Questo sito utilizza cookie, anche di terze parti. Per conoscere la nostra policy o negare il consenso al loro utilizzo clicca qui. Continuando la navigazione o chiudendo il banner ne autorizzi l'uso.
Scopri gratuitamente il nostro servizio

COMPILA IL MODULO PER ESSERE RICHIAMATO

Se sei interessato al nostro servizio lasciaci i tuoi dati. Un nostro operatore ti contatterà per fornirti gratuitamente e senza impegno tutte le informazioni relative a FondiOnline.it

DATI DI CONTATTO

* Nota: i campi indicati con l'asterisco sono obbligatori

L'argento brilla grazie alle energie rinnovabili

13/04/2017

 solareLe peculiari proprietà conduttive e riflettenti dell'argento lo rendono un componente chiave nella produzione di pannelli fotovoltaici per generare energia dalla luce del sole. L'andamento del settore dell'energia solare è quindi uno dei fattori con il maggiore impatto sulla domanda di questo metallo per uso industriale, come evidenziato in un recente report di Etf Securities.

Secondo le stime di GTM Research la potenza annuale installata a livello globale per il settore del fotovoltaico aumenterà in maniera costante fino a raggiungere i 112 gigawatt nel 2021, con una crescita cumulativa della produzione di energia che nel quinquennio 2016/2021 si attesterà a 506 gigawatt. Dato che per la produzione di ogni singolo pannello fotovoltaico vengono utilizzate circa 2/3 once di argento, lo sviluppo dell'industria sarà un fattore propulsivo per la domanda del metallo prezioso.

CRU Consulting in un recente studio prevede infatti per i prossimi cinque anni un forte aumento della domanda di argento per il fotovoltaico, che dovrebbe aggirarsi intorno a una media di 114 milioni di once. Il picco è previsto nel 2018 con un consumo di 148 milioni di once, il doppio rispetto al 2015.

Dopo l'elezione di Trump molti analisti hanno iniziato a interrogarsi sul futuro dell'energia solare negli Stati Uniti e sul conseguente impatto sulla domanda di argento, visto che nel programma energetico della nuova amministrazione, l'America First Energy Plan, le energie rinnovabili non sono nemmeno menzionate.

Nel 2016 la potenza installata del settore fotovoltaico negli Usa è cresciuta del 95% e ha toccato la cifra record di 14.626 megawatt, mentre il costo medio dei pannelli ha continuato a scendere, passando da 0,56 a 0,35 Usd/watt. Questo, insieme ai progressi nella tecnologia e allo sviluppo di batterie più efficienti, ha contribuito ad aumentare la redditività degli impianti.

L'installazione di nuovi impianti per la produzione di energia elettrica negli Stati Uniti si è concentrata lo scorso anno sullo sfruttamento di tre risorse principali: il sole, il gas naturale e il vento. Secondo i dati rilasciati dall'US Energy Information Administration, il costo livellato dell'energia (LCOE) nel solare ha visto una diminuzione del 40%, passando da 130 Usd/megawatt nel 2014 a 74 Usd/megawatt nel 2016, recuperando molto terreno rispetto ai suoi principali concorrenti: carbone (95 Usd/megawatt), gas naturale (56 Usd/megawatt) e vento (59 Usd/megawatt). Tuttavia, il principale fattore di competitività per l'energia solare è il sistema di incentivi stabilito dall'Investment Tax Credit (ITC): se si tiene conto anche di questo il costo totale dell'energia fotovoltaica si riduce a 58 Usd/megawatt, in linea con le altre fonti di energia.

Parte del record di installazioni di impianti fotovoltaici nel 2016 è stata dovuta alla decisione di interrompere l'erogazione degli incentivi sui nuovi impianti anticipandola alla fine dell'anno. Tuttavia l'ITC è stata poi estesa fino al 2019, con un incentivo che dal 30% scenderà progressivamente fino ad azzerarsi nel 2021.

Se al momento non è ancora chiaro il programma di riforma della tassazione dell'amministrazione Trump, difficilmente verranno apportate modifiche all'ITC, visto che i suoi effetti andranno ad esaurirsi nell'arco di pochi anni.

Se poi si sposta l'orizzonte fuori dagli Stati Uniti, le prospettive per il solare rimangono brillanti. Dopo la ratificazione dell'Accordo di Parigi sul clima nel 2015, la comunità internazionale si è impegnata a ridurre le emissioni di gas serra, e accelerare la produzione di energia da fonti rinnovabili, tra le quali il fotovoltaico rimane una delle più importanti.

La Cina, paese leader nell'energia solare, continua a investire nell'installazione di nuovi impianti fotovoltaici. Secondo la National Energy Administration, il gigante asiatico ha raddoppiato la potenza installata nel 2016 portandola a 77 gigawatt. Anche l'India sta guardando con interesse al solare, con l'obiettivo di soddisfare l'aumento della domanda di energia in un paese che sta affrontando un importante processo di modernizzazione. Altri paesi, tra i quali Messico, Francia, Australia, Brasile e le Filippine hanno annunciato di voler aumentare la produzione di energia solare nei prossimi cinque anni.

Se il futuro si prospetta promettente per il settore dell'energia solare, l'argento non potrà che beneficiarne.

A cura di: Paola Sacerdote
Come valuti questa notizia?
L'argento brilla grazie alle energie rinnovabili Valutazione: 5/5
(basata su 1 voti)
« Notizia precedente
Infrastrutture, riparte la corsa
Notizia successiva »
Quaranta mercati azionari sotto la lente
ARTICOLI CORRELATI
Rimbalzo delle commodity pubblicato il 28 settembre 2017
Fondi auriferi, più ombre che luci pubblicato il 25 settembre 2017
La produzione industriale sorprende al rialzo pubblicato il 10 ottobre 2017
Wall Street a 2.500 pubblicato il 18 settembre 2017
Commodity, il business della certificazione pubblicato il 16 gennaio 2017