La categoria ha saputo tutelare il capitale investito grazie alla combinazione bassa duration/elevati rating. Restano le difficoltà a garantire rendimenti reali positivi nei periodi in cui l’inflazione sfora il target fissato dalla BCE
Il contesto di crisi che attanaglia l’Europa colpisce sempre di più i risparmi degli investitori, che cercano cosi soluzioni alternative per i propri investimenti. I fondi comuni liquidità denominati in euro sembrano rappresentare un efficace strumento di diversificazione del portafoglio per quella tipologia di investitori che punta alla conservazione del capitale investito. Caratteristica peculiare del comparto è mantenere un basso livello di rischio attraverso l’investimento in titoli di Stato e obbligazioni a breve scadenza. I titoli in portafoglio devono avere un rating elevato (non inferiore al livello A2 della scala di Moody’s) e possono essere a reddito fisso o variabile (situazione in cui la duration convenzionale è pari alla vita della cedola). Il punto di forza di tali strumenti è l’investimento in titoli molto liquidi e facilmente negoziabili sul mercato, con un rischio di oscillazione dei tassi di interesse limitato rispetto agli strumenti finanziari appartenenti alla parte lunga della curva.
Nonostante le difficoltà incontrate dai mercati finanziari, negli ultimi anni si è assistito a buone performance del comparto. Negli ultimi dodici mesi, il fondo Agora Cash di Agora Investments ha realizzato una performance del 2.47%, confermata dal 2.50% fatto segnare da inizio anno. La volatilità annualizzata resta contenuta (0.95%) e il coefficiente R quadro (37%), dimostra che il fondo non è molto correlato all’andamento dei mercati. Il total expensive ratio (TER) pesa per lo 0.41% dell’investimento, le cui finalità sono la conservazione del capitale investito con un orizzonte temporale di 12 mesi ed una duration media che va da 3 a 12 mesi. Il fondo investe in titoli investment grade, mostrando un rischio contenuto, con il 98.20% del portafoglio collocato in titoli del mercato monetario.
Il comparto ha resistito bene anche alla crisi dei mutui subprime che ha colpito l’economia globale nel 2008, facendo registrare interessanti performance sia negli ultimi 3 anni che negli ultimi 5. I fondi che si sono maggiormente distinti nell’orizzonte temporale indicato sono stati l’Euroland Cash Fund A Acc di Legg Mason e l’Euro Money B di Vontobel. L’Euroland Cash Fund ha realizzato performance dell’8.97% a 3 anni, e del 12.09% a 5, a fronte di una volatilità annualizzata molto ridotta (0.40%) e con un coefficiente R quadro dell’1%. Dal punto di vista dei costi, il Ter pesa per l’1.14% dell’investimento totale. Il fondo ha l’obiettivo di contenere il rischio mantenendo un rendimento in linea con il mercato per contanti denominato in euro investendo in titoli trasferibili ad alta negoziabilità e bassa volatilità. Per quanto riguarda l’asset allocation, il fondo è collocato integralmente in titoli del mercato monetario, mentre a livello settoriale, le tre fette principali di portafoglio sono investite in floating rate notes (59.23%), titoli del mercato monetario (16.65%) e mortgage backed securities (7.78%).
A livello di performance, l’Euro Money B di Vontobel ha fatto segnare un +7.61% negli ultimi 3 anni, rendimento ancor maggiore se l’orizzonte temporale si sposta a 5 anni (+12.53%), con una volatilità dello 0.62% ed un coefficiente R quadro del 3%. Il ter, ovvero il costo massimo dell’investimento, influisce per lo 0.47%. Obiettivo principale del gestore è la diversificazione del rischio, attraverso l’investimento in obbligazioni e titoli di debito a reddito fisso, con una duration media di massimo 12 mesi. A livello di asset allocation, il portafoglio è collocato al 62.98% in obbligazioni, mentre il restante 37.02% è investito in liquidità. I principali 3 titoli in portafoglio, in termini di pesi, sono rispettivamente i futures sull’euro (19%), seguiti da Bank of Scotland (3.70%) e UBS Ag Jersey (3.60%).
Come si evince dall’analisi dei fondi presi in esame, il comparto dei fondi comuni liquidità fornisce un’ottima possibilità di diversificazione del portafoglio, utile specie in una situazione come quella attuale, dove permane molta incertezza nel mercato dei titoli di rischio. Tali strumenti infatti non hanno risentito della bolla immobiliare del 2008, e sembrano aver reagito bene anche nell’attuale contesto di crisi del debito che imperversa in Europa. L’unico neo è rappresentato dall’impossibilità di offrire rendimenti reali positivi nei periodi in cui l’inflazione supera nettamente il target fissato dalla Banca Centrale Europea (attualmente il target inflation è al 2% e la corsa dei prezzi al consumo nell’eurozona è superiore al 3%).
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