Hedge fund |
Hedge fund, il Senato Usa non molla |
| L’opacità degli hedge fund è tale da rendere complicato ogni progetto normativo che punti a regolarne l’operatività
Due settimane fa, A. Raymond Randolph, un giudice della Corte d’appello degli Stati Uniti, ha rispedito al mittente il provvedimento normativo ideato dalla Securities and Exchange Commission ( l’organo che si occupa della regolamentazione dei mercati finanziari Usa), che imponeva l’obbligo della registrazione agli hedge fund. Il giudice Randolph ha evidenziato che il termine ‘hedge fund’ non appare nella normativa del mercato statunitense, e che inoltre non è individuabile una definizione unanime su quel che realmente sia un hedge fund. Tuttavia, lo scopo della Sec appariva nobile: aumentare il livello di protezione degli investitori. Le definizioni sugli hedge fund sono state molteplici nel corso della storia finanziaria dell’ultimo secolo. Per hedge fund si intende un tipo di società non registrata o registrata in paradisi fiscali ( fatto che indica un basso livello di trasparenza e regolamentazione), che si propone di gestire ingenti patrimoni con l’adozione di modalità operative caratterizzate dai seguenti elementi: rendimenti assoluti, commissioni legate alla performance del portafoglio, ricorso all’indebitamento per massimizzare i ritorni ottenibili dagli investimenti, copertura del portafoglio con la sottoscrizione di derivati, etc. In realtà, una definizione unanime di hedge fund non esiste perché non è possibile individuare un pacchetto di norme comune a tutti gli hedge fund. Negli Usa, queste società sono interessate da una normativa molto blanda, lontana dall’obbligo di registrazione voluto dalla Sec. In Europa stanno cominciando ad essere elaborate legislazioni nazionali, ma non c’è un pacchetto di norme comuni a livello europeo. E non essendoci una normativa comune, non c’è nemmeno una definizione comune. Pochi giorni dopo la bocciatura della proposta formulata dalla Sec, un Comitato del Senato degli Stati Uniti ha reso pubblico un documento che contiene le testimonianze raccolte attraverso la registrazione delle dichiarazioni rilasciate dai responsabili del settore. I componenti del Comitato credono che il contenuto delle testimonianze non lasci adito a dubbi: è necessario rafforzare la vigilanza e la regolamentazione degli hedge fund. Il Comitato giuridico del Senato si è chiesto se la legge federale è capace di tutelare adeguatamente i mercati dei capitali e i suoi partecipanti dal rischio di manipolazione e frode esercitatile dagli hedge fund. La risposta al quesito è stata nettamente negativa. I senatori, guidati dal repubblicano Arlen Specter, sostengono che le dimensioni e il potere dell’industria degli hedge fund richiedono l’adozione di una normativa più restrittiva. Il Comitato vorrebbe che si ampliasse l’ambito di applicazione della legge Sarbanes- Oxley anche a questa tipologia di fondi. A queste conclusioni si è giunti dopo aver ascoltato dichiarazioni rilasciate anche da operatori delle società. Un ex impiegato della Gradient Analytic ha dichiarato che la società di analisi indipendente in cui lavorava, manipolava raccomandazioni sui titoli per beneficiare delle strategie adottate da alcuni fondi speculativi. Secondo Richard Blumenthal, procuratore generale del Connecticut, la bocciatura della proposta ideata dalla Sec rappresenta ‘un buco nero legislativo’. Blumenthal, un personaggio guidato da una grinta simile a quella del suo omologo di New York (Eliot Spitzer), assicura che saranno gli Stati a provvedere nel caso in cui Washington non si decidesse a legiferare. Il democratico Barney Frank ha dichiarato che è necessario continuare la lotta contro la potente lobby che controlla i fondi a gestione alternativa, partendo dalla richiesta d’intervento del Tribunale Supremo per correggere il rifiuto espresso nei confronti della norma voluta dalla Sec. |