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Hedge fund



Il miraggio degli hedge fund

25 Jan 2012

A cura di Rocki Gialanella

I fondi a gestione alternativa finiscono nuovamente sul banco degli imputati. Un nuovo studio mette in discussione i risultati realizzati nel lungo termine

Dal 1998, gli hedge fund avrebbero offerto un rendimento medio annuo del 2,1%, la metà di quanto un investitore dotato di scarsa propensione al rischio sarebbe riuscito a portare a casa servendosi di un noioso investimento in Treasury bills. Ad affermarlo è Simon Lack, un’analista che ha studiato per molti anni il comportamento dei fondi a gestione alternativa presso JP Morgan, in un testo di recente pubblicazione intitolato ‘The Hedge Fund Mirage: the illusion of Big Money and Why it’s too good to be true’.

Lack sostiene che, nel lungo periodo preso in esame, i gestori di fondi hedge avrebbero utilizzato la loro capacità di esplorare le inefficienze del mercato per arricchirsi, lasciando solo le briciole ai sottoscrittori dei loro fondi. D’altronde, rileva l’autore del libro, un discreto numero dei nuovi milionari statunitensi arriva proprio dal segmento della gestione degli hedge fund.

Studiando l’evoluzione del settore negli ultimi quindici anni, l’analista ha verificato che i money manager tendono a ottenere le performance migliori nei primi mesi o anni di vita dello strumento gestito. Questo comportamento consente di attrarre un numero crescente di investitori e di aumentare considerevolmente l’asset under management. A quel punto, secondo Lack, il gestore tira i remi in barca e le performance realizzate dal fondo cominciano una lunga fase discendente che intrappola la maggior parte dei malcapitati sottoscrittori.

Quello che è vero per i singoli prodotti, sembra trovare una sorta di continuità, anche se si osserva il comportamento dell’intera industria. Tra il 1998 e il 2003, gli hedge fund hanno ottenuto sempre rendimenti positivi, oscillando da un minimo del 5% registrato nel 2002 a un massimo del 27% nel 1999. Secondo Lack, sono state proprio le buone performance ottenute in quel periodo ad attirare gli investitori, in particolare i fondi pensione e le università statunitensi, che hanno indirizzato agli ‘investimenti alternativi una grande quantità di denaro. All’inizio del 2008, i fondi hedge gestivano un patrimonio di 2 trilioni di Usd.

Poi è arrivato il 2008, l’annus horribilis per gli hedge fund, e l’industria ha perso tutto quel che aveva incamerato nei dieci anni precedenti. A loro difesa, i gestori di fondi hedge hanno sostenuto che la metodologia di calcolo utilizzata da Mr Lack è penalizzante, a tal punto che se la si usasse per calcolare la performance dell’indice Standard and Poor’s 500 nel periodo 2001-2010, si noterebbe una sovra performance degli hedge rispetto all’indice.

Tuttavia, i gestori dei private equity fund sono giunti alla stessa conclusione di Lack. L’analista sostiene che le performance calcolate dai principali indici che fotografano l’andamento dell’industria, sarebbero più elevate rispetto a quelle individuate da lui a causa di due fattori: il ‘survivor bias’ (i fondi meno performanti avrebbero smesso di comunicare i propri risultati) e il ‘backfill bias’ (solo le new entry di successo avrebbero comunicato i dati concernenti le performance).

Infine, altri due elementi base della devastante analisi condotta da Lack riguardano sia l’incasso di fees elevate anche in periodi non esaltanti sia la scarsa attinenza degli hedge con gli obiettivi di lungo termine dei fondi pensione. Nel primo caso, Lack ricorda che i sottoscrittori stanno ancora aspettando di recuperare le perdite incamerate nel 2008. Nel frattempo, i gestori hanno incassato 100 mld di commissioni nel triennio 2008-2010.

Nel secondo caso, Lack ricorda che gli exploit dei manager sono spesso legati a eventi e non alla buona gestione di lungo termine. Il caso Paulson –gestore che ha realizzato performance elevate con la crisi delle ipoteche subprime ma che non ha ottenuto risultati insoddisfacenti, sia prima sia dopo tale evento- è preso ad esempio. Pertanto, sostiene l’analista, gli investitori istituzionali dovrebbero rivedere la loro strategia di utilizzo degli hedge fund, a cominciare dai fondi pensione e dalla loro voglia irrefrenabile di abbattere i loro deficit.




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