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Il mercato della settimana



Fondi Azionari salute

02 Dec 2011

A cura di Simone Mariani

L’attuale contesto di volatilità dei mercati sposta l’attenzione degli investitori verso comparti e strumenti utili alla diversificazione del portafoglio

L’investimento in fondi comuni azionari salute sembra essere una buona scelta per i risparmiatori con un orizzonte temporale di lungo termine. Nell’ultimo anno, il comparto ha realizzato una performance media del 14,8%, mentre nel triennio 2008-2011, caratterizzato dalle crisi dei mutui subprime prima e da quella del debito poi, tali prodotti sono riusciti a contenere le perdite rispetto alla media del mercato, mostrando la natura difensiva del settore. Si tratta di un comparto che beneficia delle opportunità offerte dall’andamento demografico e dalla qualità della vita, ma soprattutto della domanda sempre crescente di farmaci nei paesi emergenti, dove il mercato resta potenzialmente enorme, vista la dimensione della popolazione. L’investimento in fondi azionari salute permette inoltre un’ampia diversificazione di portafoglio che consente agli investitori di beneficiare delle peculiarità del settore.

Entrando nello specifico, nell’ultimo anno si è particolarmente distinto il Biotechnology discovery Usd di Franklin Templeton, che ha riportato una performance del 9,03% in un contesto negativo per i mercati azionari, pur sopportando una volatilità annualizzata del 22,73%. Il Ter rappresenta l’1,5% dell’investimento, mentre il coefficiente di correlazione, che indica la dipendenza di un fondo al mercato, è di 0,96. Il gestore si propone un obiettivo di rivalutazione del capitale attraverso l’investimento in titoli farmaceutici e biotech, strumenti che pesano per il 94,32% del portafoglio. Gilead Sciences Inc. (8,92% del fondo), Celgene Corp. (8,27%) e Biogen Inc. (6,81%) sono i tre titoli maggiormente presenti all’interno del portafoglio.

Cambiando orizzonte temporale e spostandosi sui 3 e 5 anni, si sono distinti, in termini di performance, il Generics Hp Cap. di Pictet ed il Global Life Sciences A Acc. di Janus. Il fondo di Pictet ha realizzato il 68,79% in 3 anni, mentre negli ultimi 5 ha guadagnato il 6,16%, con una volatilità annua del 18,40%. Nonostante il grado di rischio elevato, il fondo mostra un coefficiente alpha di 0,68: si tratta quindi di una gestione attiva volta a battere il benchmark di riferimento, attraverso l’investimento in settori quali le commodity farmaceutiche (65,9%) e specialità farmaceutiche (15,4%). Le principali holding in portafoglio sono infatti società farmaceutiche come Hikma Pharmaceuticals (6,6% del fondo) e Aspen Pharmacare (6,4%).

Il Global Life Sciences di Janus ha invece mostrato un rendimento positivo del 38,57% nell’ultimo triennio, mentre nei 5 anni ha realizzato il 2,60%, a fronte di una volatilità annualizzata del 20,02%. In termini di costi, il Ter rappresenta il 2,75%. Il gestore si propone di realizzare una crescita del capitale nel lungo termine, attraverso l’investimento in titoli azionari selezionati per potenzialità di crescita. A livello geografico, il fondo è esposto maggiormente agli Stati Uniti (75,33%), mentre a livello settoriale, i comparti preferiti dal gestore sono il farmaceutico (34,71%) e il biotech (27,31%). Principali società in portafoglio, in termini di pesi, sono Celgene Corp (3,88%), GlaxoSmithKline (3,29%) e Gilead Sciences Inc. (2,96%), che, come si nota dalle percentuali dei titoli, mostrano un’ampia diversificazione del portafoglio.




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