I mercati internazionali chiudono ignorando gli eventi negativi quali il primo aumento dei tassi di interesse da parte della BCE, il cambiamento della visione di Standard & Poor’s da stabile a negativo riguardante il debito USA, la decisione di Ben Bernanke di terminare il QE2 e di riportare gradualmente alla normalità la politica monetaria ed il proseguire della stretta monetaria in Cina. Dopo aver perso terreno nella prima parte di aprile, c’è stato un brusco rimbalzo dei mercati soprattutto per via dei risultati delle aziende che continuano ad avere un buon andamento. Dal 28 marzo al 26 Aprile, lo S&P 500 è aumentato del 2.8%, l’EuroStoxx 50 ha guadagnato il’1.4% ed il NIkkei lo 0.9% mentre l’indice MSCI Emerging Markets ha recuperato il 3.2%.
Lo USD continua ad essere debole, arrivando ad 1.48 nei confronti dell’Euro mentre il prezzo delle commodities e dell’olio è in forte aumento.
Dopo una fase introduttiva tendente al ribasso, è in ripresa il mercato obbligazionario: il tasso di interesse sui German Bund decennali è passato dal 3.29% al 3.25%, mentre l’equivalente sugli US Treasury Bond è passato dal 3.30% al 3.43%.
Bonds
I nostri punteggi restano invariati, rimanendo negativi sull’obbligazionario tedesco ed americano. Crediamo che l’aumento dei prezzi delle commodities, la crescita del tasso d’inflazione e le anticipazioni inflazionistiche, l’aumento dei tassi da parte della BCE ed il delicato problema di come la Fed gestisca la sua exit strategy sul mean risk siano asimmetrici rispetto ai tassi di interesse correnti. Inoltre stiamo amministrando le nostre posizioni tramite la vendita delle opzioni maggiormente volatili.
Currencies
Non abbiamo cambiato le nostre opinioni. Il “+” riguardante il dollaro è rischioso ma manteniamo le nostre posizioni: infatti il dollaro dimostra di essere ipervenduto, ed un rimbalzo tecnico è dovuto in particolare al brusco aumento dell’Euro nell’ultimo anno contro le maggiori valute mondiali tra cui le valute dei mercati emergenti. Inoltre, il tasso di interesse differenziale tra la Fed e la BCE è obbligato a contrarre oltre il medium term, e questo potrebbe comportare un apprezzamento del dollaro.
Abbiamo ottenuto profitti mantenendo una posizione short sullo Yen nei confronti del Dollaro vicino ad 85, vendendo la stessa posizione ai livelli correnti di 81.5, come stabilito dalla Banca Centrale prevenendo aumenti inopportuni dello Yen.
Equities
Nonostante mosse tattiche, in particolare a metà mese, con la caduta dei mercati riguardante le preoccupazioni sulla ristrutturazione del debito della Grecia ed il downgrade di S&P del debito USA, manteniamo un atteggiamento wait-and-see sul mercato azionario. Oltre a preoccupazioni persistenti sull’aumento del prezzo dell’olio, rischio geopolitico, high yield sul debito europeo secondario e crescenti tassi di interesse, il quadro macroeconomico è in calo, ad esclusione dei mercati emergenti.
Stiamo quindi aspettando un consolidamento nelle prossime settimane che potrebbe fornire più interessanti entry points. Cosi come sono ancora valide le valutazioni di mercato, manteniamo una view rialzista nel mid-term.
Manteniamo il punteggio “+” sui mercati emergenti in quanto il ciclo produttivo in tali paesi è avanzata, ponendo particolare attenzione all’ Asia ed in particolare alla Cina riguardante il ciclo di stretta monetaria.
I trend sui flussi dei fondi durano solitamente qualche mese, ed hanno appena girato verso l’alto dopo sei mesi di trend negativo. Anche questo fornirà un supporto.
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