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Le incertezze politiche pesano sui mercati

23 Apr 2012

A cura di Veronica Furiano

Terminano la seduta di venerdì contrastati gli indici statunitensi: segno più per il Dow Jones e l’S&P 500 che guadagnano rispettivamente lo 0.50% e lo 0.12%, mentre conclude le contrattazioni in calo il Nasdaq che perde lo 0.24%. In assenza di dati macroeconomici di rilievo, l’attenzione è stata rivolta principalmente alle tantissime e importanti trimestrali, che almeno per il momento stanno dipingendo il primo quarto di 2012 con segni di fiducia. Denaro su McDonald's che ha nettamente battuto le stime degli analisti, in particolare per quanto riguarda le vendite; in rialzo anche Microsoft (+4,55%) che ha chiuso il terzo trimestre con un utile per azione di 0,6 dollari, sopra le attese degli analisti che stimavano un valore un più basso (0,58 dollari per azione); e infine Schlumberger, l'azienda petrolifera statunitense, che ha visto i ricavi salire a 10,61 miliardi, al di sopra dei 10,55 miliardi previsti dagli analisti.

Stamattina le Borse del Vecchio Continente aprono le contrattazioni in netta flessione e le vendite continuano a dominare la scena anche nel corso della seduta, tanto è che alle 12.00 il Ftse Mib di Piazza Affari perde ben il 2.38%, in ribasso del 2.75% invece il Dax di Francoforte, così come il Cac di Parigi che è in discesa dell’1.69%, in rosso anche il Ftse 100 di Londra che è in calo dell’1.59%.

A pesare sui listini sono le incertezze politiche di Francia e Olanda. In Francia la prima tornata elettorale ha decretato che a contendersi la presidenza, come ampiamente previsto dai sondaggi, saranno il socialista Hollande, in testa con il 28,61%, e l'uscente Sarkozy, al 27,08%. L'inquilino dell’Eliseo verrà deciso il 6 maggio, quando i francesi torneranno alle urne per il ballottaggio. Anche se la possibile vittoria del socialista Hollande fosse stata prevista, la paura dei mercati riguarda proprio il futuro della governance dell'Europa, che negli ultimi anni è stata guidata dall'asse Merkel-Sarkozy.

In Olanda invece, la coalizione di governo è sull'orlo del collasso, e si avvicina sempre più l’idea delle elezioni anticipate: il partito che sostiene l'esecutivo di minoranza del premier ha infatti negato la propria adesione al piano di riduzione di 14-16 miliardi di euro del bilancio annuale del paese.

Nel weekend il FMI è riuscito ad assicurarsi 430,0 miliardi di euro di fondi aggiuntivi per cercare di far fronte alla crisi europea a patto però di un’azione molto più decisa da parte dei leader europei per attuare le riforme economiche.




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