Il caso |
Le insolvenze calano del 5 sulla scia della ripresa economica |
| Le analisi che cercano di fare il punto della situazione sulla crescita economica e sui temi attinenti quest’ultima variabile, evidenziano che il Vecchio Continente esce quasi sempre malconcio dal confronto con gli Stati Uniti. Secondo i dati contenuti in un report curato dal team di ricerca della società Euler Hermes, un big delle assicurazioni del credito, l’Europa non riuscirà a tenere il passo degli Usa in termini di riduzione percentuale delle insolvenze d’impresa nel 2004. Anche se il miglioramento del tasso d’insolvenza a livello internazionale si attesterà intorno al 5, la società assicuratrice rileva delle differenze molto accentuate tra le diverse aree industrializzate del pianeta. Gli Stati Uniti dovrebbero sperimentare una riduzione in media con quella prevista a livello internazionale. Il miglioramento più accentuato dovrebbe riguardare l’economia nipponica. Il contesto produttivo del paese del Sol Levante dovrebbe beneficiare addirittura di un calo delle insolvenze imprenditoriali pari al 18. Un trend molto lontano da quello dei due giganti industriali interesserà con tutta probabilità l’Europa. Stando alle stime formulate dalla Euler Hermes, il basso tasso di crescita dell’area euro comporterà una riduzione di appena l’1 delle insolvenze nel 2004, dopo che il 2000 aveva fatto registrare una crescita del 7. Le prospettive per il 2005 lasciano intravedere una ripresa dell’1 dell’indice globale in ragione di una moderazione del tasso di crescita dell’economia internazionale. Ricordiamo che l’indice globale costruito dagli esperti della società assicuratrice del credito si ottiene ponderando ogni paese in funzione del suo contributo al prodotto interno lordo dell’economia planetaria. Secondo il rapporto, la crescita dei prezzi delle materie prime sta progressivamente riducendo il potere d’acquisto delle famiglie. Sempre a causa dell’impatto negativo derivante dalla crescente bolletta energetica, molti paesi starebbero apportando graduali aggiustamenti alle proprie politiche fiscali e monetarie. Queste ultime ragioni hanno spinto i curatori del rapporto a formulare per il 2005 una previsione di crescita delle insolvenze che dovrebbe attestarsi intorno al 3 in Europa Occidentale e al 4 in Giappone. Il tono è completamente differente se si sposta l’attenzione sulle previsioni messe a punto per l’economia statunitense nel 2005. Gli Usa dovrebbero continuare a seguire una linea discendente che gli permetterà di abbattere di un ulteriore 4 il numero complessivo di insolvenze nel 2005. Questo risultato revisionale affonda le sue radici sia nella maggiore crescita dell’economia nordamericana, sia nei possibili benefici fiscali addizionali decisi dall’esecutivo n carica a favore delle imprese. Lo studio osserva in modo dettagliato la correlazione esistente tra l’andamento del prodotto interno lordo e il numero di insolvenze dichiarate. Il team di ricerca ha dimostrato che una riduzione dell’1 sperimentata dal tasso di crescita del Pil degli Stati Uniti, corrisponde ad un incremento del 4,2 del numero di nuove insolvenze. Il livello di equilibrio è pari al 2,1. In pratica, un tasso di crescita del Pil pari al 2,1 rappresenta il tasso di crescita a partire dal quale si mette in moto una riduzione del tasso di insolvenza. I paesi europei mostrano una maggiore vulnerabilità ai saliscendi della produzione. In Germania, il tasso di equilibrio tocca i 3,2 punti percentuali. Nel Regno Unito il tasso di equilibrio si ferma al 2,9. Queste differenze si fanno ancora più evidenti quando si confrontano gli indici di insolvenza degli Stati Uniti e dell’Europa Occidentale relativi all’ultimo decennio. Fino al 1997, i tassi di insolvenza delle due macro- regioni si sono mantenuti su livelli coincidenti a quelli della media internazionale. Dal 1997 in poi si osserva una chiara biforcazione a favore degli Stati Uniti, visto che l’indice Usa si posiziona adesso intorno ai due terzi del valore di sette anni or sono. I ricercatori sottolineano che il gap è frutto della netta accelerazione dell’economia Usa rispetto a quella europea. Per quel che concerne i dati relativi alle singole nazioni, la Germania totalizzerà nel 2004 circa 37.700 insolvenze. Si tratta di un dato migliore rispetto a quello registrato nel 2003 grazie al buon andamento delle esportazioni. La Francia rappresenta un’anomalia nel contesto europeo, visto che metterà a segno una riduzione del 4 nel 2004 e di un ulteriore 2 nel 2005. Il Regno Unito vedrà crescere del 10 le sue insolvenze nel 2004 e di un ulteriore 11 nel 2005. L’Olanda farà ancora peggio con un incremento del 29 nel 2004 e di un 9 nel 2005. L’Italia chiuderà il 2004 con un incremento delle insolvenze pari al 2 rispetto al 2003. |