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Borsa Milano: opportunità e rischi nel quarto trimestre
Nonostante rialzi del 20 per cento nei primi nove mesi, il comparto bancario mantiene buone prospettive grazie ai ricavi da interessi e alle possibili operazioni di consolidamento. Opportunità anche per assicurazioni e gestione patrimoniale. Trimestrali decisive per valutare utili e investimenti.
Piazza Affari si avvicina all’ultimo trimestre con prospettive positive, ma anche con maggiori incertezze e su più fronti. I prezzi elevati dell’energia e l’aumento dei rendimenti dei titoli di Stato alimentano infatti la volatilità, mentre le valutazioni del mercato azionario sono diventate meno convenienti rispetto al passato. Nel terzo trimestre l’indice Morningstar Italy ha guadagnato lo 0,74%, superando di 1,5 punti percentuali il mercato europeo. Dall’inizio dell’anno al primo ottobre, il rialzo si può misurare in un progresso dell’11,38%, oltre quattro punti percentuali in più rispetto alla media delle altre Borse europee.
Il vantaggio, secondo l’analisi di Morningstar, si sta tuttavia riducendo. Il mercato italiano, in altre parole, tratta a circa 13,3 volte gli utili attesi, con prezzi superiori del 16% rispetto alla media storica dal 2010. Insomma, Piazza Affari resta sì più conveniente rispetto ad altri listini europei, ma il suo sconto è sceso sensibilmente al 10 per cento dallo storico 16%.
Consumi, materiali e media: dove cercare occasioni
Ma, in prospettiva quali settori offrono le opportunità più interessanti? Secondo i gestori interpellati da Morningstar, le valutazioni più convenienti si trovano nei beni di consumo, soprattutto nell’automotive, nei materiali e nei media. Questi comparti presentano prezzi relativamente bassi, anche se – anche qui - non mancano i rischi più o meno nascosti. Per esempio, le case automobilistiche devono affrontare la debolezza della domanda, i costi elevati e la concorrenza dei produttori cinesi. Anche software e media sono esposti ai cambiamenti tecnologici, che possono modificare profondamente gli equilibri competitivi.
All’opposto, tra i settori più costosi figurano i semiconduttori e le aziende industriali legate all’intelligenza artificiale, ai data center, alla difesa (alla luce del piano di difesa della Germania e dei conflitti in corso) e all’elettrificazione. Anche il lusso continua a essere valutato a premio, sostenuto dalla maggiore resistenza mostrata dalla domanda di fascia alta.
Banche, fusioni e tassi sostengono il comparto
Nonostante i forti rialzi visti nei primi nove mesi, vendere i titoli bancari potrebbe rivelarsi un errore. Il settore ha in media guadagnato circa il 20% e tratta su prezzi considerati corretti. A sostenere le prospettive sono le possibili fusioni e acquisizioni e il livello dei tassi, che continua a favorire i ricavi bancari. Secondo gli esperti, le opportunità potrebbero estendersi anche alla gestione patrimoniale e alle assicurazioni. La principale incognita riguarda invece la capacità di realizzare i benefici delle operazioni annunciate. La creazione di valore, sottolinea Morningstar, dipenderà infatti dai prezzi pagati, dalle sinergie effettivamente ottenute e dalla capacità di integrare le società senza perdere clienti.
Trimestrali: riflettori su utili e investimenti
La stagione dei risultati del terzo trimestre partirà a metà del mese con i grandi gruppi della moda. I gestori non prevedono cambiamenti radicali rispetto al primo semestre, ma si aspettano risultati molto diversi tra settori e singole aziende. La crescita degli utili potrebbe essere particolarmente sostenuta nei chips e nelle società esposte all’IA e all’elettrificazione. Sarà però importante verificare la sostenibilità finanziaria dei previsti investimenti. Le banche dovrebbero beneficiare dei ricavi da interessi e commissioni e i gruppi energetici possono contare sui prezzi elevati di petrolio e gas. Per la difesa, invece, saranno decisivi gli ordini e la visibilità sulle commesse future.
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