Gli eventi geopolitici come potenziale freno dell’economia mondiale
03 Mar 2011
I mercati sono attualmente sempre più in balia degli eventi geopolitici. Alla luce delle vicende
in Nord Africa e in Medio Oriente gli investitori sono interessati a conoscere quali scenari si
prefigurano con riferimento all’ulteriore evoluzione dell’economia mondiale e dei mercati
finanziari. Certo è evidente che il peso economico del Nord Africa e della Penisola Arabica è
modesto anche nell’ambito dei paesi emergenti. Nei periodi di crisi, tuttavia, la presenza di
grandi giacimenti petroliferi nella regione impone prepotentemente all’attenzione degli
operatori il prezzo del petrolio. A seconda della misura del rincaro della quotazione del
greggio si avrà una fuga più o meno massiccia dagli investimenti a rischio verso agli asset
che godono della reputazione di “porto sicuro” (ad es. l’oro o i titoli di Stato di paesi con un
ottimo rating). Uno degli scenari più frequentemente evocati è il rischio di una propagazione
dei disordini in Arabia Saudita, il paese con i più importanti giacimenti petroliferi. Un altro
scenario negativo che viene ipotizzato è lo scoppio di ostilità tra stati islamici e Israele. In
entrambe le ipotesi le ripercussioni sul prezzo del petrolio e quindi sui mercati finanziari
sarebbero drastiche. Le conseguenze potrebbero essere analoghe a quelle che
caratterizzarono la situazione nell’agosto del 1990, allorché le truppe irachene invasero il
Kuwait, scatenando la prima guerra del Golfo. In quell’occasione il mercato azionario
mondiale accusò un crollo di quasi il 30%, mentre le materie prime investibili subirono
un’impennata di circa il 50%. A questo scenario attribuiamo un grado di probabilità di circa il
15%. In un caso o nell'altro l’eventuale forte rialzo del prezzo del petrolio giungerebbe in una
fase di lenta ripresa delle economie occidentali. Qualora dovesse tuttavia già delinearsi
nell’immediato un allentamento delle tensioni, i dati congiunturali e i risultati aziendali
sostanzialmente buoni torneranno a calamitare fortemente l'attenzione degli investitori.
Di fronte all’attuale clima d’incertezza Swisscanto alleggerisce il sovrappeso registrato finora
dalla componente azionaria, rafforzando per contro l’esposizione sui titoli del mercato
monetario denominati in CHF, sulle obbligazioni e sulle materie prime. Sul fronte delle
obbligazioni segnaliamo inoltre l’acquisto selettivo di titoli di Stato norvegesi in valuta locale
(NOK). Congiuntamente alla sovraponderazione delle materie prime questa strategia si
propone di proteggere in parte gli investimenti da un’impennata del prezzo del petrolio. In
base ai modelli di valutazione da noi applicati, i mercati azionari nel loro complesso (MSCI
World) sono solo leggermente sottovalutati. Le azioni dell’Eurozona ci appaiono per contro
sempre molto convenienti. Maggiori riserve sono tuttavia opportune nei riguardi dei titoli dei
mercati emergenti, che possono già definirsi sopravvalutati. Sul versante delle obbligazioni
puntiamo su una duration inferiore alla media, contenendo in questo modo i rischi di perdite
in vista di un aumento generalizzato dei tassi. Continuiamo a privilegiare gli investimenti in
obbligazioni aziendali a scapito dei titoli di Stato. Restiamo tuttora cauti per quanto riguarda i
titoli dei paesi PIIGS, dal momento che in questi stati non si profila ancora all’orizzonte una
soluzione credibile al problema del debito. Nell’ambito della nostra strategia valutaria
abbiamo sovrappesato le “commodity currency” AUD e NZD nonché le valute scandinave
NOK e SEK, assumendo invece un atteggiamento più cauto nei confronti di CHF, EUR e
JPY.
Fondionline S.r.l.
P. IVA 04783660964
TEL: 02.320625567
Servizio, informativa sui fondi e piattaforma tecnologica
Analysis S.p.A.