L’etf DAXglobal Bric, emesso da RBS Market Access, può rivelarsi adatto a chi intende investire sulle società emergenti facenti parte dei paesi Bric, ossia Brasile, Russia, India e Cina. I quattro paesi sono stati aggregati dieci anni fa e l’acronimo è stato coniato da Goldman Sachs facendo riferimento alle economie con i più alti tassi di crescita. I paesi che vi appartengono sono i più grandi tra gli emergenti che hanno mostrato un alto tasso di crescita, e quelli sui quali si affidano le speranze per un sostegno all’economia mondiale. Secondo le stime del Fondo monetario internazionale, nel 2012 la Cina crescerà dell’8,2%, l’India del 6,8%, mentre Russia e Brasile, rispettivamente 4 e del 3%.
Lo scopo dell'etf è quello di replicare fedelmente l'andamento dell'indice azionario DAXglobal Bric, composto dalle 40 società a maggiore capitalizzazione e liquidità dei paesi BRIC. Ciascun paese è rappresentato da 10 titoli, i quali devono avere scambi minimi giornalieri di 1 milione di euro. Ogni titolo in portafoglio ha un peso massimo del 10%, mentre ogni paese non può pesare oltre il 35% dell’indice, che viene ribilanciato annualmente il terzo venerdì di settembre. Per replicare l'andamento delle società brasiliane, russe e indiane vengono presi da riferimento gli ADR quotati sui mercati americani o a Londra, mentre le società cinesi presenti nel portafoglio sono del tipo H-shares.
Con 40 società sottostanti, il grado di diversificazione risulta piuttosto contenuto, soprattutto se consideriamo la forte esposizione verso il settore energetico/minerario ed il fatto che i primi 5 componenti costituiscono il 42% del portafoglio. A livello settoriale emerge infatti un peso del 37% per il comparto energetico, 16% del settore minerario, seguito dal settore bancario che rappresenta il 20% dell’indice. Il fondo risulta quindi molto sensibile, rispetto all’andamento dei prezzi delle materie prime. Un forte aumento del prezzo delle commodities, qualora causi una contrazione della domanda, può avere conseguenze reddituali negative per le società che operano in questi business; inoltre il sostenuto apprezzamento delle materie prime può anche causare un rallentamento nel ritmo di crescita delle economie emergenti. I principali rischi dello strumento sono legati all'andamento dell'indice, alla sua volatilità ed al rischio valutario dato dall’esposizione verso le valute dei 4 paesi considerati.
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