I fondi flessibili sono solo una piccola fetta del risparmio gestito, infatti, secondo i dati Assogestioni il patrimonio complessivo di questo comparto è di 61.842 milioni di Euro, costituendo così il 14.3% dell’intero patrimonio
La raccolta netta di questa piccola categoria, con 651 fondi, nel mese di aprile ha segnato un calo di 752 milioni di Euro, mentre da inizio anno il calo ammonta a 2.557 milioni.
La caratteristica principale dei fondi flessibili è l’assenza (o quasi) di vincoli alla politica di investimento. Il gestore, infatti, in base alle sue valutazioni può inserire in portafoglio obbligazioni, azioni, o altri strumenti, in proporzioni variabili nel tempo, seppur rispettando le scelte d’investimento stabilite dal regolamento. Di conseguenza, un fondo flessibile, non ha come elemento di confronto della sua performance un indice benchmark di riferimento, - rappresentativo anche del profilo di rischio rendimento del mercato in oggetto. Il potenziale sottoscrittore di questo tipo di prodotti si rimette al 100% alla bravura dei gestori, ovviamente assumendosi così tutti i rischi che ciò comporta.
Entrando nell’analisi della performance, da inizio anno il fondo che ha ottenuto il miglior risultato è Alarico Re di Gesti- re Sgr, che ha guadagnato il 16.23%. Il fondo attualmente è costituito per il 50,57% da Azioni italiane, per il 14.82% da obbligazioni ordinarie italiane e per il 12.13% da obbligazioni ordinarie estere. Per quanto riguarda l’asset allocation geografica, il fondo investe principalmente in area Euro, e in via residuale in Nord America, Unione Europea, Svizzera e paesi dell'Area Pacifico. Per questa categoria di fondi i costi risultano essere un po’ più elevati rispetto alle altre categorie (anche rispetto a quelli azionari), infatti a tal riguardo la commissione di gestione annuale del fondo Alarico è pari all’1.8%, mentre il TER (coefficiente di spesa totale) è del 2.32%.
Proseguendo la nostra analisi sull’orizzonte temporale di 1 anno il fondo che ha performato meglio è il Relative Return Engineered di Credit Suisse con il 17.67% a fronte di una volatilità dell’1.62%. L’obiettivo d’investimento del fondo è il conseguimento di un rendimento corretto per il rischio. Il portafoglio tende a replicare le caratteristiche di un benchmark di riferimento ( lo JPM GBI US Traded TR USD) utilizzando strumenti derivati di tipo standard.Il profilo di rischio/rendimento può essere paragonato a quello dei fondi obbligazionari tradizionali. Il fondo è costituito per l’85,25% da Hedged equities forwards, molto più limitata è invece la percentuale di futures (8.43%). Il valore annuo della commissione di gestione in questo caso incide solo per l’1%, mentre il Ter è dell’1.23%.
A tre anni il fondo che ha ottenuto il miglior risultato è il Pan European High Income di Invesco, con una performance del 66.22% ed una volatilità dell’1.44%. Il fondo investe per ben il 70% in titoli del Continente europeo, intendendo per tali quei titoli di società con sede legale in un paese europeo oppure in altri paesi ma che svolgano le loro attività societarie principalmente in Europa o in società holding che investano principalmente in titoli azionari di società aventi sede legale in un paese europeo. Mentre il restante 30% del comparto può essere investito complessivamente in azioni e titoli di debito di emittenti di tutto il mondo. Il fondo in questo momento è costituito per l’88.7% da obbligazioni globali e per il 4.4%da azioni globali, e si tratta principalmente di High Yield e Investment Grade.
Procedendo infine nell’analisi, a 5 anni il fondo che ottiene il primato è l’ Amundi Volatilite Actions, che ha guadagnato il 60.95% contro una volatilità dell’1.23%. Il fondo è costituito per il 22.1% da azioni dai paesi europei ad esclusione della Gran Bretagna, per il 15,6% da azioni prettamente tedesche e per il 15% da azioni francesi. La commissione di gestione del fondo è dello 0.60%.
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