Asset allocation |
Le scelte del team di asset allocation di Axa Investment Managers |
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| Restiamo ottimisti e trarremo vantaggio dai ribassi del mercato per rafforzare di nuovo la posizione sull'azionario. Rimaniamo sottoponderati invece sulle
obbligazioni
Bilancio e previsioni Prevediamo che l’attività economica globale resti solida nei prossimi mesi, nonostante la persistenza di alcuni fattori di pressione (prezzi delle materie prime, tensioni geo-politiche, mercato azionario cinese, mercato immobiliare residenziale negli USA) che continueremo a monitorare con attenzione. Infatti, i dati economici di Eurolandia continuano a migliorare, mentre l’attività economica americana sembra riprendersi bene rispetto al minimo toccato nel primo trimestre di quest’anno, sostenuta dalla ripresa delle spese in conto capitale e dalla resistenza dei consumi. L’attività economica cinese continua ad espandersi considerevolmente. A maggio, i mercati azionari hanno registrato un mese molto positivo, sostenuti dai buoni dati macro e microeconomici: parecchi mercati hanno chiuso il mese ai livelli più alti degli ultimi 5 anni (S&P 500, DAX). La prima settimana di giugno invece ci presenta una situazione completamente diversa: le azioni hanno subito una drastica correzione, mentre i rendimenti obbligazionari hanno rimbalzato. I mercati obbligazionari che avevano iniziato vendite massicce a maggio, hanno accelerato i ribassi agli inizi di giugno: il rendimento a 10 anni USA ha superato il 5%, mentre il Bund ha raggiunto il 4,60%. Non è possibile escludere il rischio di tassi a breve più alti, in un contesto di crescita vigorosa, e il manifestarsi di alcune pressioni inflazionistiche: uno scenario che ha seriamente turbato i mercati obbligazionari. La BCE ha rialzato i tassi al 4% e lasciato intendere la possibilità di un ulteriore aumento. Inoltre, i mercati sono passati da una previsione di tagli da parte della Federal Reserve ad un probabile rialzo. E’ anche previsto un altro rialzo da parte della Banca d’Inghilterra. Alla fine di maggio, dato il drastico movimento rialzista delle azioni, ne abbiamo ridotto l’esposizione riportandola al 54%. Il generale rialzo dei tassi d’interesse rende la valorizzazione delle azioni relativamente meno interessante. Restiamo comunque ottimisti e trarremo vantaggio dai ribassi del mercato per rafforzare di nuovo la posizione su questa classe di attivi. Restiamo per contro sottoponderati sulle obbligazioni ma il forte degrado dei mercati obbligazionari ci incita anche a ritornare su una maggiore neutralità.
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