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Asset allocation



I gestori prediligono gli Usa e gli EM

16 Nov 2011

A cura di Rocki Gialanella

I risultati dell’ultima inchiesta condotta da Bank of America Merrill Lynch, dimostrano che i grandi investitori hanno concentrato l’attenzione sui titoli statunitensi e dei mercati emergenti per cercare un sollievo dai problemi che attanagliano l’eurozona

L’ultima inchiesta mensile realizzata da BAnk of America Merrill Lynch su un panel di gestori di ogni parte del pianeta, evidenzia che il pessimismo degli investitori per le sorti future dell’eurozona si è intensificato. E’ raddoppiato il numero dei gestori che credono nell’arrivo di una prossima recessione per il Vecchio Continente. Infatti, il 72% dei gestori europei intervistati crede che l’Europa entrerà in recessione nei prossimi dodici mesi (a ottobre erano solo il 37% degli esperti a pronosticare questo scenario).

Al contrario, i timori per l’arrivo di una recessione globale sembrano aver subito un allentamento, poiché il 31% degli esperti sostiene che l’economia mondiale riuscirà ad evitare la recessione (la quota registrata a ottobre era al 25%). In termini globali, gli investitori hanno incrementato leggermente la propria esposizione al mercato azionario, anche se l’eurozona continua a essere l’area meno popolare per investire in titoli (di rischio e di debito). Nonostante ciò, i gestori che sotto pesano i mercati europei all’interno dei loro portafogli non supera il 30% del totale.

Diversa la percezione che gli esperti hanno del mercato statunitense. La percentuale di money manager che scelgono un sovra peso degli assets a stelle e strisce è cresciuta con forza a novembre, passando dal 6% di ottobre al 20% di novembre. Identica sorte è toccata ai mercati emergenti che, dopo aver chiuso ottobre con preferenze (al 9%) ben al di sotto della loro media, hanno visto schizzare fino al 27% la quota di coloro che li sovra pesano.

I curatori dell’inchiesta hanno sottolineato che i dati di novembre confermano la maggiore fiducia riposta dagli investitori nella crescita dei mercati emergenti e nella tenuta dell’economia statunitense (due aspetti chiave per mantenere il sentiment positivo globale).

Per quanto riguarda il Vecchio Continente, è probabile –sostengono da Bank of America Merrill Lynch- che le preoccupazioni per il futuro dell’area abbiano toccato il fondo (salvo che i problemi dell’Europa non arrivino a contagiare il resto del mondo).

Per altro verso, l’inchiesta, realizzata tra il 4 e il 10 novembre tra 258 money manager che si occupano della gestione di un patrimonio di 412.417 mln di euro), dimostra che la fiducia nei confronti delle potenzialità dell’economia Usa non è illimitata. Il 53% degli interpellati ritiene possibile un calo del rating Usa entro il 2013.




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