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Le nuove sfide dei Fondi di fondi

17/02/2017

La selezione efficiente dei prodotti da inserire in portafoglio è una variabile chiave per ottenere performance soddisfacenti e compensare i maggiori costi insiti nella struttura di questi veicoli d’investimento.

 

I fondi comuni di investimento che investono in altri fondi sono un prodotto finanziario presente ormai da molti anni nei mercati più sviluppati. Nella fase iniziale la crescita di questi strumenti è stata rapida (trainata dall’effetto novità), ma negli ultimi anni ha sperimentato un sensibile rallentamento. I fondi di fondi hanno subito attacchi plurimi, che hanno più volte messo in discussione la validità dello strumento.

La critica principale è incentrata sui costi. Il fondo comune di investimento incassa normalmente una commissione di gestione propria, ma nel caso dei fondi di fondi bisogna tener conto anche delle commissioni di gestione domandate dai fondi di investimento ospitati in portafoglio. Questo doppio strato di costi erode inesorabilmente la performance realizzata dal fondo di fondi.

Le critiche sono fondate perché i costi hanno un’influenza decisiva sul rendimento degli strumenti finanziari. In questo caso, il costo reale sostenuto dal sottoscrittore dipenderà dalla percentuale richiesta dal gestore del fondo di fondi e da quelle domandate dai gestori dei singoli fondi inclusi nel portafoglio. Per quel che concerne la prima variabile, si è messa in moto un tendenza favorevole alla riduzione dei costi, al miglioramento della gestione e all’instaurazione di legami diretti tra i risultati conseguiti e il livello delle commissioni.

Per la seconda tipologia di costi, appare sensato ipotizzare che le scelte dei gestori di fondi di fondi si indirizzino verso gli strumenti e le categorie che presentano minori costi. I cambiamenti non dovrebbero fermarsi a questo livello, ma estendersi anche alle modalità che regolano il fenomeno della retrocessione delle commissioni. Infatti, la pratica abituale consiste nel non trasformare gli sconti sulle commissioni in risparmi per il fondo di fondi (e di conseguenza in benefici per i sottoscrittori delle quote).

Inoltre, non bisogna sottovalutare i potenziali conflitti di interesse generati da questo comportamento: il gestore del fondo di fondi potrebbe subire il condizionamento derivante dal maggiore sconto offerto da alcune case di investimento.

La seconda critica fa riferimento alla scarsa capacità dei fondi di fondi di battere i propri indici di riferimento (benchmark) nel medio-lungo termine. Questo è un tema da sempre dibattuto nel mondo degli strumenti finanziari e che pone in dubbio la bontà della gestione attiva. 

Tuttavia, esistono fondi di fondi che ci riescono: in alcuni casi  perché i money manager  scelgono in maniera efficiente i prodotti ai quali affidare il patrimonio; in altri casi perché le particolari condizioni del mercato finiscono col premiare determinate scelte a scapito di altre.

 

Restando nell’ambito dei fondi di fondi che sono riusciti a centrare i migliori risultati, ci sembra importante sottolineare che questi ultimi riescono a fare meglio dei benchmark e a posizionarsi nei primi posti delle classifiche delle performance nei segmenti di appartenenza (azionari, obbligazionari, monetari) solo nel medio-lungo termine (dai 5 ai 10 anni).

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: fondi, gestori, commissioni, performance
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