Asset allocation |
L’opzione monetaria |
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Analizziamo le opzioni a disposizione degli investitori in fondi che preferiscono puntare su strumenti a basso rischio
Alcuni mesi addietro - sulla scia dell’inversione della politica monetaria adottata dalla Banca Centrale Europea- abbiamo richiamato l’attenzione sulla crescente appetibilità che stavano acquisendo i fondi liquidità area euro per gli investitori poco propensi al rischio. Ora che la BCE ha nuovamente ritoccato all’insù il costo del denaro per posizionarlo al 3,75%, ci sembra interessante effettuare una ricognizione della situazione. Una nuova analisi appare ancor più giustificata se teniamo in considerazione che il mercato non solo aveva già ampiamente scontato l’ultimo rialzo dei tassi , ma che il comunicato rilasciato dal governatore Trichet lascia spazio ad almeno un altro rialzo nella seconda parte dell’anno. Inoltre, gli incrementi del costo del denaro non si limitano ad influenzare l’andamento dei fondi monetari classici, ma si estendono ad altri competitors diretti come i fondi monetari dinamici e gli obbligazionari a breve termine. Per tale ragione è opportuno ripassare velocemente l’andamento seguito da questi strumenti,e cercare di capire quale trend potrebbero seguire nel medio termine. In primo luogo concentreremo l’attenzione sui fondi monetari classici o fondi liquidità area euro (secondo la categoria individuata da Assogestioni). Questa categoria di strumenti assume un peso molto diverso nei singoli paesi dell’Unione Europea: si passa da un 8% in Spagna ad un 50% in Francia (mercato in cui vengono ampiamente utilizzati dagli investitori istituzionali). A livello europeo, il loro peso si attesta al 20% dell’asset totale. Uno degli errori più comuni commessi dagli investitori consiste nel guardare solo alle performance passate, e questo è vero in special modo per i fondi monetari che hanno una correlazione diretta con l’andamento del costo del denaro. I livelli storicamente bassi dei tassi di interesse visti nel 2005, hanno contribuito a giustificare rendimenti medi dell’1,5% (insufficienti a recuperare l’incedere dell’inflazione). La situazione attuale è molto differente. A febbraio la performance media offerta dai fondi liquidità area euro è stata dello 0,22% (che in termini annui si traduce in un +2,64%). Non c’è dubbio che il rialzo dei tassi della scorsa settimana, sommato ad un altro probabile ritocco che porti i tassi al 4%, si tradurrebbe in un aumento della performance media offerta da questa categoria di fondi fino al 3%. In tale contesto, i fondi liquidità saranno certamente in grado di tutelare il capitale degli investitori meno avvezzi al rischio dai morsi dell’inflazione. Nella maggior parte dei casi, la selezione di un fondo liquidità è operazione molto semplice: si opta per i fondi che presentano le commissioni di gestione più basse in virtù di una correlazione inversa tra il rendimento e il livello delle commissioni. Tuttavia, anche l’investitore con una scarsa avversione al rischio potrebbe considerare poco soddisfacente una performance annua del 3%. I monetari dinamici potrebbero rappresentare una valida alternativa ai fondi di liquidità, a patto che si abbia la consapevolezza del maggior rischio insito in questi strumenti. A tal proposito, basti pensare che la volatilità sperimentata dai mercati a febbraio ne ha condizionato la performance mensile fino a comprimerla allo 0,05%. I monetari dinamici hanno sofferto l’impennata della volatilità che si è abbattuta sui listini nel maggio 2006, chiudendo l’annata con un rendimento medio del 2,35% (praticamente lo stesso dei fondi liquidità). Infine gli obbligazionari breve termine: rappresentano una terza opzione per gli investitori con scarsa propensione al rischio, ma in questo caso il rialzo dei tassi non ha effetti benefici di breve termine sulle performance.
Primi 5 Fondi Liquidità Area Euro di diritto italiano ordinati secondo le performance annualizzate a cinque anni |