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Mercati: cinque motivi per puntare sui corporate bond europei

Le società investment grade europee attraversano una fase positiva: vantano fondamentali solidi, elevati livelli di liquidità e bassa leva finanziaria. La fine del ciclo rialzista dei tassi ha fornito ulteriore supporto a queste imprese, nella prospettiva di un rallentamento della crescita.

05/12/2023
frecce che indicano un grafico e dei valori
Analisi sul mercato obbligazionario europeo

Il mercato europeo delle obbligazioni societarie investment grade continua ad apparire stimolante, considerato che i rendimenti viaggiano sui massimi da oltre dieci anni. I rendimenti, inoltre, sono interessanti sia in termini assoluti sia in termini relativi rispetto ai titoli di Stato. Ad esempio, l’investitore potrebbe potenzialmente guadagnare lo 0,5% in più acquistando bond societari in euro rispetto ai Titoli di Stato italiani a 5-7 anni. Anche fattori tecnici - come la domanda robusta in presenza di un calo delle emissioni nette - e i fondamentali relativi all’area sono favorevoli. Ma, con l'economia dell'Eurozona che continua a rallentare, la selezione dei titoli diventa cruciale. Allo stato attuale, secondo Howard Woodward, credit analyst di T. Rowe Price, ci sono sul tavolo cinque ragioni per investire nel mercato europeo delle obbligazioni societarie investment grade.

Quadro tecnico positivo e rendimenti sempre interessanti 

I bond societari investment grade europei sono un'interessante opportunità per generare reddito, in particolare per chi investe con un orizzonte di lungo termine. In effetti, secondo Woodward, il rendimento medio offerto da questa asset class è del 4,4%, il livello più alto da gennaio 2012. È un valore competitivo non solo in termini assoluti, ma anche in termini relativi, in quanto offre un rendimento superiore a quello dei Titoli di Stato. Anche il quadro tecnico dovrebbe offrire una spinta positiva a questo tipo di bond. L'asset class ha infatti registrato un ritorno di flussi, trend destinato a proseguire visto l'alto rendimento complessivo a disposizione degli investitori. L’esperto prevede inoltre volumi di emissione contenuti perché il fabbisogno di finanziamento delle società investment grade è attualmente ridotto, dato che le operazioni di fusione e acquisizione sono ai minimi da dieci anni.

Fondamentali favorevoli

I livelli di liquidità delle imprese sono alti, il che riduce la necessità per queste aziende di andare sul primario per finanziarsi. In generale, il forte aumento dei tassi è positivo per i bond societari: il probabile impatto positivo sulla domanda dovrebbe infatti bilanciare i rischi legati al potenziale aumento dei costi di finanziamento e all'inasprimento della politica monetaria. Per quanto riguarda i fondamentali favorevoli, questi sì che si stanno indebolendo leggermente (il rallentamento della crescita sta iniziando a pesare sui margini di profitto delle imprese), ma bisogna considerare che si parte da una base forte. In generale, quindi, le società con rating investment grade sono sostenute da solidi fondamentali: i livelli di leva finanziaria sono bassi e gli indici di copertura degli interessi sono ancora ampiamente superiori alle medie storiche.

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La Bce ha archiviato il ciclo rialzista

In definitiva, questa realtà è di sostegno e offre alle società un cuscinetto maggiore per affrontare questo periodo di crescita economica debole. E siamo arrivati alla quarta ragione favorevole: la Bce ha probabilmente terminato il ciclo di rialzi. Un aspetto che dovrebbe confortare i mercati, soprattutto se contribuisce ad attenuare la volatilità dei tassi d'interesse. Woodward ritiene che la prossima fase del ciclo di politica monetaria sia ormai avviata e che, data la debolezza dell'economia, i tassi di interesse verranno tagliati a un certo punto nel corso del 2024. Questo potrebbe potenzialmente portare ulteriore sostegno alle obbligazioni societarie europee investment grade. Tuttavia, precisa l’esperto, c’è consapevolezza che la Bce ha in programma il quantitative tightening e non è escluso che questo possa generare volatilità, soprattutto con un processo accelerato.

Favoriti i bancari. Pollice verso per il comparto immobiliare

Nel momento in cui c’è una crescita economica in rallentamento diventa ancora più vitale un'attenta selezione dei titoli e dell'allocazione settoriale. Al momento Woodward esprime cautela sulle prospettive dell'immobiliare, settore vulnerabile all'aumento dei costi di finanziamento e in cui ritiene ci sia un maggiore rischio di trovare società ‘fallen angel’. Qui, infatti, i fondamentali sono deboli, in particolare nel sotto-settore degli uffici, a causa delle condizioni di credito più rigide e delle limitate opportunità di riduzione della leva finanziaria. Per contro, all’esperto piace il settore finanziario europeo, sostenuto da corsi interessanti e fondamentali molti resilienti. In particolare, tra le preferenze spiccano le banche islandesi, grazie alle loro solide posizioni patrimoniali e di liquidità, e alcuni istituti spagnoli, che beneficiano di forti margini.

Woodward ritiene interessanti anche le banche dell'Europa centrale e orientale. Molte di questi istituti sono legati a istituzioni finanziarie dell'Europa occidentale, ma offrono uno spread interessante sia rispetto ai loro omologhi dei mercati sviluppati sia rispetto al debito sovrano dei Paesi in cui si trovano. Tuttavia, non tutte le aree della finanza sono interessanti. Ad esempio, l’esperto di T. Rowe Price diffida delle banche con esposizioni elevate verso il settore immobiliare commerciale.

A cura di: Fernando Mancini

Parole chiave:

bond corporate mercati
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