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Gold Spot (1/10 ounce) - SPDR

27 Jun 2012

A cura di Francesco Massimino

L’oro, oggi più che mai è considerato il bene rifugio per eccellenza.
Per chi, in un simile periodo di grande incertezza, avesse scelto di far approdare i propri capitali nell’unico porto sicuro, a quanto pare attualmente disponibile, può farlo, per esempio, investendo in ETF.
Con questa tipologia di strumenti, l’investitore riesce ad assumere una posizione rialzista sull’oro senza accollarsi però i rischi legati alla gestione materiale del bene stesso.

Questi fondi rappresentano probabilmente il modo più semplice ed economico per investire direttamente nel mercato dell’oro, innanzitutto per la continua negoziazione e poi perchè per molti investitori la commissione annuale trattenuta dal fondo risulta decisamente inferiore ai costi di acquisto, custodia e assicurazione tipicamente connessi alle modalità tradizionali di investimento in oro.

L’etf analizzato questa settimana, cerca di replicare il più fedelmente possibile il prezzo di 1/10 di oncia del future sull´oro, denominato in dollari. In questo caso, l’obiettivo di investimento del fondo di casa SPDR non è, come solitamente accade, quello di replicare l’andamento di un indice di mercato, bensì consiste nel seguire l’andamento del prezzo di mercato dell’oro ed in particolare del prezzo di 1/10 di oncia (normalmente l’oro viene quotato per oncia). Per far questo all’interno del fondo rappresentativo dell’etf vengono detenuti direttamente e fisicamente dei lingotti d’oro. L’emittente stesso ci informa, vista la particolarità dello strumento, della possibilità che saltuariamente una percentuale minima del patrimonio complessivamente gestito sia investita in cash.

I principali fattori di rischio da tenere in considerazione sono, l’esposizione al dollaro americano e l’impossibilità, a differenza di altre attività finanziarie, di una dinamica di crescita di lungo periodo (negli ultimi 20 anni le quotazioni del metallo prezioso sono state sempre comprese tra i 250 e i 500 dollari per oncia).
Oltre al buon timing d’ingresso bisogna quindi tenere in considerazione l’eventuale hedging valutario, senza dimenticare l’esposizione totale del proprio portafoglio al metallo giallo.
Secondo il parere di diversi professionisti l’investimento in oro va interpretato esclusivamente in un’ottica di diversificazione generale del portafoglio. Sarebbe per questo preferibile investire una parte non elevata del proprio portafoglio (tra il 3% e il 7%), come fosse una sorta d'assicurazione sui mercati finanziari, il cui premio è rappresentato dalla rinuncia ad una piccola porzione del premio al rischio garantito dai mercati azionari e obbligazionari.

Isin: US78463V1070




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