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Analisi Geopolitica



Stati Uniti: gas naturale e crisi energetica

19 May 2006



I prezzi del gas naturale negli Stati Uniti hanno vissuto una forte crescita a partire dal 2000 che è stata costante fino al 2004. Questo lasso di tempo ha visto aumentare i prezzi dei pozzi di gas naturale del 151%, mentre i prezzi del gas naturale industriale hanno subito un aumento del 105%. La situazione risulta, dunque, allarmante soprattutto perché, di fronte alla diminuzione del potere d’acquisto salariale, la classe politica non ha mostrato, fin’ora, un’effettiva capacità di intervento.

Nel febbraio 2006 il dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ha stimato che durante l'inverno 2005-2006 una famiglia media del Midwest che utilizza gas naturale per i suoi riscaldamenti avrebbe ricevuto delle bollette di circa 1.100 dollari statunitensi, con un aumento di circa 250 dollari rispetto all'inverno precedente e di 600 dollari rispetto a quello del 2001-2002. Anche i costi del gas naturale per il settore agricolo ed industriale, dove questo è utilizzato per il riscaldamento dell'acqua e come input per la lavorazione, hanno subito simili aumenti. L’ “American Chemical Council”, che rappresenta uno dei maggiori utenti industriali di gas naturale, ha mostrato preoccupazione per il brusco rialzo dei prezzi del gas naturale, affermando che essi erano già a livelli preoccupanti prima dell'abbattersi degli uragani Rita e Katrina; poi, con questi, sono aumentati del 67%.

I prezzi del gas naturale negli Stati Uniti sono tra i più alti del mondo industrializzato – più di 12 dollari per MMBtu (Million British Thermal Unit), almeno fino allo scorso settembre. Il Foster Report di settembre afferma: “Le fabbriche statunitensi semplicemente non possono competere nel mercato globale quando i prezzi di un input fondamentale come il gas naturale sono talmente alti”. L'impatto dell'aumento dei costi sulle famiglie e sui commercianti è stato devastante. Negli primi sei anni del nuovo millennio (2000-2005) il prezzo dei pozzi di gas naturale si è attestato intorno ai 400 miliardi di dollari, rispetto ai sei anni precedenti (1994-1999). Differentemente dai prodotti petroliferi, dove una parte significativa (circa il 50%) di ogni aumento del prezzo è destinato ai proprietari stranieri della materia prima, la grande maggioranza (circa l'85%) della crescita del prezzo di gas naturale va alle compagnie domestiche.

Nell’Annual Energy Outlook 2005 (AEO2005), l'EIA (Energy Information Administration) ha previsto che per il 2010 i prezzi dei pozzi di gas naturale declineranno dagli alti livelli attuali a 3,64 dollari per migliaia di piedi cubici (mcf), ma senza ritornare ai bassi livelli degli anni Novanta. La prospettiva secondo cui i prezzi del gas naturale diminuiranno è basata sulla valutazione dell'EIA di tre fattori principali. Il primo è che le importazioni di gas naturale liquefatto (LNG) dovrebbero aumentare drammaticamente. Il secondo, che la disponibilità di gas non convenzionale e offshore dovrebbe ugualmente subire un rialzo. Infine, che il costo medio delle importazioni di petrolio verso le raffinerie statunitensi dovrebbe scendere a 25 dollari al barile entro il 2010 (prezzi del 2003) e che il movimento nei prezzi del gas naturale, nel lungo periodo, seguirà l'andamento del prezzo del greggio. Quest'ultimo dovrebbe diminuire in termini reali dai suoi livelli correnti entro il 2010.

L'aumento del consumo di gas ha richiesto, inoltre, significativi investimenti in nuove condutture e in altre infrastrutture per il gas naturale. Nel 2006 dovrebbero essere messi in opera nuovi terminali LNG (Liquefied Natural Gas), la cui rete delle importazioni dovrebbe aumentare fino a 6,4 trilioni di piedi cubici entro il 2025. Le importazioni nette di gas naturale dal Canada si prevede debbano diminuire dai 3 trilioni di piedi cubici del 2005 a 2,5 del 2009.

Dietro i prezzi: un’interpretazione delle dinamiche di base

Il gas naturale è utilizzato negli USA soprattutto nei settori industriale (38%), dell'energia elettrica (24%), residenziale (22%) e commerciale (13%). La maggior parte di questo gas naturale deriva dalla produzione domestica, la quale, unita alle importazioni provenienti soprattutto dal Canada, è in genere sufficiente per soddisfare i bisogni dei consumatori durante l'estate, il che permette di creare delle riserve per le stagioni fredde. Esso è generalmente consegnato ai consumatori residenziali attraverso un complessa rete di tubi di proprietà delle compagnie locali di distribuzione (LDCs).

