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Il mercato della settimana



Fondi Obbligazionari investment grade in Usd

25 Nov 2011

A cura di Simone Mariani

Nonostante la debolezza del dollaro nei confronti dell’euro avvertita nell’ultimo anno e le turbolenze dei mercati (specie nel mese di agosto), il comparto ha tenuto bene, generando interessanti performance da inizio anno

La crisi del debito che ha colpito l’Europa imperversa, e colpisce sempre di più i risparmi degli investitori. Anche l’industria del risparmio gestito, che da sempre riesce a far fronte alle esigenze dei risparmiatori, sta soffrendo di continui deflussi, come dimostrato dall’ultima ricerca di Efama. Dove investire? Quali strumenti utilizzare per diversificare il proprio portafoglio? E’ la domanda che si pongono molti investitori. Il comparto di fondi comuni obbligazionari investment grade, denominati in dollari Usa, può aiutare a trovare una risposta alla seconda domanda.

Tali fondi investono infatti in titoli obbligazionari con un’alta qualità del credito (BBB o superiore) che comportano un moderato livello del rischio insito nell’investimento, garantendo comunque cedole superiori a quelle, ormai molto magre, offerte dai titoli di stato. Nello specifico, ad un anno il fondo che meglio ha performato è stato l’Us Dollar Bond A Acc. di Fidelity, che ha guadagnato l’8,64% (7,51% da inizio anno), sopportando una volatilità dell’1,67%. Mantenendo dei costi contenuti (le commissioni annuali di gestione sono dello 0,75%), il fondo ha generato rendimenti attraenti attraverso l’investimento in titoli di debito Usa, tollerando un rischio medio/basso.

I tre principali titoli in portafoglio sono infatti gli US Treasuries Note (con cedole rispettivamente di 2,25%, 1,5% e 3,125%), che pesano per il 6,96%, 6,92% e 6,29%, mentre il 42,5% del fondo sia investito in strumenti governativi statunitensi. La qualità del credito è elevata, viste le caratteristiche del fondo, ed il 39,1% dei titoli hanno un rating AAA, ovvero il massimo della scala di Standard & Poor’s.

Modificando orizzonte temporale e spostandosi su 3 e 5 anni, è possibile notare come il comparto non abbia risentito della crisi dei mutui subprime, realizzando ottime performance. Il fondo Bond Us Opportunistic Core Plus di Amundi ha fatto registrare un +28,03% in 3 anni ed un +34,42% in 5, sopportando una volatilità del 3,48%. Obiettivo del gestore è generare un ritorno assoluto attraverso l’investimento in obbligazioni di stato o corporate investment grade, mantenendo bassi i costi di gestione (0,80%). La duration del fondo è di 2,15 anni, e dimostra una limitata sensibilità all’andamento dei tassi di interesse. Il 23,55% dei titoli evidenzia una qualità del credito molto elevata (di questi, il 17% ha un rating AAA), ed i principali strumenti in portafoglio sono i Treasuries statunitensi (scadenza 2021, 8,05% del portafoglio), Fannie (3,52%) ed ancora Treasuries a più breve scadenza (2012), che pesano per il 3,02%.

Anche il Renta Fund Us Credit P Cap. di ING si è distinto all’interno del comparto, realizzando in 3 e 5 anni, rispettivamente il 30,56% ed il 21,19%, con una volatilità nei tre anni dell’1,87% e con costi annuali di gestione dello 0,75%. Finalità del fondo è generare rendimenti interessanti attraverso una gestione attiva di un portafoglio investito in strumenti monetari e obbligazionari emessi da società finanziarie statunitensi. La duration è superiore ai 6 anni (ciò implica un rischio maggiore al rialzo dei tassi di interesse), mentre l’80% del portafoglio mostra un rating compreso fra A e BBB (rispettivamente 40,06% e 41,28%). Principali holding sono General Electric (4,13%), Bank of America (2,11%) e Citigroup (1,92%).

Il comparto dei fondi comuni obbligazionari corporate investment grade denominati in dollari Usa, ha fatto registrare importanti performance nell’arco temporale degli ultimi 5 anni. L’analisi specifica dei fondi migliori in termini di risultati, ha mostrato come l’investimento in Treasuries (che nell’ultimo trentennio hanno sovraperformato lo S&P500), unito al mix di titoli obbligazionari corporate, ha garantito un ritorno puntuale per gli investitori. Nell’attuale condizione dei mercati globali, dove prevale l’incertezza, l’investimento in tale comparto sembra essere utile ai risparmiatori con un profilo di rischio medio/basso.

Per il futuro, i principali fattori di rischio sono legati agli scarsi margini di performance imputabili ad ulteriori contrazioni dei tassi di interesse (che hanno pilotato i prezzi verso l’alto negli ultimi anni, ma che oramai sono vicini allo zero) e all’eventuale inversione dell’andamento del costo del denaro negli Usa (fatto per ora molto improbabile vista la debolezza dell’economia). Un fattore favorevole alle performance conseguite da questi fondi potrebbe rivelarsi l’evoluzione del Dollaro nei confronti di una valuta unica europea sempre più alle prese con i problemi del debito sovrano.




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