categorie di fondi comuni di investimento durante l’anno appena conclusosi. Cominciando dall’analisi dei fondi obbligazionari, si nota che i prodotti focalizzati sui titoli governativi dell’area euro sono stati tra i più penalizzati (e non poteva essere altrimenti in ragione della bufera che si è abbattuta sul debito di Grecia, Irlanda, Portogallo, Spagna e, più marginalmente, Italia). Attenendoci alla suddivisione per categorie adottata da Lipper, i fondi obbligazionari area euro a medio-lungo termine hanno chiuso l’anno registrando una performance medio annua negativa.
Altre (poche) categorie similari hanno chiuso l’esercizio con performance leggermente negative, in funzione delle scadenze medie dei titoli ospitati in portafoglio. Nel gruppo dei fondi obbligazionari area euro breve termine troviamo spesso performance sui dodici mesi leggermente negative. Rendimenti medi vicini allo zero registrano anche i fondi monetari area euro, ma il dato non rappresenta una sorpresa a patto di analizzare la composizione dei portafogli e le commissioni annue di gestione applicate da questi prodotti. In siffatto contesto, non rappresentano una sorpresa neanche gli sbandamenti registrati dai flussi in entrata ed in uscita relativi sia ai fondi obbligazionari area euro a medio termine sia a quelli a breve termine.
Da questa fotografia si evince che gli investimenti più prudenti non sono stati premianti. Spostando l’attenzione sui prodotti che inglobano livelli di rischio crescenti, si nota che il 2010 non è stato un anno avaro di soddisfazioni per gli investitori dotati di una propensione al rischio medio-alta. Restando nel comparto dei titoli di debito, le prime posizioni della classifica delle performance ad un anno sono occupate dai fondi obbligazionari paesi emergenti (con una performance medio annua vicina al 20%) e dai fondi obbligazionari area dollaro (che hanno beneficiato del recupero del biglietto verde). A ridosso di questa categorie troviamo i fondi focalizzati sugli high yield bond e sui convertible bond. I fondi dedicati al segmenti dei corporate bond europei hanno conseguito risultati interessanti: eccellenti nel caso del segmento high yield (+12%) e accettabili nel segmento dei titoli di elevata qualità (investment grade).
Come ogni anno, le differenze più marcate tra le distinte categorie si riscontranoano nel settore azionario. La classifica delle performance è capeggiata da una categoria che ha assunto un ruolo di primo piano negli ultimi anni: gli azionari paesi emergenti. Nell’ambito degli emergenti spicca la performance dei fondi dedicati al mercato tailandese (+68% di performance media).
Altre sub-categorie in evidenza sono quella dei fondi che consentono di seguire da vicino le orme del metallo giallo (+51%) e quella dei fondi focalizzati sulle small cap (società a piccola capitalizzazione) statunitensi (+35%). Un buon comportamento è stato registrato anche dai fondi azionari area euro (+11%) e dai fondi azionari nordamerica (+21%). In fondo alla classifica delle performance annue troviamo i fondi azionari dedicati alle Borse dei paesi dell’Europa mediterranea (Spagna e Italia in testa).
Il bilancio di fine anno e il confronto con le previsioni messe a punto dalle principali società di gestione può rappresentare un modello utile ad identificare una prospettiva da seguire per l’anno successivo. La storia insegna che durante le fasi rialziste le previsioni delle società di gestione vengono spesso rispettate, mentre nei periodi di cambio del ciclo o durante le fasi recessive presentano un’incidenza più elevata di errori.
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