Il prezzo del gas naturale consiste di due parti principali: costi di distribuzione e di trasmissione, per spostare il gas attraverso i tubi dal luogo dove è prodotto fino alla compagnie locali che, a loro volta, lo distribuiscono ai consumatori; e il prezzo del prodotto in sé stesso. Ci sono, inoltre, una serie di fattori alla base dell'andamento dei prezzi, che esercitano una pressione verso l'alto o verso il basso e che sono corresponsabili dell'attuale situazione:

- una produzione debole. La produzione è, infatti, diminuita dello 0,6% nel 2004, posizionandosi al di sotto dei livelli del 2002, e raggiungendo una delle cifre più basse sin dal 1999. Nel 2005 la produzione si è dimostrata inferiore a quella del 2004;

- aumento delle importazioni nette del 3% nel 2004;

- alta domanda. La domanda di gas naturale è rimasta forte nel 2005, grazie alla buona performance dell'economia. Inoltre, le alte e inusuali temperature che hanno caratterizzato tutto il Paese la scorsa estate hanno fatto sì che ci fosse un maggiore bisogno degli impianti di raffreddamento nelle case tramite l'uso di generatori di corrente elettrica, portando così la domanda di gas naturale ad aumentare;

- alti prezzi del petrolio. Alcuni grossi consumatori (in primo luogo quelli industriali) possono optare la scelta tra gas naturale ed altri combustibili, come i prodotti petroliferi, a seconda dei rispettivi prezzi. Come risultato di questa interrelazione tra i mercati del combustibile, quando il prezzo del petrolio sale, la pressione competitiva per mantenere basso il prezzo del gas diminuisce, e la variazione nella richiesta di gas naturale porta i prezzi verso l'alto;

- attività degli uragani. In agosto e settembre 2005 gli uragani Katrina e Rita hanno causato ingenti danni al Paese portando, tra le varie conseguenze, i prezzi del gas naturale a livelli da record.

Tra i fattori che hanno contribuito ai continui aumenti dei prezzi del gas bisogna includere, inoltre, i livelli al di sotto della media a cui si sono attestate le possibilità di impiego delle risorse idroelettriche del Pacifico nord occidentale, e le recenti difficoltà a curare i carichi di carbone diretti ai generatori di corrente elettrica.
Una attenta analisi della situazione statunitense dal punto di vista energetico – ed in particolare del gas naturale – è stata recentemente effettuata dal NAAG (National Association of Attorneys General), la quale afferma che i prezzi futuri si stanzieranno quasi sicuramente molto al di sotto il costo di produzione e potrebbero richiedere ai consumatori centinaia di miliardi di dollari di più. “L'aumento dei prezzi è un problema sia regionale sia nazionale, ma questo è insufficientemente spiegato con la sola motivazione della crescita della domanda in seguito alla diminuzione dei rifornimenti. Come Procuratori Generali, ci siamo impegnati a proteggere i consumatori”. Il NAAG ha così iniziato a prestare maggiore attenzione ai prezzi del gas naturale e del petrolio e ai costi per i consumatori arrivati alle stelle, giungendo alla conclusione che un fattore significativo che ha alimentato questo fenomeno è stato un enorme afflusso di moneta nei mercati finanziari non stabilizzati, che ha rinforzato la spirale crescente dei prezzi con l'aumento della volatilità e del rischio creando incertezza, soprattutto in seguito alla mancanza di trasparenza in questi mercati speculativi. La NAAG – in rappresentanza dei 27 milioni di consumatori che stanno attualmente pagando prezzi da record per il gas naturale – ha perciò chiesto al governo federale di intraprendere delle azioni che diano una giurisdizione di base al commercio finanziario non regolato. “C'è bisogno di un coerente cambiamento nelle politiche federali per rendere il mercato più trasparente ed efficiente”.

Le proposte riguardano, in particolare:
Maggiore sorveglianza dei mercati dei titoli non quotati in borsa, richiedendo la registrazione dei commercianti e la segnalazione dei commerci. Inserimento di vincoli rigorosi e generali sul comportamento di ogni unità contabile; Inoltre, nei periodi di “cooling off” le aziende sono obbligate a stipulare contratti, di prospettiva temporale a breve o lungo termine, che prevedono restrizioni sulla fluttuazione dei prezzi del gas naturale sul mercato. Creazione, in ogni stato federale, di un'équipe che esamini le problematiche e le questioni critiche relative all'offerta del gas naturale e il ruolo effettivamente svolto dalle maggiori compagnie petrolifere (dominanti nei mercati fisici e finanziari).

Conclusioni

Il malcontento nei confronti dell'Amministrazione Bush all'interno del Paese è abbastanza evidente, soprattutto perché sono in molti a ritenere che il Governo non abbia affrontato la crisi energetica in modo efficace costruendo, ad esempio, un sistema meno vulnerabile agli impatti di eventi non controllabili (come i recenti uragani); oppure attuando delle politiche nei mercati fisico (pozzi e condutture) e dei prodotti finanziari, miranti a scoraggiare la crescita dei prezzi.
Intanto, sono però stati resi disponibili programmi federali e statali di assistenza energetica per i consumatori di gas naturale. Ad esempio, il LIHEAP (Low Income Home Energy Assistance Program) è un programma federale che distribuisce fondi ai vari Stati per aiutare le famiglie a basso reddito nel pagamento delle proprie bollette.
I consumatori, dal canto loro, possono agire, da un lato, riducendo l’installazione dei termostati, dall’altro partecipando attivamente ai piani annuali di bilancio delle compagnie locali di gas naturale, in modo da diminuire l’impatto dell’aumento dei prezzi. Possono inoltre richiedere delle ispezioni energetiche domestiche per identificare i vari modi di risparmio energetico.




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