Venerdi 6 maggio si è tenuto a Milano il Pictet Market Outlook per il secondo semestre 2011, presentato dall'Advisory Team di Pictet a Milano (Andrea Delitala e Marco Piersimoni).
Di seguito si espone quanto è emerso durante la presentazione.
La crescita globale rimane accettabile con USA intorno al +3%, Europa al +2% e Paesi Emergenti al +6%, seppur questi ultimi con momentum in calo.
Il mondo corporate manda segnali di buona salute sia a livello reddituale attuale sia sulle prospettive di crescita.
Il mercato immobiliare americano è ancora in convalescenza: ci sono 11 milioni di mutui in negative equities (valore dell'immobile inferiore al valore del mutuo erogato) e 14 milioni di disoccupati.
In tema di inflazione siamo meno preoccupati rispetto al consenso. Nei paesi sviluppati ci aspettiamo che rimanga sotto controllo, stante gli attuali livelli di utilizzazione degli impianti al di sotto della media storica. Nei Paesi Emergenti le misure restrittive implementate dovrebbero cominciare a funzionare e infatti ci aspettiamo che in alcuni paesi (come la Cina) tra breve ci sia una rallentamento della crescita dei prezzi. La grande novità è che in alcuni paesi emergenti (Brasile in primis) si comincia ad accettare l'idea di un apprezzamento della valuta quale aiuto per ridurre l'inflazione importata.
In termini di valutazioni, USA e Euro sono sulla parte bassa del range storico dei price/earnings degli ultimi 10 anni, mentre gli Emergenti sono sulla media. A livello settoriale, le banche europee presentano ancora maggiori problemi di riduzione della leva rispetto a quelle americane. Questo viene prezzato in multipli price/book più bassi in Europa, il che rende il settore in prospettiva più attraente.
Sul fronte delle politiche monetarie la divergenza tra FED e BCE è palese. La BCE ha alzato i tassi all'1,25% e interverrà ancora ma forse meno delle previsioni. La FED in questa fase sembra asincrona con il ciclo. Siamo sempre più convinti che nel giro di qualche mese vedremo una maggiore sincronizzazione delle due politiche, non senza conseguenze sui mercati.
Nell'area EMU si vedono progressi nella costruzione di un nuovo ordine di regole per la gestione del debito dei singoli paesi ma siamo ancora lontani dalla soluzione finale.
Alla luce di queste considerazioni la nostra asset allocation raccomandata tende ad una neutralità tra azioni ed obbligazioni. Nel reddito fisso diamo priorità ad un esposizione sulle valute emergenti in attraverso strumenti a breve che non incorporino il rischio duration e in parte anche con fondi obbligazionari con duration.
Per il resto raccomandiamo l'utilizzo di strumenti inflation linked e l'acquisto di emissioni high yield, specialmente in dollari. Abbiamo una posizione neutrale sui corporate bonds.
Tra i mercati azionari, sui quali comunque riteniamo più semplice e produttivo adottare un approccio tematico, a livello regionale le nostre preferenze vanno nell'ordine sui mercati europei, su quello americano e, tra gli emergenti, sulla Russia. Siamo neutrali sul Giappone.
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