Fondi obbligazionari euro governativi medio lungo termine
21 Mar 2011
A cura di Isabella Corrò
Le performance di breve e medio termine hanno garantito una difesa dall’inflazione ma lo scenario potrebbe cambiare se la BCE opterà per una politica monetaria più restrittiva nei prossimi trimestri
Il dibattito corrente sulla politica monetaria europea è incentrato sulla possibile decisione della BCE di alzare il livello dei tassi per contrastare l’inflazione. È importante distinguere, però, tra inflazione core e non core.
Ad oggi le spinte inflazionistiche sono determinate dall’aumento dei prezzi dei prodotti energetici e alimentari, che non influenzano l’inflazione core, la quale è per il momento ancora sotto controllo. L’altro punto importante da comprendere riguarda quanto sia transitoria l’attuale situazione di surriscaldamento dei prezzi, e quali contromisure adottare di conseguenza.
Un eventuale rialzo dei tassi andrebbe a colpire i Paesi europei che si trovano in una situazione di ripresa più lenta, come i PIGS, mentre aiuterebbe a tenere l’inflazione sotto controllo in Paesi quali la Germania. La BCE deve gestire un’Europa che cresce a due velocità, e nella decisione di alzare i tassi si vede necessariamente costretta ad affrontare questo trade-off.
La decisione di un aumento dei tassi, però, comporterebbe sì il contenimento dell’inflazione, ma d’altra parte anche l’abbassamento dei corsi obbligazionari. Questo costituirebbe un enorme problema per i bilanci del sistema bancario europeo in generale, colmi di titoli di Stato, ma anche per i piccoli investitori che detengono quote di fondi obbligazionari. I titoli più colpiti sono quelli con scadenza maggiore e quindi con duration maggiore, più sensibili alle variazioni dei tassi.
Il comparto dei fondi obbligazionari euro governativi mantiene a febbraio una raccolta netta negativa (dati Assogestioni), anche se in leggero miglioramento rispetto a dicembre. In particolare, i fondi obbligazionari governativi a breve termine sono passati da una raccolta di -1,5 miliardi di euro a gennaio a -970 milioni a febbraio, mentre i fondi a medio-lungo termine si sono spostati da un dato di -492 milioni di euro a gennaio a -440 milioni a febbraio.
Un’analisi delle performance realizzate nell’ultimo anno dai fondi obbligazionari euro governativi a medio-lungo termine, evidenzia come migliori il fondo Allianz PIMCO Euro Bond CT (+4,10%), il Tlux-Euro Active Bond AE di Threadneedle (+3,78%) e l’Euro Strategic Bond I di Morgan Stanley (+2,43%).
Negli ultimi 3 anni il rendimento più elevato è stato generato da un fondo che ha mantenuto buone performance anche nell’ultimo anno: il BNY Mellon Euroland Bond C di BNY Mellon, con un +24,37% a 3 anni, seguito da Euro Bond IC di HSBC (+18,37%) e Euro Credit Plus A Cap. di AXA (+18,01%).
La performance a 5 anni vedono tra i migliori ancora il fondo BNY Mellon Euroland Bond C (+31,50%), e il fondo Euro Bond IC di HSBC (+23,30%). Buon rendimento anche per BGF Euro Bond A2 Cap. di Black Rock (+20,84%).
I due fondi che si sono distinti in termini di performance negli ultimi 3 e 5 anni, cioè il BNY Mellon Euroland Bond C e l’ Euro Bond IC, presentano anche un buon rapporto rischio-rendimento relativamente al totale dei fondi della categoria. Il fondo di BNY Mellon ha realizzato un indice di Sharpe pari a 0,16 a 3 anni e a 0,09 a 5 anni, il fondo di HSBC ha uno Sharpe di 0,123 a 3 anni e di 0,05 a 5 anni.
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