Nelle crisi finanziarie del passato, il comparto azionario ha accumulato perdite comprese tra il 65% e l’85%. A che punto sono i listini europei?
Per avere un’idea delle possibili risposte del mercato alla crisi si potrebbe immaginare uno scenario più sistematico o caotico, facciamo riferimento alle reazioni che hanno avuto i mercati in simili contesti di rischio default/valutari, includendo casi come la crisi Tequila 1994, la crisi del debito argentino del 2000, la crisi finanziaria asiatica del 1997 e la crisi Russa/LTCM del 1998. La perdita media dei mercati azionari nei periodi peggiori della crisi o prossimi a tale momento è stata di circa il 65%. Per i mercati più colpiti (Messico, Argentina, Thailandia e Russia) i listini sono scesi di circa l'85% (dato in dollari).
Il mercato azionario dell’Europa periferica è già sceso di circa il 50%.
Probabilmente la crisi attuale è più grande e più complessa di quelle sopra accennate, ma vale anche la pena notare che gli investitori hanno avuto un periodo di tempo più lungo per poterla digerire. Dai picchi raggiunti dal mercato portoghese, spagnolo e italiano, le Borse hanno perso nell’insieme circa il 50% (dato in dollari), la Grecia da sola ha perso oltre l'80% registrando un calo simile, per dimensione e durata, a quello dell’ Argentina nel 1999-2002. Detto questo, nella crisi asiatica le perdite erano di gran lunga maggiori di quelle che abbiamo visto finora in Europa; per replicare quei movimenti l'EuroStoxx50 dovrebbe perdere un ulteriore 46% rispetto ai livelli attuali.
Nonostante ciò le valutazioni sono elevate rispetto ad altre crisi
Non c'è tanto conforto quando si guarda alle valutazioni. La Russia ha raggiunto un rapporto di P / E di soli 2,5 x nel 1998, anche se questa è stata un'eccezione, poiché la maggior parte mercati registravano un P / E di 7-8x. L’attuale P / E atteso per l’area l'Europa ex UK è di 9.5 x, quindi relativamente alto rispetto ai casi precedenti.
Intensi recuperi basati su una forte ripresa economica
Infine, negli ultimi casi di crisi finanziaria i mercati azionari sono riusciti nei successivi 12 mesi a rimbalzare in maniera consistente registrando in media un incremento del 100% rispetto ai minimi. Questo accadeva in funzione di una ripresa economica molto forte, cosa che nei prossimi anni sembra meno probabile in Europa.
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