Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

La Sec frena sui Bitcoin

12/04/2017

L’organismo che veglia sul buon funzionamento del mercato finanziario statunitense ha bocciato la richiesta di commercializzazione del primo Exchange traded fund focalizzato sulla divisa digitale

Un paio di settimane fa, la cripto-moneta che simboleggia l’internet del valore, si è trovata dinanzi ad un evento molto importante per il suo futuro. La Sec (Securities and Exchange Commission), l’organismo chiamato a vigilare sul buon funzionamento del mercato dei capitali negli Usa, è stata chiamata a pronunciarsi sul lancio del primo Etf legato all’evoluzione del bitcoin. Per una divisa digitale, il cui funzionamento non è facile da capire, poter fare affidamento su uno strumento regolamentato contribuisce a dare un livello di sicurezza fondamentale a garantire la crescita della sua popolarità.

Dato l’interesse crescente dimostrato dagli investitori per gli Exchange traded funds, il lancio di un fondo a gestione passiva focalizzato sul bitcoin avrebbe svolto un ruolo di catalizzatore primario per potenziali nuovi investitori (sia quelli interessati alle potenzialità delle performance conseguibili nel breve termine, sia quelli attratti dalla possibilità di aumentare il livello di diversificazione dei propri portafogli, magari mediante l’acquisto di un asset la cui quotazione non si muove nella stessa direzione seguita dai bond e dalle azioni.

La bocciatura subita dalla Security and Exchange Commission, lo stop a uno strumento finanziario quotato legato al bitcoin proposto dai fratelli Winklevoss, rischia di pesare molto sul prossimo futuro della moneta digitale, ben al di là del crollo improvviso che ha provocato nel suo valore. L'ingresso del bitcoin su un mercato regolamentato poteva infatti rappresentare un passo decisivo nell'adozione di massa della valuta. Che così rischia invece di rimanere confinata ancora per molto tempo in una nicchia, un mercato molto poco liquido e quindi anche molto volatile.

Alcune ore prima della comunicazione emessa dalla Sec, i future che puntavano sull’approvazione dell’Etf indicavano una probabilità di successo del 60% per il lancio del nuovo Etf. L’organismo di controllo dei mercati Usa ha espresso un parere negativo e la quotazione del Bitcoin è scesa del 18% in una sola giornata. Nei giorni successivi alla bocciatura della Sec, la quotazione ha recuperato il terreno perso. Nonostante questo passo falso, sono in molti a ritenere che si tratti solo di una questione di tempo e che la Sec potrebbe dare il lasciapassare già nel prossimo autunno.

L’utilizzo della moneta digitale

Il problema dell’utilizzo dei bitcoin come mezzo di pagamento sta nel trovare controparti che accettino questa moneta, cosa ancora piuttosto difficile. In generale le transazioni tramite bitcoin offrono i seguenti vantaggi: libertà di pagamento (è possibile trasferire bitcoin in ogni momento da ogni parte del mondo, senza limitazioni, burocrazie o controlli esterni; commissioni di pagamento personalizzabili): non ci sono commissioni per la ricezione di bitcoin, mentre per il pagamento è possibile scegliere quale commissione applicarsi sulla base della velocità di conferma di pagamento che si vuole ottenere; meno rischi per i commercianti: le transazioni effettuate tramite bitcoin non contengono informazioni personali, permettendo così un commercio più aperto nei confronti di altri mercati e riducendo i pericoli di frode o di furto dell’identità; trasparenza: ogni transazione è disponibile e consultabile nella rete Bitcoin, protetta e sicura, così da lasciare traccia di ogni transazione avvenuta, senza le informazioni personali dei soggetti coinvolti. 

La sicurezza è uno degli elementi principali dei Bitcoin ma questo non vuol dire che gli wallet (i portafogli virtuali) dei bitcoin non possono essere hackerati. Se questo dovesse accadere non esiste alcun tipo di assicurazione o garanzia.

A cura di: Rocki Gialanella
Parole chiave: digitale, etf, sec, criptomoneta
Come valuti questa notizia?
La Sec frena sui Bitcoin Valutazione: 5/5
(basata su 1 voti)
« Notizia precedente
Difficoltà sudafricane
Notizia successiva »
Infrastrutture, riparte la corsa
ARTICOLI CORRELATI
Ascesa tormentata per la criptomoneta pubblicato il 19 aprile 2017