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Le Sgr europee chiedono all’UE di avanzare verso il mercato unico

23 Nov 2005

La European Fund Asset Management Association (Efama) ha diffuso un comunicato in cui commenta i contenuti del Libro Verde preparato dalla Commissione Europea

L’Efama (European Fund Asset Management Association), l’associazione che raccoglie le società dedite alla gestione dei fondi comuni di investimento nel Vecchio Continente, ha chiesto alla Commissione Europea un’accelerazione delle iniziative necessarie a definire un mercato unico dei prodotti del risparmio gestito. Le società di gestione europee considerano prioritaria la semplificazione sia dei processi di registrazione dei prodotti, sia quella dei processi di fusione transfrontaliera degli strumenti finanziari commercializzati dall’industria.

I responsabili dell’Efama hanno pubblicato i propri commenti al Libro Verde, diffuso recentemente dalla Commissione Europea sui fondi comuni di investimento. Ricordiamo che il Libro Verde si propone di individuare ed analizzare le condizioni necessarie per la formazione di un mercato unico europeo delle istituzioni dedite alla gestione collettiva del risparmio. L’innalzamento del livello di protezione dei sottoscrittori e il miglioramento dell’efficienza dell’industria, sono gli obiettivi che l’UE intende centrare con la creazione del mercato unico.

L’European Fund Asset Management Association condivide l’opinione della Commissione presieduta dal portoghese Josè Manuel Durao Barroso, che ha più volte dichiarato di voler perseguire l’obiettivo attraverso la progettazione di una normativa di settore che tenda ad esaltare i principi esposti nella Direttiva Ucits sul passaporto europeo dei fondi comuni e delle società di gestione del risparmio, e la Direttiva MiFID sulle modalità di commercializzazione dei prodotti finanziari.

‘Esistono due materie di importanza primaria’, segnalano i responsabili dell’Efama in un comunicato. ‘E’ indispensabile semplificare i processi di registrazione e procedere alla trasformazione del prospetto informativo dei fondi in un documento breve, facilmente comprensibile e confrontabile ’, si legge nella nota.

Nella nota diffusa ieri l’Associazione va ben oltre, e sottolinea una serie di obiettivi chiave – che richiederebbero un cambiamento normativo molto più intenso - per ottenere un’industria competitiva. Tra questi figurano le fusioni transfrontaliere di fondi; un quadro normativo di riferimento che assicuri regole comuni nei processi di produzione e distribuzione (in grado di garantire la protezione dell’investitore); una riformulazione del passaporto europeo dei fondi che elimini l’obbligo notificazione al supervisore; la trasformazione della Direttiva Ucits per adattarla al processo Lamfalussy (che punta all’integrazione dei mercati europei) e, nel lungo periodo, la riforma dell’architettura normativa per la gestione degli investimenti. Efama appoggia anche la creazione di un passaporto europeo per le banche depositarie.

Nel documento presentato ieri, l’associazione riporta l’attenzione su alcune materie che non compaiono nel Libro Verde della Commissione, e che considera vitali per lo sviluppo dell’industria. L’Efama sostiene la necessità di dar vita ad un mercato unico dei fondi pensione. Allo stesso modo, invita la Commissione a concentrarsi sui temi fiscali, considerati una delle principali barriere alla creazione del mercato unico.




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