Il mercato della settimana |
Bilancio di metà anno |
| Il dietrofront non ha spodestato i fondi ad alto rischio dalle prime posizioni. Ma ora i giochi si fanno pericolosi
La boa di metà anno è stata da poco superata, ed oggi è un buon momento per guardarsi alle spalle e rivedere le dinamiche seguite dagli strumenti del risparmio gestito, per individuare i vincitori e i perdenti del primo semestre. Parafrasando Jeff Tjornehoj, esperto nordamericano in tema di fondi comuni di investimento, potremmo affermare che il semestre non è stato un periodo malvagio, ma neanche tanto buono come avremmo potuto sostenere fino a sette settimane addietro In realtà, c’è una storia dal 1° gennaio fino al 10 maggio e un’altra a partire da quest’ultima data, il cui momento peggiore è stato lo scorso 13 giugno. Uno dei comportamenti più evidenti è la netta inversione di tendenza registrata dai fondi che hanno guadagnato di più nel corso della lunga fase rialzista. Questo trend non dovrebbe sorprendere gli investitori, visto che le avvisaglie di un dietrofront si erano già fatte sentire lo scorso ottobre. Il calibro della correzione non è stato eccessivo per i mercati azionari maturi come quelli europei o nordamericani, ma le cadute sono state molto severe in alcuni casi specifici. Tra il 10 aprile e il 13 giugno, le perdite più sensibili hanno coinvolto il listino indiano e il settore dei metalli preziosi ( con ridimensionamenti vicini al 30%), gli emerging markets europei e latino- americani ( crollati del 25%), i principali indici della Borsa di Tokio e il comparto natural resources (in media – 17%), e il comparto delle società a piccola capitalizzazione (small caps). Se ci si sofferma sui dati del del primo semestre del 2006, si nota che i forti guadagni realizzati nella prima parte dell’anno hanno permesso ai fondi investiti nelle categorie più penalizzate di continuare ad occupare le prime posizioni della classifica generale dei rendimenti. I vincitori del primo semestre sono i fondi della categoria oro e metalli preziosi con una performance year to date media del 17,68%. Il miglior fondo di questo comparto è stato lo Share Gold Cap della società di gestione francese Sociètè Gènèrale con un guadagno da inizio anno del 26,6%. Al secondo posto troviamo una categoria di prodotti dal profilo di rischio molto elevato che non era riuscita a stare al passo dei fondi azionari paesi Emergenti durante il biennio di forte crescita sperimentato da questi ultimi: si tratta dei fondi specializzati sul mercato azionario cinese. Al terzo posto troviamo gli strumenti specializzati sui listini azionari russo e indonesiano. Sul fronte dei perdenti spuntano i fondi azionari giapponesi, vittime delle prese di profitto scatenatesi dopo l’eccellente andamento del 2005, seguiti dai fondi denominati in dollari Usa in generale (influenzati negativamente dal deprezzamento della divisa statunitense), dai fondi azionari tecnologici e dai fondi obbligazionari area euro a medio- lungo termine ( anche se per quest’ultima categoria va precisato che – trattandosi di fondi investiti in titoli di debito - si tratta di perdite comprese tra l’1% e il 2%). La tendenza al rialzo del costo del denaro non rappresenta uno scenario favorevole al recupero di quest’ultima categoria). Fatta eccezione per le cadute del bimestre giugno- luglio, il binomio elevati rischi/elevate performance sembra aver trovato terreno fertile nell’ultimo biennio. Tuttavia, vale la pena sottolineare che la correlazione tra le due variabili ha pilotato le quotazioni di alcuni strumenti finanziari verso livelli difficilmente sostenibili nel breve termine. Le raccomandazioni dei gestori per il secondo semestre partono dalla seguente considerazione: potremmo trovarci vicini alla fine di un ciclo rialzista. Partendo da tale considerazione, è opportuno non sottovalutare l’opportunità di materializzare larga parte delle plusvalenze realizzate dalla parte di patrimonio investita in prodotti con profilo di rischio elevato, ricollocando la liquidità così ottenuta in strumenti con un profilo di rischio basso e, soprattutto, approfittandone per incrementare il livello di diversificazione del proprio portafoglio. |