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Energia: la crisi accelera la transizione, crescono le opportunità nelle infrastrutture green
Tre aree chiave di investimento: espansione delle fonti rinnovabili (solare, eolico, idroelettrico, geotermia e bioenergie), elettrificazione dell'economia e tecnologie di supporto come accumuli a batteria, biometano e reti di trasmissione. Il settore offre così potenziale di diversificazione.
La transizione energetica non è più spinta soltanto dagli obiettivi di decarbonizzazione che si sono dati i Paesi. Oggi, a guidare gli investimenti sono infatti sempre di più anche la sicurezza degli approvvigionamenti e la necessità di contenere i costi dell'energia. È quanto emerge dall'analisi di Schroders Greencoat, secondo cui le tensioni geopolitiche registrate negli ultimi anni hanno cambiato profondamente le priorità dei Governi e degli investitori. In particolare, l'impennata dei prezzi dell'energia dopo l'invasione russa dell'Ucraina e le recenti tensioni in Medio Oriente hanno evidenziato la fragilità di un sistema ancora fortemente dipendente dai combustibili fossili.
La crescente domanda di energia
Per questo motivo, osserva Duncan Hale, lead Portfolio Manager di Schroders Greencoat, molti Paesi, soprattutto in Europa e in Asia, stanno accelerando gli investimenti nella produzione di energia domestica da fonti rinnovabili, rafforzando al tempo stesso reti elettriche, sistemi di accumulo e carburanti alternativi. A sostenere questa trasformazione contribuisce anche la crescente domanda di elettricità. L'elettrificazione dei consumi, la digitalizzazione dell'economia e lo sviluppo IA richiedono infatti una capacità energetica sempre maggiore, rendendo indispensabili nuovi investimenti lungo tutta la filiera. In particolare, spiega Hale, le opportunità si concentrano su tre grandi direttrici.
Il faro sulle energie rinnovabili
La prima riguarda l'espansione delle energie rinnovabili. Solare, eolico, idroelettrico, geotermia e bioenergie ormai rappresentano strumenti fondamentali per aumentare la produzione nazionale e ridurre la dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili. Il settore, evidenzia il report, è ormai il principale motore degli investimenti infrastrutturali: in Europa le rinnovabili rappresentano circa il 70% delle operazioni nel comparto, mentre negli Usa circa il 90% della nuova capacità in costruzione proviene da fonti pulite. Il secondo filone è l'elettrificazione dell'economia. Sempre più attività, tradizionalmente alimentate da petrolio e gas, stanno passando all'elettricità. È il caso delle reti di teleriscaldamento, dei sistemi di ricarica per i veicoli elettrici e, soprattutto, dei data center che alimentano servizi cloud e applicazioni di intelligenza artificiale.
Monitorare la crescita delle infrastrutture digitali
La crescita delle infrastrutture digitali, sottolinea il gestore, rende ancora più urgente potenziare la produzione di energia e le reti necessarie a distribuirla. Il terzo pilastro riguarda le tecnologie che permettono di gestire un sistema energetico sempre più basato sulle fonti rinnovabili. Tra queste rientrano il biometano, prodotto dai rifiuti organici e utilizzabile attraverso le reti del gas già esistenti, e i sistemi di accumulo a batteria, indispensabili per compensare l'intermittenza della produzione solare ed eolica. Un ruolo centrale è quindi affidato anche agli investimenti nelle reti di trasmissione e distribuzione, senza i quali la nuova capacità rinnovabile non potrebbe essere integrata efficacemente nel sistema elettrico.
Più diversificazione rispetto ai mercati tradizionali
Per Schroders, la transizione energetica sta quindi assumendo una dimensione sempre più ampia, nella quale obiettivi climatici, sicurezza energetica e competitività economica procedono di pari passo. Questo scenario offre agli investitori un ventaglio di opportunità che spazia dalla generazione di energia pulita alle infrastrutture di elettrificazione, fino alle reti e ai sistemi di stoccaggio. Secondo Hale, le infrastrutture della transizione possono inoltre contribuire a diversificare i portafogli grazie a fonti di rendimento differenti rispetto ai tradizionali mercati azionari e obbligazionari. Proprio per la crescente complessità del settore e per l'interdipendenza tra i diversi segmenti della filiera energetica, Schroders ritiene che competenze tecniche e specializzazione saranno elementi sempre più importanti per cogliere le opportunità di un mercato in rapida evoluzione.