La pianificazione finanziaria degli italiani nell’incertezza economica
06 Aug 2012
Milano, 6 agosto 2012 - Secondo la ricerca pan-europea 2012 di Schroders, gli investitori italiani
risparmiano e investono oltre il 35% del reddito familiare mensile – più del triplo dell’importo
accantonato per il servizio del debito.
L’indagine ha coinvolto 1.341 individui in 12
Paesi europei. Nonostante il clima di incertezza economica diffuso in tutta Europa, la ricerca delinea
un quadro di sostanziale solidità finanziaria per gli investitori affluent, per i quali risparmiare e investire
per il futuro rappresentano delle priorità.
In particolare, è stato chiesto agli intervistati come viene generalmente ripartito il reddito familiare
mensile: l'investitore italiano medio ha risposto che il 54% viene speso, il 35% risparmiato e investito,
e l’11% accantonato per ripagare i debiti. I dati relativi all’Italia appaiono in linea con la media europea
e indicano che, nonostante le difficili sfide economiche che il Paese deve affrontare, gli investitori
italiani affluent tendono a rispettare le loro strategie di pianificazione finanziaria a lungo termine.
Specialmente nei casi in cui una quota sostanziale delle risorse è destinata al risparmio e agli
investimenti, Schroders ha esaminato le motivazioni sottostanti alla pianificazione finanziaria: in un
momento di forte volatilità dei mercati, gli italiani hanno indicato come ragione primaria il desiderio di
costituire un fondo di emergenza per far fronte agli imprevisti (42%), esigenza più sentita della
pianificazione pensionistica (31%). L'Italia figura fra i sei Paesi in cui almeno il 40% degli investitori
considera una priorità mettere da parte un “gruzzolo” per le emergenze.
A differenza di altri Paesi europei, in Italia la gamma di esigenze che motiva la pianificazione
finanziaria è particolarmente ampia. Per esempio, il 23% degli italiani – preceduti solo dagli Spagnoli
(25%) – cita fra le necessità il finanziamento dell’istruzione e degli studi universitari dei figli.
Gli intervistati italiani sono anche i più propensi (13%) in Europa ad accantonare risorse per far fronte
ai costi di assistenza all’infanzia. La pianificazione previdenziale non sembra invece rappresentare un
aspetto prioritario per gli italiani: solo il 12% reputa il pensionamento anticipato una delle ragioni
principali alla base di un piano finanziario, d’accordo con francesi (11%) e austriaci (11%).
In un periodo di elevata volatilità e grandi cambiamenti per il contesto europeo, l’indagine di Schroders
fornisce inoltre un interessante spaccato delle tendenze degli investitori: alla domanda su quali
fossero, guardando al prossimo anno, le aree più promettenti per investimenti orientati alla
crescita, ben il 41% degli italiani - quattro italiani su dieci - ha risposto Asia-Pacifico. Solo gli
spagnoli ripongono in quest'area una fiducia ancora maggiore (43%). Anche l'Europa centroorientale (18%) e il Medio Oriente (16%) sono apprezzati dagli investitori italiani, che peraltro
propendono verso il Medio Oriente più di tutti gli altri intervistati (media europea del 7%).
Un italiano su cinque (22%), rispetto a una media Europea del 30%, crede ancora nel
potenziale del mercato domestico.
Circa un italiano su sette (15%) afferma di non sapere su quale regione scommetterebbe per i
prossimi 12 mesi. Si tratta di una delle percentuali più basse nei 12 Paesi presi in esame, a
fronte di una media europea del 28% di investitori incerti sul da farsi.
Quanto alle scelte d’investimento in termini di prodotti e asset class nell'anno a venire, il 28%
degli investitori italiani indica i mercati azionari della regione Asia-Pacifico (Giappone escluso),
uno su quattro (25%) sceglie le piazze emergenti e il 18% opta per il settore immobiliare.
Poco considerati invece i pezzi da collezione come monete e vino (4%) e gli hedge fund (4%).
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